Km zeri tedeschi

In questi giorni, stante la volontà di non raggiungere le dimensioni di Bibendum e  cercando di nutrirmi un po’ meglio, ho deciso di provare a variare la mia dieta tedesca e, mentre c’ero, di iniziare a provare cibi locali, magari del famoso km zero.

Perlomeno queste erano le intenzioni.

Così ieri sera, recatami nel vicino cibificio, ho iniziato a selezionare cose sulla base della provenienza e della salubrità. Per cui frutta, pomodori ed insalata freschi e non più pretagliati e precazzeggiati.

Addirittura ho optato per le fragole nazionali, dette anche “fragole a km zero”. Ora, saran anche locali ea km zero ma costavan 1,5 euro in più al kg rispetto a quelle portoghesi. E’ da dire che son fantastiche ma mi rimane il dubbio che le abbia coltivate qualche monaco bavarese in ginocchio avvolgendole in preziose pergamene medioevali.

Quale sia la ragione per cui della frutta coltivata a meno di 200 km da qui (*) debba costare molto di più di quella coltivata a 1.500 km mi sfugge. Non stiamo parlando di prodotti particolari, non c’era neppure la famosa scritta BIO, nota per far crescere il prezzo di qualsiasi cosa in stato pre-marciume a livelli stratosferici.

Semplicemente eran tedesche e buone.

Stasera, non contenta di tanto splendore, ho deciso di visitare quanto più vicino ad Eataly ci sia da queste parti ossia le delicatessen di uno store del centro. Avevo un pochettino di paurina perchè era il posto dove avevo visto i cuori di bue a 9 euro al kg e supponevo vi potessero essere costi da gioielleria generalizzati

La prima visita è stata dal macellaio.

Appena entrata, ho adocchiato due meravigliosi wurstel bianchi e gioiosa come una pasqua ho detto alla signora che volevo quei due Bratwurst.
La signora mi ha guardato con aria schifata, mi ha chiesto che accidenti volessi e, dopo averle indicato gli oggetti del desiderio, mi ha fatto presente che quelli erano Weisswurst e non Bratwurst.
Il tono era da “Che minchia dici ignorante” o giù di con l’aggiunta di un paio di sottintesi che non credo di avere colto.
Non contenta di questo primo successo, dopo aver studiato i nomi dei vari salumi, ne ho anche aggiunto un paio.
Ora i casi son due: o io non aspiro a sufficienza le h e dovrei farmi venire le adenoidi apposta o questa non aveva voglia di capire e, enl caso del primo, siamo finiti a discutere a gesti.
In compenso alla voce “Blutwurst” ha risposto con prontezza e cortesia.
Finito il giro e l’ordalia mia, ha chiuso il pacchetto e pronunciato la sentenza prezzo.
Mi aspettavo una mazzata violenta e, invece, per circa 4 hg di salumi vari facevan 4,80.
Raccolta la mandibola ho pagato e mi sono avviata verso la nuova avventura.

Avevo appena adocchiato un negozio di pasta fresca locale e, in pieno attacco di “Oddioligvoglio”, ho preso i ravioli ricotta e spinaci. Anche qui i costi non erano eccessivi, in linea con quelli italiani, e si spera che lo sia anche la qualità.
Il commesso era italiano, capiva l’italiano, pronunciava in maniera corretta i nomi dando una qualche garanzia di non stare vendendo cose di genere terrificante.
Domani saprò dire.

L’occhio, a quel punto, è caduto sul banco della frutta/verdura dove splendevano le ciliege da 2 euro all’etto (**) e 18 euro al kg fli asparagi verdi. C’era però qualcosa di strano che colpiva ossia una massa di signore che sgomitava per comprare.
Che i signori di “Verdura da Tiffany” abbiano clienti parmi naturale essendo essi ancora aperti ma che questi sgomtino addirittura era strano.
La ragione dello sgomiting stava negli asparagi bianchi, in vendita a 3 euro al kg. A quel punto, stante lo zero chilometraggio, mi sono allegata anch’io pur pensando che quei cosi saran specialità locale ma san di poco.

A quel punto la spesa era completata e la cifra investita era più o meno quella di una spesa normale al mercato sotto casa pur essendo in una sorta di posto di lusso.

Tralascio la parte sul negozio di cioccolati belgi. Non voglio parlare di cotale meraviglia perchè fa male e per affrontare il dolore dovrei alzarmi, andare di là e recuperare un pezzo di Charlemagne cacao 70% allla violetta.

Detto ciò, mi pare che esistano tre possibili categorie di cibarie in Germania:

  • La cibaria di massa, più o meno costosa, con tutti i cazzabubuli para itlaiani o para etnici.  Costa abbastanza poco, non ha pariicolari sapori
  • La cibaria BIO ossia quella massa di cose che hanno l’etichetta BIO, non si sa se lo siano e costano un rene. Qui ci ricorda ancora dei costosissimi wurstel bianchi, Brat o Weiss non so, che sapevano di cartone.
  • La cibaria artigianale, le delicatessen. In proporzione costano  meno della cibaria BIO e hanno sapori decisamente migliori

Come già succede in Italia, bio o meno, il cibo locale diventa il cibo dei ricchi esattamente come lo è il cibo straniero originale. Anzi il cibo locale, il km0 sarà cibo da ricchi non foss’altro che costa di più.

Per cui se siete poveri ingrassate, riempitevi di conservanti e non rompete le balle.

(*) Km0 va bene ma questo è quanto passa il convento a meno di cercare i mercati dei produttori che mi dicono esistere e fare di secondo nome Tiffany
(**) Avevo voglia di ciliege e suppongo fossero buone. Anzi a 20 euro al kg, suppongo fossero meravigliose ma, disgraziatamente, non collimavano con la mia idea di caviale

Pubblicato il 2 giugno, 2010, in Diaristica, Germania, Piaceri, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Sta cosa della Germania e delle fragole aveva colpito anche me. Pensa che esiste anche una specie di parco di divertimenti a base di fragole, e io ci sono anche stato (ovviamente io mi sono frantumato i santissimi, loro divertiti come matti).

    http://www.karls.de/

    • Il Parcotematico sulle fragole mi manca😦 non oso pensare cosa possa essere. M i fa però venire in mente un parco tematico americano, tutto sul formaggio. Na palla … PEr curiosità ove si giace ?

      • Poco lontano da Rostock, Mecklemburg-Vorpommern. E’ in Ossiland, un po’ lontano da Duesseldorf🙂

        Comunque il parco è noioso proprio perché non è niente di speciale, nemmeno una cosa trash, per dire. E’ una di quelle cose tipicamente tedesche, né belle né brutte, che non le odi e non le ami, che non suscitano né attrazione né repulsione e che loro adorano.

      • Ok, direi che non è da “gita in giornata”🙂 e, aggiunto a come lo descrivi, rende improbabile ci vada😀

  2. allora com’erano i ravioli?🙂
    bel post. Mi sono divertita assai a far la spesa con te.

    (ieri a porta palazzo le ciliegie erano belle e a due-tre euro al chilo. Quelle meravigliose costavano 5 euro. Devo dire che mi basta una visita lì per dirmi che non comprerò mai mai più la verdura al supermercato – ma poi la pioggia, le cavallette, i vulcani islandesi…)

    • /me sente tantissimo la nostaglia del suo mercato ;(

      I ravioli, ecco, avevano uno strano retrogusto acidulo. Non eccezionale, in questo caso i rana saranno preferiti🙂

      Io speriamo me la cavo e continuo con le buone intenzioni. Poi ci saranno la neve, la pioggia, i vucalni ecc🙂

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