Bambini impauriti

L’articolo sulla signora con il cosiddetto burkini

Mettiamola in parole semplici: sono dei grandissimi affari privati se una vuole andare in giro coperta da capo a piedi. Il tutto parlando di libere scelte e non di abbigliamenti imposti con la forza o la costrizione.*

Detto in parole ancora più semplici, una deve essere libera di esporre la panza come di potersi coprire fino alle orecchie. (*)

Cosa fa la differenza è la libera scelta non i cm di carne esposta.

Detto ciò, leggo l’articolo citato e, un po’ perchè sono in fase pre-nanna e un po’ perchè sono torda di mio, leggo almeno un paio di volte prima di capire che, a quanto pare, ci sono bambini che si spaventano nel vedere una donna vestita stile sub.

Ora a me quella roba ricorda gli Snorky e, ricordandomi che si parla di cartoni animati, mi chiedo che razza di educazione si sta dando a questi poveri bambini se si spavantano di un qualcosa che ricorda un cartone animato.

Non parlo di Zio Tibia, parlo di innocui animaletti acquateci con una protuberanza sul cranio.

A meno che la paura sia causata dalla psicosi “Mamma li turchi” ma allora non sarebbe il costume a far paura quanto il diverso, l’altro.

Quell’altro talmente diverso da noi che, in questo momento in cui vi sono problemi etnici con i cinesi, tira fuori le medesime, identiche motivazioni che potrebbe tirare fuori la mamma di uno di quel bambini.

Son cose.

Solo che i cinesi non indossano il costume da Snorky.

(*) E’ da dire che quando vedo una donna intabarrata fino alle orecchie a 34 gradi non mi viene in mente “Ah l’Occidente e l’invasione islamica”, mi viene in mente “Come fa a resistere a caldo e a non essere sudata?”

Pubblicato il 18 agosto, 2009, in Cazzeggiando, Italica, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. sono d’accordo ma talmente d’accordo che ho scritto proprio le stesse stesse cose (però qualche ora prima di te, mah)
    http://femminileplurale.wordpress.com

  2. però va beh che era un aspetto della cronaca che era impossibile non notare. io poi che erano i bambini a fare storie, in realtà, non ci credo: erano le mamme. per forza.

  3. Mettiamola così: a me personalmente se fossi, che ne so alla piscina di corso Lombardia, se tu te ne arrivi con la patata in bella vista non ci sarebbe nessun problema (anzi potrei anche apprezzare). Ma sono sicuro che qualcuno o qualcuna avrebbe anche da ridire. Ma la soluzione se vuoi andare a nuotare con la patata al vento c’è e si trova a La Cassa.
    Se qualcuna ama andare a nuotare vestita, ed a qualcuno questo da fastidio, basta fare un club in cui si va a nuotare vestiti.

  4. dipende cosa intendi con “club”.

  5. cioè i bambini avevano praticamente paura di una tipa vestita? azz’… ‘sti bambini hanno bisogno di uno psicologo… ma di quelli bravi!!!

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