Di bagagli, tette e voli

Stasera ho superato i kg di bagaglio inclusi nel biglietto aereo fatto con madama Lufthansa.
Mi scrivono sulla boarding card quanto dovrò pagare e mi dicono di andare al banco dove si acquistano i biglietti..
Zampetto fin a destinazione, mostro la boarding card all’impiegata, mi comunica la cifra e svengo in diretta.
Madama Lufthansa stava chiedendo 10 euro al kg.

Bestemmiando in tutte le lingue conosciute pago e mi dirigo verso il gate.

Solito spogliarello al check-in, recupero giornali. Al gate inizia la tiretera dell’aereo guasto e le solite domande tipo “Perchè cappero debba sempre essere guasto l’aereo per Torino non si sa”.

Nel frattempo mi godo la strana coppia di IHT e Bild, ovvero il più snob tra i quotidiani internazionali accoppiato al più tamarro dei quotidiani tedeschi, dove si leggono strane notizie di Topolinek che sarebbe arrabbiato perchè si è accennato a sue foto ignude, fregasse qualcosa se Topolinik gira con le terga di fuori, assieme a vari aggiornamenti delle novelas politiche nostre.

Salgo sull’aereo e rirecupero di altri giornali, stavolta italiani. Titolo su voli di stato per portare nani, ballerine e cortigiane in Sardegna.

Ora la cosa fa girare vorticosamente le scatole in generale, se avete appena lasciato un rene ad una compagnia aerea, porta ad utilizzi strani ed innovativi del linguaggio.

E porta anche a porsi domande tipo “Se al posto di prendere la certificazione con culo a torre allegato e costi vari mi facevo stipendiare il rifacimento tetta e un po’ di aggiustate chirurgiche, non era meglio ?”

Mal che m’andasse rischiavo di volare con gli aerei dello stato, peraltro mantenuti con le mie tasse, risparmiando un po’ d’incazzature, levatacce per voli ad ore improbe, salatini indegni da economy e tutto qua fa muoversi con l’aereo.

Il problema non è se ci sono enne signorine amanti dei soggiorni in ville sarde, il problema è quando i viaggi a quelle signorine glieli pagano tutti.

Per il resto è basso impero as usual, rimane il fatto che oggi come oggi non mi verrebbe da insegnare ad una figlia che il lavoro e l’etica della collettività sono valori perchè sarei smentita da quelle immagini, da quei fatti.

Quelle immagini, quelle notizie trasmettono l’idea che i valori, se così possiamo chiamarli, sono altri.

E con tanti saluti a Pericle, Aspasia, Frine. Qui non siamo dalle parti della Grecia Classica, qui siamo dalle parti di Svetonio e delle Vite dei Cesari.

Pubblicato il 3 giugno, 2009, in Diaristica, Italica, Life, Universe and Everything, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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