Paese che vai, discorso che trovi

Dialogo di oggi.

Tizio non italiano: “Ma ti troverai ad affrontare un sacco di differenze culturali”
Me [si stranisce (*)]: “blah blah blah blah progetti internazionali blah blah international project”
TnI: “Vedi qui si tratta di andare fino in Assia e ci sono un sacco di diversità culturali”
Me [fermandosi in tempo dal ridere]: “blah blah differenze. blah conosce gente blah blah c’ho già lavorato”

La risposta giusta sarebbe stata “Senta, dopo un padrone di casa che pensa che la mancanza di detersivo non faccia partire il quadro elettrico della lavatrice, uno che pelava gli asparagi e l’altro che “non abbiamo le borse però se prendi la borsa è ok”, mal che vada mi trovo qualcosa di affine con i soliti pinocchietto un po più lunghi”

Però ci son casi in dire una cosa simile non si può.

Ed allora blah blah blah

(*) Ricordo progetti in c’erano circa 20 nazionalità/etnie diverse e mi chiedevo se questa volta stessi per finire all’ONU

Pubblicato il 18 marzo, 2010 su Diaristica, Germania. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. No aspetta, fermi tutti che non ho capito: cioè un tipo non italiano (tedesco?) era preoccupato che tu straniera in terra straniera soffrissi dello shock culturale di spostarsi all’interno della stessa nazione 200 chilometri più a sud?

    Se è così lollo di brutto🙂

  2. Si, hai capito bene😀

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