Ripartenze

Pare che abbia fatto 28 mila km da marzo. Sono decine di aerei, due case, enne alberghi, sei paesi e  tre lingue diverse.

Sono suoni, sapori, odori in parte comuni ed in parte diversi. E’ l’odore di legno delle case tedesche, è l’odore delle spezie di Istanbul, è l’odore del mare in burrasca a Plymouth e l’odore del poutpourri natalizio a casa mia con l’anice stellato e la cannella.

Sono suoni diversi: le campane a Dusseldorf, i muezzin che intonano la preghiera della sera ad Istanbul, la pioggia battente ed il vento che fischia, i fuochi d’artificio per Samahain a Dublino. (*)

Sono cibi diversi, gusti diversi tranne la maledizione della birra Peroni  nel sud d’Inghilterra,  dove sembra essere divenuta l’unica possibile nei ristoranti.

Sono la luce ed i colori diversi. Da quella pallida del nord, con i suoi colori ed i suoi verdi a quella abbacinante della Turchia, con i blu ed il bianco accecante.

Si riparte e si ritorna a nord. Un nord che in questo momento mi sembra freddo e buio anche se poi so che mi abituerò di nuovo, so che tornerò ad apprezzare per quel che sa dare ed offrire.

Ma in questo momento, in questo preciso momento, mi manca la luce intensa e violenta, mi manca il sole.

(*) Visto che si parla di capodanno celtico, uso Samhain

Pubblicato il 30 novembre, 2009 su Diaristica, Viaggi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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