Viaggi di lavoro

Qualcuno, da qualche parte, ha la convinzione che il viaggiare per lavoro, la cosiddetta “trasferta” perda le sue caratteristiche di “Lavovatove che si sposta per compiere attività altrove” nel caso di utilizzo dell’aereo.
†In quel caso diverebbe assumerebbe tutta una serie di aspetti legati a “Lavovatove che per forza fa qualcosa di glamorous”

Praticamente saremmo di fronte a viaggio con hostess che ti coccola e ti serve champagne mentre analizzi documenti che servono per cambiare il mondo.

All’arrivo ti troverai autista con limousine che ti porterà in chiccosissimo albergo. Là ti crogiolerai tra sauna, terme ed altri accidenti in attesa di andare a cena in qualche ristorante esclusivo, naturalmente in compagnia di gente brillante.

L’indomani tornerà l’autista per portarti al posto ove si tiene qualche conferenza fondamentale. Passerai la giornata tra conferenze interessantissime, break colmi di meraviglie e vai coi carri.

In alternativa passerai la giornata in qualche splendido ufficio dove lavorarerai a cambiare le sorti del mondo.

 

La realtà, ahimè, è un pelino differente.

 

Andiamo per punti e vediamo i fondamentali:

 

Il viaggio in aereo

 

Il viaggio in aereo si può dividere in due grandi categorie:

 

1) Viaggio senza nulla da segnalare. Nessun ritardo, nessun vicino particolarmente sgradevole, nessuna turbolenza che ti sistema lo stomaco da qualche parte vicino all’orecchio destro

2) Viaggio a la “Mamma, giuro che non lo faccio più”. E’ di solito legato a ritardi monumentali alla partenza che ti portano a perdere qualciasi coincidenza tu avessi, turbolenze che ti fanno chiedere se abbiano spostato Gardaland sotto l’aereo, vicini che hanno mangiato aglio nelle ore precedenti al volo o adorano infilarti il gomito nello stomaco (*)

 

La media dei viaggi aerei lavorativi ricade nella categoria (2) facendo teorizzare che il maggiore costo del volo porti immediatamente all’aumento dei ritardi o della presenza di sgomitatori.

 

Datp un viaggio nel we, la possibilità di ritardi/casini è inversamente proporzionale al costo del biglietto.

 

In ogni caso, qualsiasi sia la categoria, vi verranno serviti cibi assolutamente dimenticabili, vi troverete anchilosati, surgelerete in estate e morirete di caldo in inverno.

 

Il viaggio aereo da ampia possibilità di osservare come la fantasia umana sia riuscita a sbizzarrirsi nella parte esterna delle valigie.

Se un tempo le valigie erano in pochi colori, possibilmente in materiale rigido, oggi si osserva una proliferazione di fantastiche fantasia che sembrano uscite dalla mente di un designer intossicato dagli acidi.

Vogliamo parlare di quelle robe a fiori o rosa confetto ? Non vogliamo volgere per un attimo il pensiero alle varie fantasie animalier o Hello Kitty su valigia rosa confetto?

 

Qui ci si domanda quale sia la possibilità di smarrire una valigia animalier. Voglio dire non credo siano diecimila le valigie a stampa tigrata o zebrata, teoricamente dovrebbe essere minore.

E, in ogni caso, ciò aiuta e non poco nella fase di “descrivi la valigia” anche se, da cosa ricordo, non è previsto nelle tabelle.

 

Il viaggio dall’aereoporto

Il viaggio dall’aereoporto si può svoglere in tutti i modi possibili. Quelli più comuni sono treno, taxi ed auto a noleggio.

 

Mi è successo di viaggiare su auto con autista in Uk. Sono esperienze che conservo nel cuore anche per l’ora di sveglia, tipo le 4 del mattino. Ciò fa si che per la maggior parte del viaggio si dorma e fine del discorso.

 

Il taxi è un mezzo che ti porta a confrontarti con la categoria detta “Taxisti”. A seconda del paese il taxista tenderà ad assumere caratteristiche particolari, una però è comune a tutti i paesi del nord Europa, e USA se non è cambiata: il vero taxista non sarà mai autoctono.

Potrà essere indiano, turco, italiano, arabo, greco, somalo, pakistano ma mai e poi mai inglese se siete in UK, tedesco se siete in Germania, ecc

La seconda caratteristica del taxista da paese avanzato è che non capirà voi e voi non capirete lui. Finirete così per ripetere enne volte il nome della via, stampargli cartelli con il numero civico.

 

L’albergo

Qualsiasi sia la catena, un albergo buzinezz presenta caratteristiche uniformi a prescindere dal paese, città, nazione in cui si trova.

Ciò fa si che, dato un viaggio di una settimana, non soffritate di smarrimento, tristezza, nostalgia di albergo.

Al massimo soffritete di nostaglia da brioche o asciugamani più o meno grandi.

Per il resto le caratteristiche di un 4 stelle medio tendono ad essere le seguenti:

 

1) Presenza di un frigo bar che verrà aperto e non utilizzato, a meno di attacco di sete fulminante, stante prezzi tipo “Acqua minerale 3 euro”

2) Presenza di armadio in cui saranno presenti tutti i tipi possibili di appendini tranne quello per le gonne. Nel caso abbiate dietro delle gonne, imparerete tenniche particolari per appenderle utilizzando l’appendino da pantaloni

3) Televisore, con più o meno canali, caratterizzato dalla presenza di tre canali porno tre e due canali di film normali due. Qui si ricorda un albergo in cu i canali porno non erano messi su menù a parte ma erano all’interno di quelli selezionabili normalmente da telecomando.

Venivano attivati rimanendo per più di 15 sec sul canale. Naturalmente il telecomando funzionava malissimo …

4) Bustine di te e caffè liofilizzato di vario genere. Il caffè, a prescindere dalla marca, avrà dappertutto lo stesso sapore di caffè da aereo.

5) Ferro da stiro ed asse. Non li userete mai ma vi cadranno su un piede.

6) Panchetta per appoggiare la valigia

7) Colazione a buffet. La bontà della suddetta colazione è totalmente slegata dalla lussuosità dell’albergo (**)

 

A seconda della lussuosità dell’albergo, aumenteranno le dimensioni del televisore ma non necessariamente il numero di canali. Potremo pertanto avere un 32 polllici al plasma che accede 20 canali. Come già detto i tre canali porno tre sono un must immancabile

 

La riunione in trasferta

La tipica riunione da trasferta dura dalle 7 alle 10 ore. Praticamente verrete presi e sigillati da qualche parte fino a che non verrà decretato lo scioglimento della riunione.

La vera riunione da trasferta è un qualcosa che avresti potuto fare benissimo dal tuo ufficio, connettendoti in videoconferenza o utilizzando una conf-call ma, per ragioni tipo “dobbiamo vederci in faccia”, viene tenuta in sede scomoda per 3/4 dei partecipanti.

Ad esempio, data riunione con 20 persone della stessa sede e 3 marchettari di altra sede, la riuione si svolgerà chez marchettari permettendo loro di ottimizzare il tempo di preparazione delle slide.

 

Nei casi più fortunati  avrete vettovaglie e beni di sussistenza presenti in loco, nel caso peggiore dovrete inseguire dell’acqua.

Nel momento in cui verrà annunciato un break, evento la cui necessità è segnalata dall’aumentato russare di sottofondo, qualcuno prenderà la parola e tirerà giù un pippone da 20 minuti. Tutti lo odieranno, lui probabilmente odiava già tutti prima.

 

Mi è capitato di leggere critiche all’utilizzo dei notes durante convegni su temi web. Ora, a parte il farsi santamente i notes propri, qui si farebbe presente che (a) ti vengono regalati, (b) disegnare su laptop non è la stessa cosa

Internet, la santa manna che libera la mente ed impedisce la catalessi, non è sempre presente nelle sale riunione e, se sarete all’estero, non potrete neppure usufruiire intensamente delle feature di Iphone/android/smartphone a caso.

 

Qualsiasi riuione comporta la proiezione di slide. Sul tema credo che si sia già detto di tutto e di più tranne che una cosa: nel caso di proiezione di 40 slide colme di elenchi o nel caso di relatore monotono, pregasi spegnere la luce.

 

Lasciarla accesa violerebbe la Convenzione di Ginevaria

 

[Segue – nella prossima puntata La seratona da Trasfera]

 

(*) Non importa quanto tu ti sposti, il loro gomito riuscirà sempre a raggiungere le tue costole

(**) Qui si ricorda con brividi di terrore la colazione di un Hilton inglese mentre rimpiango quella di un altro albergo, decisamente messo peggio, ma con brioche fantastiche.

Pubblicato il 30 maggio, 2010, in Diaristica, Life, Universe and Everything, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. eh? mai visto autisti di taxi british in uk? eh? ma in quale uk distopica sei finita?

  2. autisti british di taxi, sorry

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