Sovraccarico d'immaginario

Sono stanca, un po’ scombussolata dal viaggio di oggi e dal bombardamento sensoriale ricevuto.

Perchè oggi si è arrivati qui

ed è un po’ difficile parlare di una delle icone del nostro tempo in maniera sensata.

La prima impressione è quella che è e, nel mio caso, è stata “A me non piace” riferito alla cosa reale vista e sentita in migliaia di descrizioni.
Perchè in quelle descrizioni tutto era più grande, colorato e pulito.
La prima impressione pazzesca è stata di una città con molti angoli da pulire, restaurare e rassettare, sporca in parole povere.
C’è voluto un po’ prima di iniziare a cambiare idea, ad entrare nello spirito.

Di base è tutto più grande. Se guardo le foto di Rockfeller Plaza sembra una roba mastodontica, enorme, una spazio vastissimo dove la gente va a pattinare in inverno.
Mi son trovata davanti un qualcosa che è la metà di piazza Carignano e, mi sia concesso, un pochino delusa lo sono stata.

E’ stata una giornata di passeggiate modello serendipity, “Adesso giro a dx e vediamo cosa trovo”, in un certo senso ha funzionato perchè mi son capitati davanti molti punti famosissimi. Che poi a volte mi sian piaciuti e a volte mi abbian lasciato perplessa è un altro paio di maniche.

Credo che il grosso problema sia l’aver visto questi posti migliaia di volte in film e telefilm, di pensare di sapere esattamente come siano e scoprire di non saperlo per nulla.

E’ stato il pomeriggio del fantashopping ovvero dell’entrare in alcuni grandi store del lusso e vedere cosa avrei preso avendo le possibilità. Ho tirato su la bella cifra di 35 mila $ da Bergdorf&Goodman e, credo, sui 5000 da Sacks.
Ci sarebbe da fare un discorso al mio subconscio spiegandogli che il mio budget e i vestiti in seta di Comme Des Garcon non van d’accordo, 8.500$ di vestito, ma ho ormai rinunciato.

E poi è la notte e l’icona diviene tanto simile alla proiezione mentale da essere indistiguibile.

Come una donna che si sia tolta i bidogodini e abbia finito la preparazione, la signora esce in grande stile.
E c’è un momento magico in cui ti giri a sinistra ed hai il Chrysler Building illuminato, a destra hai Time Square e davanti a te l’Empire State Building ha la testa persa nella nebbia.

E’ la meraviglia, l’icona e l’immagine.

Ci sarebbe da fare un lungo discorso su americani in treno ed Amtrak ma ho troppo sonno

Pubblicato il 13 settembre, 2010, in Diaristica, Riflessioni, Viaggi con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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