A che prezzo ?

Il termine tedesco per definire cosa sono adesso è “Fremdarbeiterin” ossia lavoratrice straniera.

Anni fa, la prima volta che venni su, erano definiti Fremdarbeitern gli italiani, i turchi, gli yugoslavi e tutte quelle persone provenienti dal sud Europa. Noi, facevamo parte di quel sud che veniva in Germania a cercare una vita migliore, altre opportunità.

La prima volta che venni in questo paese, incontrai gente che diceva “Die Auslaender sind alle gefaerlich” (gli stranieri sono tutti pericolosi) o altri che, quando successe di andare a trovare gente in un quartiere multietnico, si stupiva che avessimo il coraggio di andare ad Unterturkheim perchè era un quartieraccio di turchi ed italiani.

Oggi leggo di 500 migranti e, a dirla tutta, mi viene in mente quando al loro posto c’eravamo noi.

Come tutti i parvenue, siamo ben contenti di cacciare via chi è nella nostra stessa condizione di allora. Come tutti i nuovi arrivati, facciamo di tutto per ribaltare su di loro le accuse che furono fatte a noi. L’incazzatura più feroce mi è presa stamattina leggendo in giro roba tipo “Questa gente che viene per delinquere”.

Questa gente che arriva morta di fame, disidratata, con i bambini che stan male e le donne che sono state violentate.
E noi li rimandiamo indietro.
A morire di sete, a lasciare che i bambini muoiano, a lasciare che le donne siano di nuovo violentate.
Che cosa state difendendo? Che cosa difendete voi che fino a non pochi anni fa eravate nel loro ruolo ? Cosa difendete a costo della vita altrui ?
Il 42 pollici o la macchina nuova ? A che prezzo ?
Io Fremdarbeiterin, io che sto in un quartiere multietnico dove le persone convivono, in una nazione che non sarà tra le più friendly sulla terra. Io leggendo quelle notizie riesco solo a pensare a scene già viste, a quelle navi di ebrei che fuggivano e venivano ricacciate indietro, nelle mani dei nazisti.
Voi, noi, non siamo diversi da loro. Lo siamo stati fino a ieri, lo siamo ancora per molti aspetti.
Perchè ognuno di noi è il sud di qualcuno e noi siamo il sud di tanto mondo.
Perchè nel difendere il proprio cortile a tutti costi, la propria identità, e qui si aprirebbe una voragine sul capire quale, si difende anche la propria senescenza. Si difende quel paese vecchio, terribilmente vecchio che sta diventando l’Italia.
Paese di vecchi, di tribù, di gente ancorata al suo particolare. Gente che per difendere il proprio 42 pollici è contenta di vedere andare a morire donne incinte e bambini.

E fin qui il discorso di pancia.

Il discorso sensato di capire “cosa” realmente si possa fare e come si possa gestire la questione, manca. Da una parte ci si dimentica che la sicurezza è un’esigenza primaria, dall’altra si dimenticano due o tre concetti che vanno sotto il nome di pietas, humanitas, “non avere pelo sullo stomaco”. Al centro il solito scontro juventini-vs-milanisti che tira sempre un sacco. Tutto pur di non parlare del problema reale, che esiste e che di sicuro non viene rimosso dai proclami altisonanti.

Su tutto la vergogna e la nausea nel vedere mandare a morire gente per questioni propagandistiche.

Pubblicato il 10 maggio, 2009, in Italica, Politica, Realta' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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