Un giorno in New England

Ci sono molte cose da fare a Boston, chiaro. Giri da fare e negozi da vedere (*) ma c’è anche un qualcosa che incuriosisce e attira. C’è Salem dietro l’angolo e con esso tutta la parafernalia sui puritani, i processi alle streghe ed il New England in generale.
Dietro l’angolo ci sono Steven King, Nathaniel Hawthorne e credo che questo basti.

Il viaggio via traghetto è incantevole, un po’ per il panorama della baia di Boston, tra isole e case meravigliose in stile “Noi siamo i ricchi del New England” (e tutto ciò che ne consegue), un po’ per l’umanità che viaggia sulla nave.

Una cosa che noto è come, almeno io, tenda a riportare le facce e le situazioni a telefilm o film visti. Dato un centinaio di americani di stati ed età diverse, chiusi per un periodo X in un luogo chiuso, sarà interessante notare cosa stia succedendo e come si declinino le relazioni.
Ad esempio la famiglia seduta davanti a me, con marito che pareva Ken in carne ed ossa, non si parlava mai direttamente. Tutti i dialoghi avvenivano attraverso la bambina che era con loro, difficilmente erano maritomoglie o figliomadre, in aggiunta risultava chiarissimo che la nuora e la suocera non si sopportavano.
Un’altra cosa che mi ha colpito nel gruppo era l’impossibilità di star fermi nello stesso sedile per più di 10 minuti. Data la disposizione X alla partenza e dati 50 min di viaggio, la disposizione dei posti cambierà 5 volte con possibilmente aumento del numero in caso di persone irrequiete.
L’altra cosa che si notava era il numero di padri che giravano con figlia al seguito. Fosse o meno presente la signora, la figlia era la donna par excellence di questi signori.
In almeno un caso, stante quanto era sexy il soggetto, mi vien da dire “Peccato che la sua donna preferita avesse 7 anni e fosse liì ”

Salem ha due attrazioni turistiche principali: il processo alle streghe e la sua storia marinara. Avrebbe anche uno dei più importanti musei d’arte orientale della zona ma pare che ciò passi in secondo piano.

Il processo, in ogni caso, è quanto permea la storia e molti eventi turistici nonchè una marea di negozi.
Anni fa, dopo essere stata a Glastonbury, mi venne da definirla “la Disneyland dei niu eiger” stante il numero di lochi very niu egi style.
Salem non è niu eig, Salem è la Lourdes dei wiccan, per dare un nome alla cosa.
Prendete una cittadina e mettete 10/11 negozi a tema stregoneria/magia/occulto sulla via principale a fianco di venditori di magliette pentacolate.
Assieme metteteci anche un paio di negozi di cose organiche.
Miscelate il tutto ed avrete un qualcosa di bizzarro, qualcosa che ti fa venire in mente cosa potrebbe essere una città a maggioranza neopagana, una città molto religiosa perchè solo in posti tipo Assisi o Lourdes si vede una concentrazione di venditori di ammenicoli tra il sacro ed il profano.

A fianco la libreria più affascinante che abbia mai visto: ex hippy, divertente e con una negozio pieno di libri accatastati fino al soffitto.
Entri e cammini tra cataste altissime di tascabili di ogni genere.
Se le parole son magia, il posto più magico di tutta Salem e non solo per la massa di libri.

In tutto questo, dopo un po’, sorge la domanda di cosa sia realmente la città, aldilà delle macchine della polizia col logo rosa della streghetta e tutta l’immagine turistica.
Guardando il mall locale, l’immagine turistica è la città e poco altro rimane, incluso il fastfood che puzzava in maniera atroce.
Esiste, credo, una noia solenne, profonda e tagliente. Una noia forse nera ma di sicuro qualcosa di sottile che rimane dentro.
E’ l’immagine della normalità nell’anormalità dell’insieme delle cose.
E la main street popolata di negozianti in nero, senza MacDonald’s o Dunkin Doughnot.
E l’America che non è America.

Al ritorno la sorpresa è l’Art Festival con le sue bancarelle ed un bel concerto dal vivo.
L’ulteriore sorpresa è mentre attendi la metro.
Sei lì tra il fuso ed il fuso, ti giri e ti appare davanti Eric il vampiro, descrizione originale capelli alle scapole incluse. Non avrà più di 20 anni, sa di essere splendido.
Sorride e ti corre incontro con l’intenzione di abbracciarti.
Io rimango tra il perplesso, il “prova dell’esistenza dle metafisico” e “cosa vuole sto stronzo” e, pensando stia facendo il cretino, mi sposto.
Non voleva abbracciare me ma una sua amica che mi era arrivata alle spalle.
Non so se mi sarei fatta abbracciare da tanta meraviglia, di sicuro è stata una bellissima immagine di Boston che mi porterò dietro (**)

Dopo Amtrack, biglietto e domattina si parte, destinazione New York.
Non ho capito perchè Amtrack chieda di trovarsi al binario 20 min in anticipo ma lo scopriremo vivendo.

O così si spera

Nel frattempo Annarella dichiara che, al secondo giorno di USA, sta esaurendo lo spazio nella sua valigia e meditando di comprarne una in plus

(*) Si è ridotto il numero di quelli non a mia disposizione sempre e la cosa ha person un po’ del suo fascino. Penso di rifarmi nei prossimi giorni
(**) Aveva un culo parlante e la muscolatura delle spalle michelangiolesca (miracoli delal canottiera con scollo all’americana)

Pubblicato il 12 settembre, 2010, in Diaristica, Piaceri, Realta', Viaggi con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. bella Boston. Ci sono appena stato per un paio di mesi di lavoro. Se puoi, vai a vedere le balene.

  2. Sigh, mi sarebbe piaciuto vedere le balene ma è mancato il tempo😦

  1. Pingback: Una città un po’ così dove stare « Entropy isn’t what it used to be.

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