Vedi alla voce spesa

Stamattina ho fatto fatto la spesa. Di per se stessa la notizia sarebbe ininfluente ma, essendo di umore bizzarro, mi sono messa a guardare meglio quale fosse l’offerta.

La prima cosa contro cui ho sbattuto va alla voce pomodori. In Germania i pomodori si trovano in tre possibili versioni:

  1. Economica. Si tratta di cosi rotondi, acquosi e totalmente insapori che provengono dall’Olanda. Portano l’altisonante nome di pomodori ma con l’omonima verdura hanno solo in comune il colore. Costano pochissimo e si trovano praticamente ovunque
  2. Un po’ più cari. Sono tedeschi, sanno meno di acqua, i legami di parentela con l’omonima si stringono. Si trovano di meno e costano qualche cosa in più
  3. Costo medio. Sono pomodori spagnoli ed è quanto di meglio si possa trovare senza rischiare di spararsi fuori un rene o fare un mutuo

Oggi pomeriggio, in un negozio di delikatessen, ho trovato la suddetta verdura in formato italiano e francese. Sono profondamente convinta che i cuori di bue che vendevano fossero buoni, anzi sono convinta fossero ottimi.

Perchè se così non fosse, ci sarebbe da comprare una cassetta di roba acquosa olandese ed andare a fare un assalto. Niente di personale, ma se una verdura costa 10.80 euro al kg, non deve essere solo buona ma anche provocare orgasmi multipli con saltello e pulizia del bagno incluse.

Stessa cosa per i meravigliosi pomodorini provenzali, 7,80 al kg. Visto il risparmio di 3 euro, in questo caso potrei fare a meno del saltello.

Guardando in giro, quando ci si è ripresi dall’infarto da pomodori, si nota che esistono due filoni ben distinti di cibo proposto: da una parte quello industriale che abbonda di “sapori di Provenza” o “Gusto italiano” con grande aggiunte di tutto quanto fa foto di cucina mediterranea. Su tutto il basilico, soprattutto il basilico. Cos’abbiano fatto il povero origano o i capperi non si sa, di sicuro il basilico lo ficcano ovunque, ancora un po’ anche nei dolci.

Il secondo filo sono gli ingredienti originali, non trattati, stile Eataly. L’andazzo “il Mediterrano fa figo” è lo stesso, non riflano il basilico ovunque e i prodotti arrivano dal filone “artigianale”. A differenza del primo filone, siamo nell’area costosa, di sicuro non un’area per la spesa quotidiana.

L’altra cosa che notavo stamattina è la difficoltà di trovare alcuni prodotti a favore della standardizzazione e, anche qui, dell’idea che“il Mediterrano fa figo”. Il fatto appare un po’ ridicolo quando si parla di salumi per cui si trovano mortadella e prosciutto mentre è molto più difficile trovare cose tipo “Prosciutto di Westfalia”. A meno di tornare al punto delikatessen e lasciarci giù il solito rene.

L’ultimo punto è lo sfruttamento e l’abuso di nomi legati a prodotti famosi. A parte le varie “Dio-solo-sa-cosa”zzarelle ed i vari parmigiani tarocchi, l’abuso è diffuso un po’ a tutti i prodotti. Inclusa roba tipo “Prosciutto Serrano” che ha l’aria di insaccato, suppongo sia anche buono ma viene venduto ad 1/20 di quanto costi il vero Serrano.

Essendo stamattina di umore bizzarro, ho fatto una spesa bizzarra mettendoci dentro anche un paio di vaschette Barilla precotte. Ora mi lascia un po’ perplessa il fatto che abbian messo mandorle ed anacardi  in ogni dove , mi lascia perplessa il nome da libro Harmony (Fantasie del Sole)ma fino a domani rimando ogni possibile giudizio. A favore il costo contenuto (2,29 euro cadauna)

E speriamo in bene per il pranzo di domani

Pubblicato il 22 agosto, 2009, in Diaristica, Life, Universe and Everything, Piaceri, Realta', Viaggi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. In bocca al lupo.

    Qui a Londra i ravioli di Sainsbury’s sono meglio dei Rana. Ci sono due versioni: economica (spesso in offerta a 3 £ 50 due vaschette da 300g), qualità circa-Rana, alcuni gusti improbabili (ripieno all’arrabbiata!) e alcuni più o meno classici (gorgonzola e noci, cappelletti, ricotta e spinaci); e poi c’è la versione di lusso “Taste the Difference” (2-3£ una confezione) in cui i ravioli di zucca sono deliziosi – non da sbattersi per terra, ma i migliori ravioli industriali in cui sono incappata.

  2. Vaschette Barrilla precotte? Auguri! E’ più facile mangiar male (che bene), certo, lo si vuole

  3. Allora, come sono le vaschette precotte?

    La settimana scorsa ho rubato ad un’amica l’insalata bio del contadino. Lo so che state già storcendo il naso… ma giuro che ho avuto un orgasmo. Magari ce l’avevo anche se non era bio: molto del gusto mi sa che si perde comunque in trasporto e stoccaggio. Poi ho scoperto che costava come quella seriale che prendo solitamente… ho deciso che mi trasferisco da lei, dopo aver messo una bomba sotto il negozietto shikkoso ove vado solitamente🙂 (tanto lei conosce pure il panettiere che li rifornisce…).

    E’ incredibile la varietà di cose buffe che le “nostre” marche producono quassú… Voglio dire, dalle marche tarocche uno se lo aspetta, eppure un po’di serietà ci vorrebbe in patria. Ma mi dicono che anche la pasta barilla di qua ha una composizione diversa da quella italiana, e quando mi ricordo voglio fare il confronto live…

    ps: i sughi bio saclà ci sono lassù? qui hanno fatto una comparsata fulminea e nn riesco più a ritrovarli…

  4. PPS: no dai, non dirai che adesso i cosi olandesi hanno lo stesso colore dei pomodori, non scherziamo! il verdarancino *traslucido* pronebbia è fuorilegge da noi!

  5. PPPS: per caso sai perchè questo popolo barbaro chiami “paprika” i peperoni e peperoni la “paprika”?

  6. Beh, e’ vero che in Germania per comprare frutta e verdura buona bisogna svenarsi (ah, come me li ricordo i tristi pomodori olandesi….!!)…ma e’ anche vero che molte altre cose sono decisamente economiche, vedi latte e yogurth (in tanti gusti assolutamente goduriosi che non ho mai trovato altrove). Poi si e’ compensati dal pane buono, dal muesli, e da un sacco di altre cose buone a prezzi molto piu’ popolari che in Italia (la birra!;)). Insomma, a me tutto sommato in Germania sembrava di spendere poco in cibo…(ma e’ anche vero che adesso vivo in Svizzera, che e’ veramente fuori ogni scala umana!)

  7. Ah, una cosa che ho scoperto: mai scartare a priori le marche. I pomodori pelati “Napolina” (O_O) son meglio dei Cirio (almeno dei Cirio esportati a Londra).

    E: vogliamo la recensione! Sii il nostro Veronelli!

  8. ricordo che ne abbiamo parlato l’altra sera, forse prima che mi versassi addosso la sangria🙂

    col mio spirito da giovane esploratrice, quando sono all’estero tendo a mangiare come mangiano gli indigeni (nei limiti di una certa ragionevolezza: su insetti fritti e millepiedi nella tequila trovo da eccepire). Per cui mi divertirei un sacco a fare la spesa autoctona, evitando naturalmente quello che non mi piace tipo i poodori acquosi e sperimentando tutto il resto, ma capisco che un conto è una settimana di vacanza, un altro sono mesi di trasferta in cui anche il cibo diventa importante per ammaestrare la nostalgia.

    (la faccio semplice, lo so. Ma se sapessi il tedesco mi sarei già proposta per il negozietto-gioielleria di import italocuneese di cui si parla su friendfeed🙂

  9. a metà prezzo ti spedisco i cuori di bue sudtirolesi

  10. gli acquosi olandesi sono in vendita anche in italia, e di un bel rosso valentino pure… ovvio che li si lascia sugli scaffali.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: