Amsterdam

Canali

Mais dans le port d’Amsterdam
Y a des marins qui naissent
Dans la chaleur épaisse
Des langueurs océanes
(Amsterdam, Jacques Brel)

Esserci, c’ero stata. Anni fa, per lavoro, in uno di quei momenti in cui giri e giri. E vedi periferie, alberghi, aereoporti e intravedi dai taxi o nella notte cosa siano le città dove sei.
La ricordavo grigia, scura. Qualcosa d’intravisto ma che, causa credo clima o stanchezza, non m’aveva entusiasmato più di tanto.
Non sfacciata e gloriosa come Madrid o Lisbona, non elettrica come Londra. Quacosa di “altro” in un paese del nord.

Ma le città viste nei viaggi di lavoro sono quello che sono, sono il tempo sottratto ad altro. Palcoscenico di altre attività ma raramente protagoniste.
E vale la pena di rivederle e riassaporarle.

Amsterdam è la folla, la gente, la luce del nord in una spettacolare giornata di tarda primavera. E’ il sole che ti cuoce e l’arietta fresca che arriva dall’oceano.
Amsterdam è la gente seduta fuori nelle strade, le strade, sono quelli che prendono il sole sui prati.
Amsterdam è la “Ronda di Notte” e quando ti volti sono uomini molto simili dipinti da Franz Hals. Oppure è la luce dei Vermeer.
Amsterdam è la domanda che ti sorge su perchè la gente si stratifichi di fronte ad un solo quadro, per quanto capolavoro assoluto, e non si fermi più di tanto di fronte alle donne di Vermeer.
Amsterdam è la luce esterna e il semibuio delle chiese gotiche.
Amsterdam è mangiare vicino ad un canale in un locale dove ti portano una Ceasar che dell’original ha ben poco, forse l’insalata, ma è buona lo stesso e dove la torta di mele è monumentale ed un capolavoro essa stessa.
Amsterdam è la gente che suona per strada: sono i ragazzi cubani e la gente che balla o il signore anziano che intona una canzone irlandese.
Amsterdam è il mercato dei fiori e lì ti viene il groppo alla gola, il bruciore al portafoglio e tiri giù bestemmie fiorite perchè non puoi piantare i fiori oppure dovresti aspettare un anno per farlo. Eppure qualcosa lo prendi lo stesso.
Amsterdam sono gli annunci dei treni in tre lingue.
Amsterdam sono i treni che ti dicono che sei nel centro dell’Europa, sono le destinazioni mitiche ripetute quasi come in un rosario: Bruxelles, Parigi, Francoforte, Berlino …
Amsterdam è la sua luce, il suo sapore e la voglia di tornarci.

Amsterdam è quella che dopo ti fa sembrare Dussledorf la versione tedesca di Trofarello senza la collina.

Pubblicato il 24 maggio, 2009, in Diaristica, Viaggi con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. ti diro’, sa che a me non e’ piaciuta per gli stessi motivi che elenchi?
    E che mi sono innamorato di Rotterdam?
    (bestemmia dal tuo punto di vista, lo so)

  2. No, non è una bestemmia, è questione di gusti.
    Non conoscendo Rotterdam non saprei dire quale sia la differenza anche se una vaga idea ce l’ho🙂

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