La misura dell'imbarbarimento

C’è una notizia che non ha avuto l’onore della prima pagina, una notizia di cui si parla nelle pagine secondarie dei giornali o beccandola per caso.

Sto parlando dell’aggressione di Napoli dove una ragazza rischia di perdere un occhio perchè ha difeso il suo amico dai nazisking. Amico a sua volta tormentato in quanto gay.

Allo stesso modo si è parlato pochissimo dell’assassinio di un’altra donna, a Milano, accoltellata a morte con il figlio di 18 mesi in braccio.

Violenze accumunate anche dalla nazionalità degli aggressori: italiani, italianissimi.

Qualcosa che fa la differenza, a quanto pare, perchè avessimo avuto aggressori rumeni o magrebini la prima pagina non sarebbe mancata.

La misura dell’imbarbarimento passa attraverso la non reazione di una piazza intera, come a Napoli, e la non reazione dei media a meno si tratti di stranieri.

Da una parte vince la paura del singolo rispetto alla solidarietà, dall’altra il muro di silenzio, in questi casi ancora più pauroso.

La misura dell’imbarbarimento, della paura, dell’indifferenza passa non solo attraverso il singolo ma anche attraverso i mezzi d’informazione troppo occupati a star dietro ad escort e notizie sensazionalistiche per occuparsi di quella che è la realtà.

Realtà in cui l’aggressore nella maggior parte dei casi ha un cognome e dei tratti localissimi, realtà che non verranno rese note o annegate nelle notizie più gossip/scandalistiche.

L’aggressione di Napoli come l’assassinio di Milano sono già destinati al dimenticatoio.

Le ferite che lasciano sulle persone no, le ferite lasciate dalla mancanza di solidarietà, dal fatto che non sia stato fatto neppure il minimo per evitare che una ragazza rischiasse un occhio ed un bambino si vedesse ammazzare la madre rimarranno a lungo.

La meditazione collettiva dovrebbe a questo punto essere su “Cosa stiamo diventando?”

Disgraziatamente non ci sarà.

Pubblicato il 24 giugno, 2009, in Italica, Life, Universe and Everything, Riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. tira più un pel di… che certe storiasse di omosessuali e naziskin… ma come? non ti stai divertendo con tutte queste storie di festini e palle varie? …peccato… vorrà dire che non sarai mai invitata…
    scherzi a parte, siamo finiti in un posto o in un paese (con la p minuscola) dove il direttore del primo tg italiano si permette di dire che lui è libero di decidere se e cosa raccontare agli italiani, ecco dove siamo finiti. e si dovrebbe pure pagare il canone rai…

  2. Stiamo semplicemente diventando quello che ci meritiamo.

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