E siamo ben messi

Scrive Enrico Franceschini sul suo blog a proposito di Marchionne: “Ecco il tipo di leader che servirebbe al centro-sinistra italiano: coraggioso, visionario, concreto, semplice, modesto. Se si stufa dell’auto e scende in campo in politica, io lo voto.

Ora, avendo lavorato con persone del suo entourage, sono dispostissima a giurare che rappresentino una delle prove dell’esistenza di Dio nel caso si occupi di management. E se lui era/è il loro capo carismatico, non riesco neppure a figurarmi il livello.

Ma, mi sia concesso, penso che la politica non sia management e che gestire un paese non sia la stessa cosa che gestire un’azienda.

Per quanto ritenga di avere da una parte un gigante e dall’altra un intrallazzatore, la questione dell’imprenditore che entra in politica si è già vista 15 anni. E continuiamo a vedercela ancora adesso.

Il secondo punto è che l’Italia non berlusconiana ha bisogno di sognare. Sognare qualcosa che vada oltre il semplice “Berlusconi a casa” ma sia un progetto di paese.

Berlusconi è indispensabile a questa sinistra perchè le fornisce un alibi per non averlo, per mascherare l’incapacità di avere una qualsiasi visione, idea.

Il grande imprenditore, il grande manager sono spesso dei decisionisti, sono obbligati ad esserlo. Possono muoversi senza tener conto del dibattito politico.

Il leader politico no, di quel dibattito deve tener conto e non può muoversi senza concertare i suoi gesti con il resto del paese che vuole governare.

Ma il grande problema rimane: quello di una sinistra incapace di esprimere un leader carismatico che sappia attivare energie, proporre idee, avviare un dibattito.

Ed è quello che manca.

Pubblicato il 5 maggio, 2009, in Italica, Politica, Realta' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Credo che si sia troppo avanti col processo di beatificazione di Marchionne. E’ vero che sta ottenendo ottimi risultati sul piano industriale FIAT, su quello produttivo, su quello di vendite e, ultimamente, su quello degli accordi internazionali. E’ vero anche, però, che una marea di operai sono ancora a casa, e molti altri in USA e Germania andranno a casa e rinunceranno in parte a ferie/festivi/straordinari etc. E chi se ne occupa? Il PD non stava anche un po’ a sinistra?

  2. Perfettamente d’accordo. Un imprenditore bravo è meglio che stia a fare l’imprenditore, per il bene del paese.
    Ma anche uno cattivo. Non è assolutamente detto che le abilità necessarie per la gestione di un’industria siamo le stesse necessarie per gestire una nazione, quantomeno bisogna tener conto delle minoranze ed accettare comunque dei processi subottimali.

    Come mai non c’è nessuno a sinistra (e nemmeno nei democristiani)?
    Dopo quindici anni di lotte di potere intestine all’ex DC ed all’ex PCI si è fatta terra bruciata attorno ai ‘cari leader’, che per ragioni anagrafiche o per adverse selection, sono bravissimi a lottare per una poltrona, ma per il resto non san fare altro.

  3. io del leader carismatico ne faccio volentieri a meno, mi basterebbe una persona competente su quello che sta facendo

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