Notturna

Esimia signorina (*)

Vengo a lei con questa mia dopo che ieri sera è riuscita a fare le ore 1 a.m tenedno la radio accesa.

Capisco che la sua giovane età, si spera, e la professione da frequentatrice alternativa di palazzi romani la porti a non utilizzare il cervello out of the box, se mai la box è esistita.

Vorrei però farle presente che esiste una brutta abitudine in questo paese: si chiama dormire, soprattutto quando l’indomani mattina devi essere alla stazione alle ore 7.15

Ora suppongo che lei capirà l’insano desiderio, da me provato stanotte, di utilizzare il suo radiofinico strumento per operare su ella atti classificabili come “sodomia senza lubrificante”.

Capirà anche il mio desiderio di capire quale sia il suo campanello di casa per poterglelo andare a suonare domattina, ore 6.50 E dopo infilarci dentro uno stecchino di modo che esso risulti bloccato e che ella debba muovere quel culo lardoso per andarlo a rimuovere.

In tutto ciò non vi sarà nulla di personale, su un piano personale preferirei farle fare a calci in culo le scale, ma solo semplice condivisione di una situazione altresì sgradevole.

Tipo non poter dormire mentre mi rifili musica mielosa e terrificante a tutto volume e, se ti chiedono d’abbassare, non lo fai.

TROIA (**)

(*) il titolo intero sarebbe “sgnorina professionalmente di facili costumi nonchè afflitta da un’incipiente caso di inesistenza del cervello”

(**) Il genere di musica indicava femmina di circa 20 anni, priva di sporgenze su cui infilarsi.

Pubblicato il 17 giugno, 2009, in Diaristica, Life, Universe and Everything, Torinesita' con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. In questi casi l’uso di tavoletta di legno e martello (o di martello e chiodi: ma solo nel caso si debba veramente appendere un quadro) spesso risolve.
    Anche il trapano a percussione, se per caso hai qualche mensola da piazzare.


  2. Ti senti più Steve Tyler o Joseph Simmons?

  3. passa un po’ di cera fuori dalla sua porta, se sei fortunata puoi risolvere il problema alla radice😉

  4. ahi ahi che tasto dolente.
    io combatto in casa con tre cani latranti fino all’isteria (o meglio, con i loro padroni) lasciati troppo spesso soli per giornate intere, e una volta anche tutta la notte.
    e combatto con una serie di nemici anonimi e inafferrabili, diversi ogni notte, che pensano che il centro sia il loro luna park e fanno casino fino alle tre, tre e mezza, parlando forte, cantando, facendo i mozart del clacson, sgommando e tenendo l’autoradio a palla quando (bontà loro) si fermano al semaforo.
    mi salva, un po’, il fatto di andare a dormire molto tardi di mio e di non dover, quasi mai, alzarmi per prendere un treno alle sette.
    ma il punto è un altro, ed è agghiacciante: tutto questo succede perché molta gente pensa sempre di essere alla fiera del *quel che c***o mi pare*, con la variante *se va bene a me, fanculo a tutti gli altri*. D’altronde, non c’è da stupirsi, se il micromondo della convivenza civile (?) replica in piccolo l’andazzo del macrocosmo di chi ci governa (ma è solo un esempio, eh🙂

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