Una mattina mi son svegliato

Prima cosa: voglio segnalare un lavoro collettivo su Resistenza e 25 Aprile , Schegge di Liberazione

Quest’anno si è parlato molto di 25 Aprile, questo è stato l’anno delle polemiche e delle cazzate in libertà.

Ci fu un periodo in cui eravamo quasi stanchi di partigiani e retorica, adesso è ora di ritornare a parlarne.

Di ritornare a ricordare chi furono Duccio Galimberti, Dante di Nanni, Massimo Montano, Eusebio Giambone, Napoleone Colajanni e tutti gli altri. Tutti quei nomi di gente che spesso non era neppure legata ad un partito, che non è detto fosse comunista ad altro.

Semplicemente era lì perchè c’era una situazione che non gli andava bene, c’era il nemico in casa, un nemico che ammazzava e distruggeva.

E’ il caso di ricordare aldilà delle cazzate su “Kultur” riportata a Bolzano o se sia meglio “Bella Ciao” o “La canzone del Piave” (*). Su quella de “La Liberazione la fecero gli americani” tiro un velo pietoso visto che, sempre dalle mie parti, gli americani non li abbiamo visto mentre c’erano le brigate partigiane.

Tutto questo livore, tutta questa rabbia e questi accessi di stupidità dovrebbero suscitare profonda ilarità se non fosse che il 25 Aprile è anche il ricordo di chi ci rimise la pelle per quell’idea e quello scopo di liberazione dal nazifascimo.

E’ la festa che ricorda che ci fu un’idea, ci fu un movimento di popolo e ci fu gente che morì.

A mio padre che finì dentro, agli amici che conoscenti che salirono in montagna, ai ricordi.

A quel giovanissimo partigiano che impiccato ad un lampione in una notte d’inverno a Villar Perosa e ai ricordi di mia madre, al ricordo di sua madre che stava sotto il lampione a piangerlo.

A loro, per la vite che furono spezzate è dedicata questa festa.

Il resto sono solo cazzate che lasciano il tempo che trovano e lo lascerebbero ancora di più se non fosse per quella memoria che sta venendo smarrita.

Perchè non vi debba essere un’altra Resistenza e a ricordo di quella mattina simbolo di vittoria e di cambiamento.

(*) Dalle mie parti ci sono gli alpini per cui, se proprio dovessimo fare le votazione per Il Festival della Canzone Patriottica, direi che vincerebbe “La Montanara” a mani basse, nel caso di canto della Prima Guerra Mondiale si andrebbe per “Il capitan de la Compagnia” (**)
(**) Che la Lega ignori pure quali sono i canti degli alpini è sintomatico

Pubblicato il 24 aprile, 2010, in Italica, Life, Universe and Everything, Politica con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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