Il corpo "anomalo" delle donne

Picture 1

Questa donna sta suscitando un tot di discussioni e alzando boati d’approvazione in giro per il mondo.

Che si tratti di Glamour USA o di Guardian, Lizzie Miller sbatte in faccia al mondo il suo essere “normale” e stare bene nella propria pelle, talmente bene da non avere problemi a mostrarsi nuda e in posizione fatta apposta per mostrare un po’ di pancia.

Una donna bella, bellissima, radiosa. Una donna che sta bene nella sua pelle e pertanto passa sensazioni di piacere. Una donna che piace perchè per prima is piace lei.
Un corpo femminile che rimanda alla maternità e non ha paura di mostrarsi.

Bellissima come è bellissima quest’altra donna, anche lei apparsa su GuardianPicture 2

Sia Lizzie Miller che Crystal Renn sono una 46-48 ossia sono donne normali. Per qualche bizzara ragione vengono spacciate per taglie plus ossia “signore che indossano taglie conformate”.
Entrambe sono bellissime, entrambe stanno bene nella loro pelle. Entrambe sono un calcio in culo sferrato a noi donne che ci facciamo un sacco di seghe mentali su cosa dobbiamo essere, non essere, quanti chili e quali taglie.

E la reazione di donne alle loro immagini ad essere angosciante. E’ come se una parte di noi, una parte del nostro essere fosse talmente abituata all’idea che il peso sia l’unica possibile variabile nel campo estetico da renderci acide, cattive, critiche.
Da far si che le prime a dare addosso siano altre donne.

Come se l’apertura della porta di una gabbia, la famosa gabbia della taglia 40, facesse più paura che altro. Paura perchè nel momento in cui non c’è più il modello ed il paradigma ci si trova a guardare se stesse e ad essere nella condizione di non avere più alibi per non piacersi.
Non hai più la gabbia, non hai più nulla dietro cui nasconderti, ci sei tu ed il tuo corpo e quel corpo devi imparare ad amarlo anche se non perfetto, anche se lontano dal modello classico-ossuto.

A quel punto il problema non è più all’esterno di te, non è più il modello, il problema ce l’hai dentro e devi affrontarlo.
I giornali possono creare un altro modello o un altro paradigma più vicino alla norma, la media inglese gira sulla 48-50, ma se il cambiamento non sarà dentro e non nascerà dalla capacità di amarsi per quello che siamo, sarà solo uno spostare il problema.

La cattiveria femminile nasce dalla paura, dalla paura di avere compiuto sforzi immani per un qualcosa che era sempre stato a disposizione, bastava compiere quel gesto: il volersi bene.

Pubblicato il 28 settembre, 2009, in Femminile-maschile con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Sottoscrivo anche io.

    A questo proposito leggevo un bellissimo post di una lesbica (o bisessuale, non so) che raccontava come l’accettare il fatto che le piacessero le donne l’avesse portata a vedere la bellezza di tutte le donne – e quindi anche di se stessa e di tutti i suoi chili. Mi è sembrato estremamente logico (anche perché mi ci sono ritrovata).

  2. Come normale? Trattasi di iperboliche gnocche. E tutte quelle morbide piegoline… Willendorf forever.

  3. bisognerebbe coniare il nuovo detto: “donna de panza, donna de sostanza”… qualche donna magari inizierebbe a farsi meno seghe mentali… che poi io sono del partito che se palpi una secca rischi solo di farti male per gli spigoli…😉

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