A country for old people o de l'Italia

Una legge il post di Ottagono Irregolare sulla Germania e pensa “Si, è vero, la Germania è proprio” e blah blah blah.

Poi, via FriendFeed, le arriva la segnalazione di questo articolo e delle ultime gesta della Lega:

La Lega Nord trentina non si sente comunque tranquilla ed ha chiesto il licenziamento dell’attuale impresa di pulizie che spazza e aspira gli uffici del gruppo in consiglio provinciale: «Quei lavoratori sono islamici. Sulle nostre scrivanie ci sono dati sensibili e loro possono mettere mano ovunque» ha scritto il capogruppo del Carroccio Savoi al presidente Kessler.

A quel punto ti viene in mente una cosa: che l’Italia sarà anche un paese quasi perfetto o perlomeno un paese con molte cose positive ma è anche un paese che sta diventando decisamente sclerotico, in preda ad una classe politica che agisce e ragione di panza, votata da gente sempre più vecchia mentalmente, qualsiasi sia la loro età anagrafica.

Possiamo fare i figaccioni finchè vogliamo tra novità tecnologiche, milanese moderno che mischia consulentese con lo storpinglese, ma rimane il fatto che siamo un paese di gente mentalmente vecchia a 30 anni.

Vecchia perchè incapace di raffrontarsi ed affrontare il nuovo, vecchia perchè ha paura di qualsiasi rischio che non sia sfarsi di coca, vecchia perchè in preda a paure ed isterismi che si supponeva fossero tipici di età più senili.

E i suoi rappresentanti politici riflettono e giocano perfettamente questa situazione: tirando fuori quanto sta nella panza della gente ed evitando accuratamente che usino la loro testa. Un gioco partito dalla questione “Terroni” e finito oggi con gli immigrati islamici, rumeni o della Rutenia che siano.

Un gioco a cui le vittime di ieri amano tantissimo giocare, quasi fosse sintomo d’integrazione e perfetta accettazione.

Mi ricordo benissimo la Torino degli anni ’70 dove l’immigrazione meridionale veniva amabilmente classifica in napuli, mandarin e meridiunal e, tanto per tenersi allenati, giravano leggende metropolitane sugli immigrati che piantavano i pomodori nella vasca da bagno.

Oggi i figli dei supposti piantatori di pomodori da vasca sono in prima linea contro le generazioni d’immigrazione successive, quasi a dire “siamo arrivati”.

Ora, stante che il razzismo è proprio delle fasce più deboli e spaventate lascio a voi tirare le conclusioni.

Il problema è non lasciarsi tirare nel gioco, starne fuori sapendo che, nel momento in cui esce fuori il razzismo, hai davanti qualcuno che cerca lo sfigato più sfigato di lui.

Se, come è successo, sfigatellix va in giro a dire che i musulmani puzzano hai due alternative: gli ricordi che i pomodori nella vasca sono ricordo recente o ti limiti a guardarlo come se fosse ,per l’appunto, sfigatellix. (*)

Un paese di vecchi, socialmente deboli e sfigati.

La Lega rappresenta questo.

A questo punto, a me, sorge la domanda come faccia l’Italia a pensare di affrontare sfide mondiali con un’armata di gente mentalmente tarata sugli 80 anni.

Forse la sfiga è proprio questa: entrare nella modernità con gli ospizi pieni invece che con gli asili pieni.

A country for old, sfigated people.

(*) Oppure a ricordargli che l’ultima persona da cui hai sentito cazzate simili era tossica marcia

Pubblicato il 7 gennaio, 2010, in Italica, pubblicita', Realta' con tag , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 10 commenti.

  1. Che la gente di giù coltivasse i pomodori nelle vasche da bagno , questo non lo so.
    Però mi raccontava un mio amico che quando i suoi parenti si trasferirono a TO , nei cortili dei palazzi si mettevano a bollire enormi vasche di tali frutti per fare la conserva.
    Penso sia un episodio vero, magari si dovrebbe approfondire.

    PS
    Non iniziamo un flame, perchè anche io sono un trapiantato a TO .

  2. @am: La mia nonna paterna, napoletana trapiantata in Toscana nel ’43, fa la stessa cosa da allora. L’unica cosa che e’ cambiata sono le dimensioni del calderone che sono diminuite al calare dei filari di pomodori che lei e mio nonno riuscivano a curare dato l’avanzare dell’eta’. Ora, che mio nonno non c’e’ piu’, li fa ancora ma pochi. ah, e’ la migliore conserva, e osno i migliori pelati, del mondo.

    @Annarella: L’Italia del 2010 e’ anche questo:
    http://snipurl.com/u0ij1
    http://snipurl.com/u0ij8

    Io sono un miscuglio di orgoglio patriottico ed esterofilia, e quando vedo la bandiera o sento l’inno tendo a commuovermi. Pero’ questo paese ce la mette tutta per farmi vergognare.

    • Io dall’anno prossimo mi organizzo e comincio a farli. Ho assaggiato i pomodori da acquisto diretto (quelli comprati fra Giugno e Agosto direttamente dai contadini) e hanno tre caratteristiche:

      a) sono buoni

      b) sono buoni

      c) sono buoni

      Quindi mi attrezzo e provvedo. Fra l’altro nel periodo qui a Pisa gli scaffali di Coop ed Esselunga sono pieni di barattoli.
      Besides, lo hai provato il datterino acquistato dal contadino (quello che ha quattro strati di terra sulle dita ed è nero come un tizzone a furia di stare sotto il sole?). Voglio dire, è roba da guerra di conquista.

  3. Pure mia nonna, masca e canavesana. Ho ancora la rama e le bôrnie nella dimora avita che uso per lo stesso rituale.

    • Anche mia zia osserva l’antico rituale sia per la conserva che per l’antipasto piemontese. Ha solo aggiunto una variante: mio zio che stacca santi mentre pela pomodori o taglia verdura😀

      • E’ una delle cose che mi mancano di mio nonno, il sentirlo smoccolare mentre e’ all’opera agli ordini della nonna. Anzi, da quando non c’e’ piu mi pare che mia nonna sia meno efficente: gli mancano le madonne

      • Deve essere un bel quadretto🙂
        Con mia nonna per contro nessuno fiatava; mettersi contro una masca non è mai una buona idea.

  4. A:”Torino … giravano leggende metropolitane sugli immigrati
    che piantavano i pomodori nella vasca da bagno”

    anche a Varese l’ho sentita🙂

  5. Un pò di tempo fa parlavo con un tizio (che ha una sorta di piola dalle parti di mirafiori) dove mangiano spesso dei politici della circoscrizione. Tra questi quello che fa meno il “gradasso” mi spiegava è proprio quello della lega. Mi diceva che lui arriva, saluta, si siede, mangia, paga, ri-saluta, e se ne va. Se qualcuno gli rivolge la parola bene altrimenti nulla. Al contrario il tizio del PD riesce pure a chiedergli spesso (tutto sorridente) il caffè gratis perchè, dice, non ha spicci per pagare…
    Ora, cosa sia la lega lo sappiamo tutti. E il tizio si comporta così, non per indole, ma perchè SA come portare al suo partito voti. Il problema, vero, è dall’altra parte…

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