La differenza del giovane universitario

Questo post mi è venuto in mente oggi, guardando i ragazzi di Harvard che s’improvvisavano guide turistiche.

I novellini stanno arrivano in città, prendendo posto nei dormitori e ricevendo l’elenco dei libri e di cosa dovranno fare. Tutti loro sono la futura elite, alcuni di loro tireran fuori idee che potrebbero cambiare il mondo.
Sono fuori di casa a 18 anni e non ci rientreranno mai più.
Per arrivare lì hanno affrontato studi massacranti e i vari SAT, esami dal cui risultato dipende l’accesso ad un college più o meno rinomato.
Se la loro famiglia non è ultraricca o è riuscita a mettere da parte vagonate di quattrini, a 18-20 anni chiederanno il loro primo prestito studentesco che s’impegnano a saldare nei secoli dei secoli.
Da questo momento torneranno a casa per il Ringraziamento e le vacanze, non tutte.
Avranno a disposizione le attrezzature e tutto quanto fa spettacolo e pagheranno sui 50k $ all’anno. Non sempre l’appartamento è incluso in questa cifra, spesso un lavoretto aiuta ad andare avanti.
Affronteranno una competitività e tutti i riti feroci del campus, riti che spesso sfiorano il terrificante.
Detto questo, a 22 anni avran finito e saran pronti a seguire il loro cammino, ovunque li porti.

Stante la massa di scelte compiute saran anche pronti ad assumersi responsabilità.

Passiamo alla situazione italiana.
Il nostro eroe/eroina entra all’università a 20 anni circa. Ha affrontato un esame che da anni si sostiene essere troppo facile ed arriva da una scuola che gli ha dato una formazione ridicola.
Non esistendo una gerarchia di università, può benissimo permettersi di scegliere quella più vicino a casa a meno che sia nella condizione di voler provare con le università del nord, anticipando la situazione di emigrante.
Inizia a questo punto quell’iter fatto di ritmi blandi, tranne se sotto esami, di esami spezzettati per volontà ministeriale.
Non vi sono scelte pesanti quali il prestito d’onore nè esistono particolari impegni, a meno di lavoretti per pagarsi le vacanze, sempre che mamma e papà non sponsorizzino.
A volte si laureeranno in tempo a volte no. Nella stragrande maggioranza dei casi il giorno della laurea non avranno ancora affrontato responsabilità di alcun genere
Sono bambini ad oltranza in una situazione che in parte è dovuta a problemi ataviici ed in parte è dovuta al “è più comodo così”.
Non sono la futura elites, non parliamo di college elitari, e non si sa quando diverranno grandi.

Perchè la grande differenza è questa: da una parte ragazzi che, per tutta una serie di ragioni, sono già adulti mentre dall’altra vi è una serie di bambinoni che, a prescindere dal vivere o meno con la famiglia, non si sa quando diverranno adulti.

E, pur con tutte le magagne del regime geriatrico presente in Italia, esiste una comodità nel non divenire adulti.

Non avremo mai una situazione americana perchè non abbiamo struttura e tradizione e volontà per averla (*) ma al tempo stesso non abbiamo neppure una voglia eccessiva da parte di tutti perchè si realizzi.

Perchè sarebbe faticosa e richiederebbe di crescere.

(*) Se pago 50k euro l’anno di sicuro non voglio tra le palle i generi/figli/mogli del barone ma professori validi

Pubblicato il 11 settembre, 2010 su Italica, Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 7 commenti.

  1. bella analisi, peccato che non guardi il rovescio della medaglia e ti focalizzi solo su ciò che vuoi vedere…
    negli stati uniti si studia molto meno, niente libroni ecc, le università sono mediamente più facili.
    In Italia le facoltà toste (tipo medicina, ingegneria, giurisprudenza) hanno una mole di studio dietro che forse tu non hai mai provato: io sì e ti assicuro che niente aiuta a non essere bambinoni quanto un bel tomo da 1200 pagine da studiare…….per uno solo dei 40 e passa esami. In america sta roba se la sognano.
    Pagando 50mila euro l’anno pochi la tireranno per le lunghe certo, ma pochi se la potranno permettere. E comunque (a parte chi è stato nell’esercito) se hai chi ti paga 50 mila dollari l’anno non sei certo un esempio di adulto fatto e finito o sbaglio?
    Ti sembrano dei grandi adulti solo perchè stanno fuori di casa grazie ai genitori che sganciano??
    50k all’anno e l’università diventerebbe una cosa elitaria. il figlio dell’operaio mai potrebbe laurearsi e rimarrebbe così per sempre.
    certo forse servirebbe ad eliminare le miriadi di corsi universitari inutili.
    saluti

  2. Amen è troppo laconico come commento?:-/

    A tutto questo va aggiunto l’entusiasmo dei giovinotti USA verso quello che fanno, costruiscono mentre son dentro, o appena fuori, la loro università …

    un fattore presente nei giovani ‘imprenditori’ del web e che risulta lampante non appena la “Facebook” di turno fa vedere al mondo, su Flickr, l’arredamento dei propri nuovi uffici recentemente inaugurati.

  3. Però sembra che negli Usa valga l’equivalenza università=Ivy League da 50000 dollari l’anno.

    Da quel che so (correggimi se sbaglio) questo riguarda una minima parte degli universitari. Gli altri vanno nelle università statali dove si paga molto meno.

    Inoltre, da quel che leggo in giro, mi pare che anche laggiù il livello di formazione impartito stia crollando miseramente, e con la laurea ci fai quello che una volta ci facevi col diploma (parlo a livello generale, se entri nell’elite il discorso cambia).

    • Ma sono d’accordo che noi italiani siamo decisamente troppo “coccolati”🙂

    • @all: a volte ho il dubbio che la superiorità culturale delle università italiane su quelle americane sia un qualcosa di consolatorio che ci raccontiamo. E’ vero che vi sono settori in cui gli italiani sono visto come punte d’eccellenza ma è anche vero che, fossero così scarsi, non si spiegherebbe perchè di tanta eccellenza sul piano scientifico-tennologico.
      Il discorso, però, è più sulla capacità di autogestione e discernimento che questi giovini hanno, che frequentino Harvard o l’università di Roccacannuccia esistono percorsi e scelte simili. PErcorsi e scelte simili ai francesi, per fare un esempio più vicino, e legato ad un paese dove non vi è gerontocrazia

  4. lo studente francese medio esce dal liceo, per due anni si fa un culo immane a studiare matemetica e fisica alla “prepà”, sostiene un esamme durissimo e, se lo passa bene, entra in un “haute école”.
    A questo punto smette di studiare e non fa piu nulla tanto la laurea è senza voto e si accontenta di prendere 10 (il loro 18) ad ogni esame.

  5. Mio fratello si è improvvisato guida turistica quando studiava architettura. Il risultato netto è stato che adesso lui fa la guida turistica ed è rimasto geometra. La mia storia la sai, ma puo` essere semplicemente che io sono asino.

    r il discorso di andarsene da casa ci sono diverse cause. La prima è che trovare una casa da affittare è difficile e gli alloggi per studenti sono decisamente costosi e di solito si paga tutto in nero. Ci vorrebbe un’organizzazione con la costruzione di più alloggi per universitari e l’eliminazione delle sedi decentrate, che dal punto di vista didattico e della ricerca sono poco efficienti, a meno di considerare, come del resto fa il padrone medio italiano, l’università una specie di ITIS per chi ha fatto il liceo alle superiori.

    Una cosa che comunque non è da copiare dagli Stati Uniti sono le Zero tolerance policies alle scuole superiori, tanto per dire, oppure alla truffa legalizzata dei prestiti di onore, infatti Fanny Mae e Freddy Mac un paio di anni fa hanno avuto “qualche” problemino.

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