Nel paese del tanto

Se questo fosse un blog serio, questo post sarebbe dedicato ai 20 della caduta del Muro di Berlino, qui uno degli argomenti del giorno assieme al nuovo governo.

E invece parla proprio della caduta del Muro.

Un Muro che è caduto politcamente, fisicamente ma, per molti aspetti, continua ad esistere, continua a sancire che vi sono due Germanie, una ricca ed una povera o, perlomeno, una Germania che è altra rsipetto a quella che vedo ogni giorno.

Per quanto gli stessi prodotti, le stesse cose siano in esposizione ed in vendita, cosa cambia sono le condizioni e l’ambiente in cui vengono esposti ed offerti.

Da una parte la Germania che si è ricostruita dopo la guerra ed aveva uno dei più invidiabili sistemi di welfare del mondo.
Un welfare quasi privato, un welfare dove l’azienda mamma ti metteva a disposizione tutto dal cibo al dottore.

Dall’altra parte una Germania molto più povera, dove era garantito un livello di sopravvivenza ma nulla di più. Spartana, asfissiante e grigia. (*)

Nel 1989 il Muro cade. Di lì a poco le due nazioni ritornano ad essere una.

La ricchezza, l’abbondanza della parte occidentale arrivano ad est. Arrivano i grandi supermercati, arriva l’abbondanza.

Eppure rimane ed è un’abbondanza diversa, ridotta. il supermercato di Dresda non ha la stessa opulenza di quello di Dusseldorf.

La prima impressione mia di Dresda fu di una città bellissima ma povera, molto più povera rispetto a quanto avevo visto qui.
Più polverosa, più dimessa.
Con gli orridi palazzoni socialisti dietro alllo Zwingler.

Una splendida principessa con un salotto di rappresentanza, il meraviglioso centro storico, e il resto più simile alla perfieria di una città media e non troppo opulenta.

Meno prodotti in esposizione, meno ricchezza in giro, meno auto nuove.

La parte dove la Linke o lo NPD crescono e raggiungono risultati storici. La parte che rimpiange la DDR per quel minimo di senso di sicurezza che dava.
Dall’altra parte una Germania che è cambiata di nuovo e cambia ancora. Una Germania che aumenta il costo dell’assistenza sanitaria per tagliare le tasse.

Una Germania con le 35 ore, un mercato del lavoro ricco anche durante la crisi ma con le notizie quotidiane di chiusure. Come oggi il tristissimo servizio di ZDF sulla chiusura di Quelle. (**)

Il paese del troppo contrapposto al paese del malapena. Il centro di Dresda con gli edifici splendenti ed i negozi di lusso ed il semicentro con i supermercati dove c’è il meno, il molto meno rispetto a qualsiasi negozio di Dusseldorf.

Il Muro è caduto ed è giusto che così sia stato. L’altro muro, quello economico, continua ad essere robusto.

Non è solo questione di Trabant vs Mercedes nè di occidente vs oriente.

E’ il paese del troppo vs il paese del meno.

E’ quel muro non ancora caduto, saldo e ben robusto. Un muro che non sappiamo quando cadrà.

(*) non che Stoccarda, dov’ero io, fosse la città più colorata e viva della Terra.
(**) Quelle era una sorta di Postalmarket con catena di negozi allegata.

Pubblicato il 25 ottobre, 2009, in Life, Universe and Everything, Politica, Realta', Riflessioni, Viaggi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Ha chiuso Quelle, proprio adesso che le due pagine di sexy shop iniziavano a diventare interessanti?

  2. Oscar, adesso rimane solo Beate Uhse😛

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