Oltre il crocefisso

Quando sentiamo di “persecuzioni religiose” siamo abituati a pensare a qualcosa decisamente lontano dal nostro tempo e dalla nostra cultura. In parole povere a qualcosa di totalmente altro e distante dal nostro modo di vivere e pensare.

Siamo abituati a pensare che siamo quanto di più scevro ed alieno dalla persecuzione e dalla discriminazione per motivi religiosi.

Una società ed una cultura aperte, tolleranti, pronte ad accogliere chi segue la religione di maggioranza o qualsiasi delle big five sul piano religioso (*) e finisce invece nelle altre religioni ritenute minore.

Aperte e tolleranti un gran ceppa di articolo_sessuale per dirla in buon francese.

I casi che cito sono americano ed inglese.

Un diciassettenne americano sospeso da scuola, con tanto di registrazione ufficiale dell’accusa. L’accusa era : “It was believed that he planned on summoning demons to attack select students at the high school“.

Colpa non ufficiale: appartenere ad una famiglia di wiccan.  Il meglio del meglio della caccia alle streghe aggiornato al XXI secolo con la visita psicologica al posto dell’interrrogatorio dell’inquisizione (**)

Ora, in condizioni normali, se qualcuno venisse a casa mia e mi dice che Tizio sta preparandosi ad evocare il mitico demone sumero UrghuUrghy credo che la mia espressione sarebbe tra il “Questo fuma roba buona” e “Farebbe meglio a cambiare pusher”. Ci sono invece parti dell’Occidente dove non solo la cosa va fino in fondo ma anche agli atti.

Un altro caso in cui l’appartenenza ad una religione non mainstream ha provocato pasticci è avvenuto in Uk all’inizio dell’anno: un insegnante è stato sospeso dall’insegnamento perchè appartenente alla Pagan Federation. Anche questo caso c’entrava un preside, stavolta non c’erano i demoni sumeri ma il tipo era preoccupato che la scuola venisse identificata come legata al neopaganesimo.

Tutto questo succede in due stati che nessuno penserebbe mai di classificare come “non laici”, dove vi sono cappellani militari wiccan (USA) ed il neopaganesimo è ritenuto la religione con il maggior tasso di crescita (UK).

Non parliamo dell’Italia dove ci si scanna per la questione “crocefissi nelle aule”, parliamo di posti dove la questione neppure si pone.

Non ci sono Borghezi-Binetti-Santanchè di mezzo, ci sono persone normali che, senza pensarci troppo, decidono che la religione sancisce il diritto o meno all’istruzione o ad un lavoro. E non stiamo parlando di scuole religiose, parliamo di scuole pubbliche.

Non abbiamo notizia dell’orientamento religioso di nessuna delle persone coinvolte. Possiamo supporla ma, più che la credenza, direi che al centro dei fatti c’è il rapporto tra una persona, il suo potere ed il suo identificare la religione dell’altro come un qualcosa di negativo, di potenzialmente pericoloso.

Al centro di fatti simili c’è sempre e comunque la stupidità umana al massimo del suo splendore.

Esattamente come potrebbe essere in Italia, esattamente come in Africa per i bambini strega.

il problema è il rapporto tra il potere e la voglia piegare il potere ai propri stupidi scazzi.

E’ di moda (***) il pensare che la religione sia la causa scatentante di massacri, morte e tutto l’elenco da 4 Cavalieri dell’Apocalisse in technicolor. E’ una teoria comoda che porta la ragione al di fuori di beghe puramente e profondamente umane, identificando buoni e cattivi.

Consolatoria nel suo essere netta e semplice.

Una teoria che dimentica che dietro c’è spesso altro e la religione non è null’altro che il manto usato come copertura di altri orrori, ben più banali e piccoli.

Se prendiamo un processo alle streghe, nella maggior parte di casi abbiamo che la denuncia parte dal vicino di casa che ha perso la mucca o gli si è ammalato il figlio. Oppure c’è la carestia o è un periodo di cambiamenti.

C’è bisogno di un colpevole et voilà “Si prega il Signor Inquisitore”. La strega, fatto salvo che abbia un avvocato, è condannata.

Come nei due casi citati.

Questo ci porta oltre il crocefisso, ci porta oltre le discussioni su cosa vi possa essere o meno appeso ad un muro. Ci porta al centro della paura e dell’uso del potere da parte degli uomini.

Potranno esserci sentenza su sentenze ma avrai sempre da temere il tuo vicino, il tuo simile. Avrai sempre da affrontare il fatto di essere diverso e cosa voglia dire quella diversità.

Se a questo aggiungiamo il gioco politico dell’identificazione di religione con identità nazionale, abbiamo che quel crocefisso sul muro, di per se stesso innocuo, rischia di diventare il simbolo di nuovi inquisitori pronti a celebrare i loro processi dalla condanna certa.

E per quanto si possa pensare che “C’è un giudice a Berlino”, i primi da temere saranno gli inquisitori di ogni denominazione e tinta.

(*) Cristianesimo, Islam, Buddismo, Ebraismo, Induismo

(**) Una visitina la farei fare al preside della scuola

(***) Dawkins ed Oddifreddi per citare due nomi

Pubblicato il 17 novembre, 2009, in Politica, Realta', Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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