Intimisto

Serata tranquilla, di relax e di preparazione.

E’ da luglio che non passo una domenica sera a casa, da luglio che i fine settimana o sono all’estero o sono corse contro il tempo.

Oggi è diverso, oggi ho corso di meno ed ho fatto un po’ di cose.

Mi sono presa anche il lusso di guardarmi attorno, di godermi l’aria tiepida sia in campagna che in città. Domani si parte ma è meno stressante, meno stancante del solito, con più tempo mio accumulato mi verrebbe da dire.

E’ strano come stia passando da un lungo periodo in cui ho anteposto il lavoro a molte cose ad uno in cui cerco di riequilibrare, di riprendere spazi, di riconquistamri una vita. E’ strano pensare lucidamente a riprendersi la vita, riconquistare qualcosa per se stessi. Qualcosa che non sia mera soppravivenza ma diventi vivere appieno.

Vivere al di fuori delle mura, al di fuori della caverna di Platone, guardando in faccia il sole e vedendo le ombre per quello che sono. Riprendere se stessi vuol dire ritornare al nucleo di se stessi, vuol dire non fare della propria attività una religione. Esiste una religione che dice "Se non avrai amato me più di tuo padre e tua madre" ma non parlava di lavoro, parlava di un percorso di vita.

Rimango sempre perplessa quando debbo affrontare il dialogo con chi ha granitiche certezze, con chi è dentro la caverna. Vedo il sole la fuori, vedo i colori e vedo la vita e vedo le ombre per quello che sono.

Penso al mio gatto che sta morendo e non so se riuscirò a vederlo di nuovo, penso alle mie piante che fioriscono e al perdersi quel meraviglioso momento in cui vedi il nuovo bocciolo o ti accorgi che c’è del lavoro da fare per renderla più bella. Penso a casa mia, asettica e pulita quando arrivo, caotica e disastrata quando parto. E poi penso all’altra casa, temporanea ma bizzarramente più mia in questo periodo.

Credo che la ruota del tempo abbia girato ed ora si reinizia e, come diceva Merton, so che rivedrò le stesse cose ma le vedrò diverse perchè io sarò cambiata.

Ho imparato ed ho riflettuto in questo periodo, ho affrontato paure e momenti pesanti.

La caverna non mi fa paura, la caverna è solo un momento di disagio nell’affrontare situazioni dove c’è il diverso da te. Diverso per scelte, convinzioni o opinioni. Alieno quasi quando trasforma le ombre in dogmatiche certezze. Ma, a naso, sai anche che il dogma è tanto fragile in questo caso, non discutibile perchè qualsiasi crepa, qualsiasi dubbio porterebbe a crollare le mura, a vedere la nudità dell’imperatore.

Si riparte ma si è più ricchi, si è più vivi. E si sa che si sta iniziando un altro giro della ruota. E si sa che le ombre sono sole proiezioni della cavarna

Pubblicato il 11 ottobre, 2009 su Diaristica, Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. quanta strada hai fatto. Brava.

    (ci starebbe anche un festeggiamento, eh🙂

  2. Ehi, che io ti leggo sempre, eh? e ti ammiro🙂

  3. /me passa cioccolatino a Marcella e Maurizio😀

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