Approndita analisi del risultato in Piemonte

“Suma panà” (we are fucked up – per i non piemontesi parlanti)

Pubblicato il 29 marzo, 2010, in Italica, Politica, Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 14 commenti.

  1. Un pi’ badola a pidiju nen truelo😦

  2. il problema, lo sappiamo (anche se facciamo finta di non), non è tanto lui, ma gli oltre 900mila conpiemontesi che l’hanno votato. Stavolta sì, che sono un milione. Di badola, ma pur sempre un milione.

  3. Uh, e perchè? Da quest’angolino di mondo il gioco “Trova le differenze” tra la giunta Ghigo e quella Bresso è stato notevolmente difficile.
    Temo che la nuova versione Bresso-Cota sia ancora più complesso, infatti i dati del voto in provincia sono piuttosto equilibrati, quasi si fosse usato il metodo testa o croce.

    Egregia Marcella, temo che sia proprio quel modo di pensare che porta alle sconfitte.

    • caro rdv, per la verità i dati delle province piemontesi non mi sembrano affatto equilibrati: in tutte le circoscrizioni (tranne Torino e Alessandria) la destra vince con uno scarto di una decina di punti come minimo, e l’equilibrio del risultato finale (l’apparente “testa o croce”) si deve solo alla preponderanza della provincia di Torino.

      A parte questo, ammetto di aver generalizzato e commentato pensando ai risultati generali ottenuti dalla sinistra in queste elezioni. Ma, in altri casi, dei quali il più lampante è secondo me quello della provincia dell’Aquila, la mia preoccupazione mi sembra molto giustificata.
      Come abbia potuto la destra/il pdl vincere in un posto dove le inadempienze e le bugie sono letteralmente sotto gli occhi di tutti, resta un mistero che mi inquieta parecchio. Altrove, sono disposta a credere allo strapotere della propaganda televisiva. Ma all’Aquila, dai. Possibile che le carriole le abbiamo viste solo noi su internet?

      • Ottima Marcella, io ho parlato di provincia, al singolare. Da questo negletto angolo di Piemonte il “questo o quello per me pari sono” credo abbia pesato notevolmente.

        Per quanto riguarda l’Aquila ho informazioni differenti. Comunque bisognerebbe sempre tenere in mente quanto diceva il mai troppo compianto Velasco.

  4. @marcella: se non sbaglio la popolazione sfollata non ha avuto nessuna agevolazione per rientrare e votare. E non potevano votare altrove.
    O invece il blabla sui diritti ha determinato che le istituzioni lavorassero come sarebbe stato doveroso fare e quindi il risultato è davvero quello che vediamo? Non so cosa è meglio sperare che sia successo…

    • @bubbo: non sapevo questa cosa degli sfollati. Però le astensioni non mi sembrano superiori che nel resto d’Italia.
      non ho capito invece il blabla sui diritti, scusami…

    • @macella: si parla spesso, con grandi blabla, del dovere di votare, ecc. Sarebbe logico pensare che le istituzioni, rapide a cogliere il problema degli sfollati, avessero predisposto appositi seggi per chi ha tragicamente “smarrito il certificato elettorale”. Pensavo questo per differenza di voti tra l’Aquila e il resto della provincia, ma credo che il post di Miss Kappa chiarisca meglio la dinamica.

  5. Il motivo del risultato dell’Aquila mi sembra piuttosto chiaro. E’ stata fatta loro una proposta che non potevano rifiutare: il Presidente del Consiglio sono io, se votate per me ci sara’ la ricostruzione, altrimenti nisba…A volte Vito Corleone aiuta a capire molte cose di come funziona l’Italia😉

  6. ah ecco Annarella, grazie. Adesso è tutto più chiaro. E’ un risultato triste lo stesso, ma almeno non è più incomprensibile (o non dà più adito a pensieri ancora più angoscianti).

  7. Esimio rdv, però non può fare così… gettare il sasso ecc ecc. Orsù, ci illumini sul pensiero velaschesco.
    (quanto all’Aquila, se ha informazioni diverse da quelle di Miss Kappa, sarei felice di conoscerle).

    • Immarcescibile Marcella, il pensiero lo si può reperire in vari modi, uno è questo: http://www.youtube.com/watch?v=pDXYVt0pZnM&feature=related. Mi rammenta l’ex sindaco locale che, trombata pesantemente in proporzione 30% – 60% a favore del suo avversario, non trovò di meglio che scagliarsi sul fogliaccio locale contro gli elettori, poveri mentecatti incapaci di comprendere la sua raffinata politica. Talmente raffinata che nemmeno i suoi l’avevano compresa.
      Per quanto concerne l’Aquila ho dato una rapida scorsa al blog di Miss Kappa. Lei vede la questione in un’ottica politica, io ho avuto modo di apprezzare il lato operativo della cosa. Non so quanto possa essere utile confrontarci su questo argomento in quanto parleremmo due lingue diverse.

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