Di mercati, moschee e dervisci

Istanbul e’ una citta’ un particolare. Una citta’ dove c’e’ sempre qualcuno pronto a darti una mano, dove molta gente sorride e, al tempo stesso, una citta’ di contraddizioni spesso violente, anche se l’occhio turistico fa fatica a coglierle.

L’occhio turistico vede la magia dei monumenti, dei colori dei bazar, il sorriso e la cordialita’ della gente. Poi giri l’angolo ed i colori del bazar rimangono ma, senza la folla turistica, cambiano merci e prodotti.

Da una parte il Gran Bazar dove tutto e’ in vendita e pur di convincerti all’acquisto tiran fuori le cose piu’ bizzarre. Attonro maree di negozietti con cose che noi credo avessimo negli anni ’60. E anche negli anni ’60 certi copriletti “nuvola di tulle” non sarebbero stati visti bene.
I colori del Mercato delle Spezie, cosi’ tremendamente simile a Porta Palazzo un sabato mattina.
Attorno la poverta di vie e case trasandate, spesso incendiate ma non ricostruite.
Basta girare l’angolo e ti ritrovi che, come per magia, tutti i turisti sono svaniti. Rimane la popolazione locale.

Da una parte le tante donne vestite in nero integrale come in Arabia, dall’altra le studentesse con la minigonna. Studentesse che dopo si mettono il velo ed entrano nella moscheaa ed accettano, come da tradizione, di pregare in fondo, dietro le grate di legno.

E poi ci sono le moschee di Istanbul. Grandi, bellissime, dagli arabeschi e dai colori abbacinanti. Contro il grigio della pietra, il blu e i verdi ed il rosso dei tappeti.
E poi ci sono quelli che pregano nel silenzio della Moschea di Sulemayn e pregano nonostante la presenza di tanti turisti che vanno, vengono, scambiano la moschea per un mercato e fanno un po’ quello che vogliono.

Ho spesso sentito il lagno medio tipo “AAAAH, in Arabia non potrei portarmi la Bibbia” (*) il tutto dietro ai grandi discorsi di tolleranza/rispetto/eticazzi antani.
Oggi ho visto Moschea Blue, Moschea di Sulemayn e Moschea Nuova (**). Dentro c’era gente prostrata e si suppone non stesse pulendo i tappeti con la fronte.
Le scene di maludacazione e mancanza di rispetto da parte degli Occidentali che hanno i Valori della Tolleranza e del Rispetto per le Altre Religioni erano all’ordine del giorno. Da commenti stizziti ed ululati su “perche’ non posso usare il flash” e la risposta sarebbe stata “Pirla, di solito non si usa per evitare di rovinare i colori”, a quello che si lagnava vox clamantis perche’ LUI era arrivato fin li’ e non volevano fargliela vedere tutta, a quelli che, in barba ai cartelli, si ficcavano in punti non da turisti per farsi la foto di gruppo.
Che poi, detto onestamente, se te ne frega nada perche’ farsi proprio la foto li’ ?
Fossi stata uno dei soggetti inginocchiati, mi sarei alzata, avrei preso un badile pieno di quelle belle spezie piccanti e glielo avrei fatto ingoiare per vie alternative a quella orale.

Aya Sophia e’ stata quasi una delusione. Troppa storia, troppe aspettative, troppo casino. E’ come una bellissima scatola piena di storia ma vuota di poesia.
Il contrario della Moschea di Sulemayn con la poesia del silenzio ed il piccolo cimitero pieno di gatti di ogni tinta e colore. Un posto magico, sulla cima della collina.

E per chiudere la sera i dervisci. Peccato che vederli in un ristorante ti lasci il dubbio se siano “the real thing” che tira un po’ di soldi o cosa. Di sicuro non visto la cosa molto “da turisti” visto che, piaccia o meno, e’ l’equivalente di inviare una gruppo di monaci che recitano le Ore in un ristorante. Bello, interessante ma il silenzio che richiede la cosa non e’ molto adatto ad un ristorante.

Dopo oggi, sorgemi spontanea una domanda: una bella trasfertina ad Istanbul, no eh ?

(*) La Bibbia non e’ un libro lettissimo. Perche’ uno debba farsi voglia, che so, di leggersi Osea o Qohelet quando sta a Doha e’ uno di quei misteri che mi sfuggono.
(**) Niente di particolare, e’ come vedere s. Maria Novella, San Lorenzo e Santa Croce a Firenze. Solo che la gente le usa ancora come luoghi di culto durante tutta la settimana.

Pubblicato il 21 novembre, 2009, in Riflessioni, Viaggi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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