E non cambierà nulla

Oggi vedo in giro un gran parlare del caso del ragazzo disabile e Trenitaglia.

Un caso tra mille casi.

Un caso di cui si parla tra le mille situazioni di disagio che chi ha un handicap deve affrontare ogni giorno.

Non è il solo, non sarà l’ultimo. Chiuso il palcoscenico mediatico, tirata giù la luce, non cambierà assolutamente nulla.

Perchè non è solo questione di un caso di maltrattamento, è il caso delle migliaia di piccole azioni e battaglie che ogni giorno chi soffre di un handicap deve affrontare.

Da chi posteggia lungo gli scivoli a chi posteggia nei posti riservati. Sono piccole azioni di cui pochi parlano ma che rendono la vita ben difficile a chi deve affrontare la cosa.
Perchè quei metri in più fatti possono essere una fatica incredibile per chi ha un problema mentre di sicuro non lo erano per il posteggiante.
Una semplice differenza che non penetra il cranio di alcuni, capacissimi di lamentarsi o tirare fuori le scuse più invereconde per giustificare il loro atto.

Prosegue con tutta una serie di non presenze, mancanze, barriere.

E’ di non molti giorni fa il caso della madre a cui han detto “O paghi due volte la gita o tua figlia è meglio che resti casa”. Perchè si pagano i prof di religione ma si tagliano i fondi per gli insegnanti di sostegno
Allo stesso modo in cui si tagliano i fondi per l’assistenza alle famiglie che sembra siano da tutelare solo quando si parla di PACS, per il resti gran cazzi loro.

Quello di oggi è un caso e non mi colpisce particolarmente l’indifferenza in cui si è svolto. Perchè è la stessa che accompagna lo handicap ogni giorno.

Indignarsi oggi serve a poco, serve se diventa un segno di cambiamento reale, di aiuto verso alcuni a poter avere una situazione migliore.

Solo quella è la speranza che casi come questo servano a svegliare, a creare coscienze in grado di capire.

Pubblicato il 30 dicembre, 2009, in Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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