La Famiglia (con la maiuscola) del tempo che fu

La Famiglia (con la maiuscola) del tempo che fu

E’ luogo comune dire che “La famiglia è in crisi”. E’ comune, di questi tempi, sentire invocazioni alla sacralità della Famiglia, rigorosamente con la maiuscola, e invocare il “O Tempora, o Mores” parlando di caduta dei valori, crisi, immoralità, relativismo e vai coi carri.

I Tempora contrapposti ai passati Tempora in cui le donne erano donne, gli uomini uomini e la Famiglia era sacra ed inviolabile. Praticamente l’epoca d’oro dellla Famiglia, distrutta poi dalla liberazione sessuale ed avanti coi carri.

E tutto è bello, giusto e luminoso.

La qui presente colleziona manuali di economia domestica e galatei. i secondi sono ottimi modi per vedere quali fossero i modelli ed i riferimenti per le classi medie o medio-alte. Non quelle alte perchè eran loro a dare il là su cosa fosse accettabile o meno e potevano allegramente fare a meno di manuali.

Pur essendo libri divertenti in generale, in alcuni casi sono veramente interessanti come nel caso della Marchesa Colombi, Irene Brin o Brunella Gasperini.

In questi giorni mi è arrivato in mano “La Vera Signora” di Elena Canino, collaboratrice di Longanesi al Borghese.

Siamo nel 1951. Papa è Pio XII, siamo nell’epoca in cui le donne col rossetto o coi pantaloni sono escluse dalla comunione e il modello femminile è quanto di più cheesy e sottomesso vi possa essere.

Di sesso non se ne parla e si suppone che il piacere femminile non sia una prerogativa della “Vera Signora” anzi, la “Vera Signora” dovrebbe chiudere gli occhi e pensare alla patria.

E’ vero, la figura femminile proposta è sottomessa, le viene detto di essere molto attenta al marito, sopportare qualsiasi corna, l’uomo è poligamo si legge.

E già scopriamo che la sacra famiglia non è proprio esente da imperfezioni, anzi. Corna, gelosie, scazzi, delusioni sono ben presenti.

Ma la Signora non è del tutto passiva, perfetto riposo del Guerriero.
Alla Signora viene spiegato quale siano i modi da usare quando dovesse andare dall’avvocato per chiedere la separazione.
La Sacra Famiglia non è sempre inviolabile e perenne, si può anche dividere.

Andando avanti scopriamo che la Signora può avere un amante e c’è tutto un capitolo dedicato alla gestione dell’amante, cosa fare e non fare.

Accanto alla figura dell’amante della Signora, veniamo edotti sui vantaggi della Nave Scuola per il figlio, la cui iniziazione viene ritenuta molto migliore di quella possibile in qualsiasi bordello in quanto ottima per insegnare al giovin Signore come comportarsi con le Signore a letto educandolo al contempo al rispetto delle donne.

Si suppone che la Nave Scuola, essendo amica di mammà, sia a sua volta una Signora, eventualmente dotata di marito.
La Sacra Famiglia appare sempre meno algida e casta ma sempre più intrisa di profonda ipocrisia.

Tutti si trombano tutti purchè non si sappia in giro e vi sia molta discrezione.

Dulcis in fundo, nell’elenco delle professioni adatte ad una donna compare quella della mantenuta. Discreta, disposta a rinunciare a qualsiasi richiesta sull’asse ereditario ma totalmente fuori da qualsiasi schema di Famiglia.

Finito il libro, l’immagine della moralità anni ’50 è andata totalmente in pezzi. Non siamo a livello degli aristocratici francesi o inglesi del XVIII secolo ma non siamo anche fuori dalla sessuofobia.

Non si parla di sesso, lo si fa.

Ora, qualcuno dei cantori del bel tempo che fu e dell’epoca antecedente la “liberazione sessuale”, un Giuliano Ferrara a caso, farebbe meglio ad informarsi e a leggersi quali fossero i costumi della borghesia itlaiana della metà dello scorso secolo.

Potrebbero scoprire che “nulla di nuovo sotto il sole” tranne l’unica cosa che non sembrano citare mai: la discrezione e la riservatezza.

Doti, quelle si, di un tempo andato.

Pubblicato il 29 giugno, 2009, in Femminile-maschile, Italica, Politica, Riflessioni con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. si mi piace condivivo al 100 x100

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