In parole semplici

Premessa: quando si è all’estero e non si ha un’accesso limitato alle informazione sull’Italia, l’impressione che se ne deriva è di aver a che fare o con un branco di pazzi furiosi con niente di meglio da fare o con un branco di pazzi furiosi in preda a deliri di ogni genere.

Tutto questo succede a me che, almeno in teoria, dovrei essere parte di codella nazione anche se sono temporaneamente impegnata a fare la “terrona immigrata”(*)  in codesta nordica landa.

Prendiamo i titoli di testa del Corriere o Repubblica di oggi: da quel che ho capito è in corso una mega polemica per una trasmissione televisiva spostata visto che Vespa, dopo essersi specializzato col plastico della casa di Cogne, ha deciso di procedere con le case de l’Aquila. Questo quanto deduco leggendo i titoli poi, parendomi una polemica un tanino delirante, non ho voglia di andare a leggermi la trama dell’ultimo melodramma televisiv-politico in corso.

Stessa cosa per cosa abbia detto Bossi: l’unica cosa che ho capito è che vuole le elezioni anticipate ed è tornato a cianciare di popolit padani e indipendenza dall’Italia.

Ora, sempre chiedendomi dove stia il tasto di opt-out, qualche eventuale leghista saprebbe spiegarmi che minchia sono i popoli padani ?

Da quel che mi ricordo, fino a non molto tempo fa, eravamo tutti discendenti dai celti. Orde di Asterix ed Obelix in camicia verde si aggiravano per la suddetta Padania. Assieme a sta storia dei celti, c’era pura la questione del Dio Po e delle ampolle (**).
Cos’avessero fatto di male le altre popolazioni antiche del Nord Italia, a parte non comparire nel panorama culturale dei boss leghisti, non ci è dato di saperlo.

Spariti i celti dal panorama, sono entrati in auge i popoli padani.

Ora, sempre fosse in ascolto il fantomatico leghista capace di rispondere, quali cappero sono gli interessi comuni di un comune Occitano delle valli del Piemonte ed un comune Ladino delle valli venete da pensare che vi possa essere una comunanza d’interessi tale da far si che vogliano scindersi e fare nazione comune ?
L’occitano delle valli è molto probabile abbia interessi e cultura in comune con gli abitanti della zona francese limitrofa esattamente come il ladino li avrà con la zona limitrofa dell’Austria.

Siete proprio sicuri che il vostro fantomatico stato non porterebbe alla nascita di altri stati, altre scissioni. Occitania da una parte, Walser della Val Sesia con gli svizzeri, Ladini autonomi e Sued-Tirol con l’Austria.

Perchè in tutto questo cianciare ossessivo di dialetti, popoli padani e “il nemico della cattolicità” ci si dimentica che i popoli padani son tutto meno che qualcosa di definito, nella cosiddetta Padania vi è una cospicua minoranza valdese di cui tenere conto e che i dialetti sono quanto di meno comune vi possa essere al punto che un torinese ed un alessandrino fanno fatica a capirsi.

Ora, tutta questa serie di blah-blah faccio fatica a capirla e mi piacerebbe sapere in parole povere cosa vogliono.

Perchè mi sorge il dubbio che la risposta possa anche esssere NULLA, che nulla di tutto questo sia alla fine significativo e che la Lega, in molti posti, sia essenzialmente la versione aggiornata e meno felpata della vecchia DC.

Nient’altro che questo, solo questo.

Ma, nella mia situazione di terrone nella nordica landa, tutto quello che rimane è la serie di urla, strepiti e melodrammi assolutaemnte incomprensibili.

(*) Prima che arrivi qualche anima santa in preda a furori da politically correctness: per i tedeschi gli italiani del nord sono vagamente distinguibili da quelli del sud anche se, a dirla tutta, il tedesco medio pensa che l’Italia inizi a Firenze; Milano è per lui un’entità astratta legata alla moda e Torino un’entità nebbiosa legata alla Fiat o alle Olimpiadi. Questo è quello che ti viene detto quando si esce dalla grande società internazionale e ci si inoltra al di fuori dei quartieri centrali, tra la gente normale.

(**) Chissà se quest’anno c’era di nuovo la festa degli Alpini e gli striscioni con “W l’Italia”

Pubblicato il 13 settembre, 2009, in Italica, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 5 commenti.

  1. Giovanni Bocciolesi

    Concordo con il tuo pensiero. è palese la confusione che regna nella maggioranza al governo. Ci sono i sudisti, i nordisti [mi rammarico pensando che non ci siano anche i centristi (GEOGRAFICAMENTE PARLANDO) dato che vivo in Umbria😀 ], i cattolici, gli atei e adesso anche i celti pagani….ba, a pensare che la Lega si fregia di ottimi rapporti con la chiesa cattolica…ovviamente sà che l’elettorato cattolico non può essere allontanato! (celti volenti o nolenti :D). A parte gli scherzi, la situazione è grave, la Lega chiede la seccessione , ma è chiaro come l’acqua che è solamente una provocazione per chiedere al governo quello che vuole, ovvero spostare l’attenzione dal sud verso il nord. In questo modo la Lega alimenta uno spirito separatista che non potrà mai avere atto e allo stesso tempo infanga l’unità nazionale e la nostra patria. Il Corriere pubblicò un po’ di tempo fà un articolo nel quale parlava di Casini come “politico dell’estate”. Secondo me non sbagliò affatto. Casini mi sembra l’unica alternativa di governo fattibile e l’unico che può succedere Berlusconi alla guida di un partito popolare che riformi veramente l’Italia e che non ci faccia dimenticare che siamo una nazione e che dobbiamo difendere la nostra patria!

  2. Trovo ridicole le affermazioni di Bossi, Calderoli e similari.
    Le trovo ridicole e incoerenti. Si lamentano di Roma Ladrona, ma poi sono i primi a volere prebende e inciuci.
    Dicono di non volere posti di potere…e sono i primi a strillare per avere le poltrone.
    Dicono che vogliono tutelare il Nord, ma poi Malpensa è allo sbando e rischia la chiusura oltre al declassamento da hub ad aereoporto.
    Dicono che il costo della vita è diverso tra Nord e SUd, ma poi a veder ei conti, quel che differisce è il costo dell’affitto. E allora, propongono le gabbie salariali, invece di proporre una politica governativa seria sulle case costruite dallo Stato(invece di quel ridicolo 20% in più creato da berlusconi), in modo da calmierare i prezzi, venir eincontro alle eprsone e creare occupazione.
    Ora vogliono la secessione…e sapete perchè?? Perchè con il federalismo, la lega cesserebbe di esistere. verrebbe meno la sua ragioen di esistenza, e allora agitano spauracchi i cari Bossi, Calderoli e Maroni, solo per conservare la poltrona e le ricche prebende da parlamentari…. che schifo, che vergogna e che incoerenza

  3. Le parole di Bossi mi lasciano una tristezza difficile da descrivere. Ma oltre alla tristezza, c’è rabbia. Molta rabbia. Noi abbiamo una forza politica all’interno della maggioranza, che invece di lavorare, migliorare e rappresentare la Repubblica Italiana, cerca quotidianamente di distruggerla. E’inaccettabile tutto questo e dobbiamo far sentire la nostra voce. La voce di un popolo che si vuole opporre a questa politica razzista, territoriale, ricattatrice. Abbiamo bisogno di proposte serie come quelle dell’UDC, con interventi mirati per sostenere gli italiani, senza guardare ne a destra ne a sinistra, ne tantomeno al nord o al sud. E’ ora di smetterla di dare fiducia a questo movimento di potere, di arroganza gratuita, che è la Lega, un partito con ideali nocivi all’Italia. Mattia Ventroni.

  4. Il partito di lotta e di governo che applica il più becero nepotismo (vedi caso Renzo Bossi), che reclama a gran voce le poltrone delle Regioni del nord scegliendo i candidati nella “sporca” Roma ladrona fa riemergere il suo volto peggiore, quello della secessione politica, economica, sociale e culturale. Il federalismo degli egoismi, senza certezza sui centri di spesa e confuso nella sua formulazione, torna così a rivelare la triste realtà di un partito che mette in discussione i valori intangibili della nostra Repubblica. Non ci stiamo!!!

  5. Vittorio Vattelappesca

    A dire il vero,non ho mai ben capito quale dovrebbero essere i confini di questo Stato Padano (peccato che non abbia avuto il Bossi come docente di geografia). L’Italia è un’unica nazione che si estende dalle Alpi alla Sicilia.

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