Vita col letturaio

Allora funziona che ti arriva il letturaio e il primo pensiero è “Che cosa ci metto?”
Poi può essere sia un pensiero solo mio, sarà che mi è arrivato con tutta roba in tedesco, ma comunque ce l’hai lì in testa.

Per cui, dopo lo scarico dei programmini stile Calibre e quello di gestione, inizi a tirar su tutto quello che hai sparso per gli hard disk.
Essendo programmi ben educati, ti ravanano tutto quello che hai in qualsiasi formato e te lo mettono in un’apposita directory.
A quel punto ti ritrovi un insieme di libri che avevi scaricato, documenti di lavoro, documentazione originaria del computer.

Inizi perciò la scrematura di cosa intendi utilizzare in qualsiasi maniera sul letturaio e cosa fa sotto l’etichetta “Non mi passa neppure per la testa”.
Alla fine ti restano una serie di cose che, per una qualsiasi ragione, intendi prima o poi passare sul letturaio.
Voglio dire dubito che in my sound mind passerò mai cose tipo la “Software tal dei tali architectural guide” sul letturaio. Stessa per “About Downloads.pdf” del Mac.

Per fare tutto questo occorre un lavorone perchè i cari programmi leggono spesso le properties del documento per cui un sano “Libro vario dal titolo XXXX” viene caricato come “USTIA-CHE-SIGLA.ddd” scritto da “Janey” (*).

A quel punto, libro per libro, occorre andare a capire cos’è, modificare i dati del titolo e dell’autore e aggiungere qualche noterella e/o tag.
Al momento ho 815 libri caricati in Calibre, vi lascio immaginare cosa ha voluto dire ottenere in risultato che avesse un senso.

Fatto questo lavoro, si va in cerca di cover e tags per classificare.
Ora, spesso le classificazione degli mp3 riescono a sfiorare il ridicolo, le classificazioni del libri possono raggiungere il mistico o il dettaglio maniacale.
Ho visto libri con 35 tag diversi che andavano dalla città in cui era ambientato all’epoca di scrittura passando per l’età del lettore.

Tralascio il lavoro di ricerca dei nuovi libri perchè è esattamente quello che si fa per altri contenuti.

Ricerca, fine ricezione, carico, ordinamento.

A quel punto pensi che sarebbero pronti per il caricamento ed invece no.

Perchè il primo momento è di panico. “Adesso cosa ci metto?” diventa un leit-motiv. Credo si chiami panico da sovrabbondanza di scelta o giù di lì.
Hai troppo e ti ritrovi improvvisamente ad avere tutti i classici del mondo a tua disposizione. E, insieme, hai praticamente tutti i libri del mondo (**).
Ciò vuol dire che finisce per avere 80-100 libri caricati assieme.

Per cui vai e scarichi sul letturaio e provi a leggere. FAIL!

Per qualche ragione persa nella mente di qualcuno, ci sono libri che sono stati convertiti con font Arial 8, altri con strumenti che farebbero incavolare un santo, tipo quelli che ti lasciano una pagina intera di “Questo libro è stato convertito con nome-sito”, altri con l’indice di cui te ne fai nulla sul letturaio.

Segue quindi fase convertiamo in rtf, adattiamo il tutto, editiamo e togliamo le schifezze, riconvertiamo in epub.

A questo punto gli oggetti sono pronti alla bisogna.

Leggere col letturaio, per qualche ragione, provoca una sorta di astrazione sensoriale.
Per prima cosa ti stanca di meno la vista, in secondo luogo devi solo compiere un gesto meccanico e non hai aggiunte sensoriali quali il contatto con la carta, il rumore delle paglie che si sfogliano od altro.

Ci sei tu e la parola.

E la parola provoca il più potente degli incatesimi catapultandoti da qualche parte da dove non hai proprio voglia di rientrare (***)

Il salto è fatto. Sai che non si torna indietro, al massimo si può migliorare, si può ampliare il raggio.

Ed il futuro sarà quello, anche se con meno correzioni e lavori di nromalizzazione.

Per inciso nessun letturaio a portata umana è adatto per libri di fotografia, libri con molte illustrazioni e/o grafici.

Per adesso è parola, parola pura. Il più antico e potente degli incantesimi

(*) Non è detto che stiamo parlando di libri ottenuti al Torrent-Rapid shop. I libri da Google Books spesso non stanno meglio.
(**) O quasi. Data la legge di Murphy il libro che vorrai leggere sul serio non ci sarà.
(***) Parliamo di narrativa o di libri particolarmente avvincenti. Suppongo non mi succederebbe con cose tipo “Architectural guide del software so-and-so” (****)
(****) Nel caso mi viene sempre in mente quel personaggio di Woody Allen che finì dentro una grammatica spagnola e si trovò inseguito da un verbo irregolare

Pubblicato il 29 dicembre, 2009, in Cazzeggiando, Diaristica, Libri, Life, Universe and Everything, Piaceri, Tennologie con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Questo e’ perche’ stai usando libri coi tag sballati, in genere scanditi con un qualche OCR e messi su internet cosi’. Basta che con calibre fai “modify metadata” , ci metti titolo e autore, e lui scarica da Internet la copertina, la casa editrice, ISBN, etc.

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