Concerti tedeschi (o di Peter Gabriel a Colonia)

Ieri sera ero a Colonia a vedere Peter Gabriel live.

Da fan posso dire, citando “The Book of Love”,

I love it when you sing to me
And you, you can sing me anything

Non l’avevo mai visto perchè mai ebbe a succedere che io e un suo concerto fossimo a meno di 100 km. Ho coltivato la sua discografia puntigliosamente comprando anche cose come OVO, opera con canzoni memorabili ed altre ampiamente dimenticabili, e Passion, colonna sonora dimenticata ed emozionante dove lui canta solo su un pezzo.

Detto ciò ero un po’ titubante perchè non sapevo cosa aspettarmi.
E infatti ho avuto davanti qualcosa che era diverso dalle aspettative, molto emozionante e, al tempo stesso, molto divertente.

Alcune annotazioni sparse:
1 – Chi fa gli arrangiamenti ha la fissa di Stravinsky, su un paio di brani ha rifatto la Sacra de la Primavera
2 – Alcune cose, più che da ragioni artistiche, credo sian dovute a “la crisi di mezzaetà dell’artista che fu prog” altrimenti non si spiegano assoli dell’orchestra di 3/4 minuti che si-stava-bene-pure-senza
3 – ha una voce meravigliosa e su alcuni pezzi è praticamente impossibile distinguerla da quella su digitale
4 – se vi capita vicino e lui vi piace, andateci

Fin qui il concerto ma, per me almeno, altrettanto interessante era il pubblico a contorno e l’ambiente.
La Lanxess arena è una delle venue da concerto più grandi della Germania, decisamente enorme.

Tu entri e sei in una specie di posto strano dove la Germania più Germania incontra gli USA: stesso gigantismo, stessa massa enorme di locali da cibo.
Ristoranti, stand iniziano davanti e proseguono in ogni dove. Ovunque potete trovare cibo e beveraggi.
Come in Usa, come negli stati del baseball.
Con una grossa differenza: negli USA a dominare è il cibo, qui è la birra.
Dagli omini con botte sulle spalle ai diversi posti, tutto è “distribuiamo birra”, tutto organizzato e pensato per quel boccale al punto che ogni sedile ha il suo reggiboccale.

In tutto questo si muovono i tedeschi di ogni età perchè, anche se è un po’ cosi’ dirlo, il fan medio tedesco di PG ha superato l’età dell’università da un bel po’ ed è lì con la famiglia intera di modo che tutto sembra un grosso festival dell’Unità in salsa Kolsch (*)

Tenendo famiglia e muovendosi su binari che sono quelli del “vado ad uno spettacolo” portano a dinamiche da concerto abbastanza diverse da quelle italiane, dinamiche permesse anche dall’avere i posti assegnati in precedenza.
Così mentre la sottoscritta era lì 90 minuti prima, il tedesco è arrivato 10 minuti prima, come a teatro, e si è cercato il suo posto.
Esattamente come a teatro abbiamo avuto l’intervallo pipì/ricarica birra e il fenomeno di quelli che arrivavano in ritardo e facevano alzare tutti.

E’ da notare che, a differenza dell’ultima cosa che avevo visto in Italia, non si son sentiti cellulari suonare e gente comunicare a tutto il parentado “Ciao, sono a sentire Peter Gabriel”.

Sarà l’età, sarà la disposizione logistica bisogna però dire che questi non ballano e si agitano poco. Applaudono molto, osannano ecc ma non ballano.

In compenso trincano tutto il tempo e ciò è cosa buona e profondamente tedesca

(*) Qualsiasi cosa tedesca sembra una grossa festa dell’Unità in salsa birresca: dai comizi di Obama a Berlino al Gay Pride a Dusseldorf

Pubblicato il 3 ottobre, 2010, in concert, Diaristica, Germania, Musicale, Piaceri, Realta', Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 8 commenti.

  1. Da superappassionato di Mr. Gabriel temo seriamente il rincoglionimento senile. Lieto di sapere che è ancora contenuto. Grazie ^^

    Comunque l’ingessatura del pubblico tedesco è cosa notoria.
    E Passion è decisamente uno dei suoi migliori album, direi che se la gioca col quarto.

  2. Confermo che il rincoglionimento è ancora sopportabile, in alcuni punti credo sia proprio solo “prog crisi”😀

    Concordo su Passion: è splendido😀 Rimane il fatto che è poco conosciuto😦

    Questa è una canzone di ieri sera trovata su Twitter: http://www.twitvid.com/MWB4K

  3. Grazie di nuovo ^^ bella, bella, non sembra rimba. Meno male.

    Passion è poco conosciuto, è vero; ma chiunque veda Piero o Alberto Angela ne sente sempre metà =D

  4. Gran concerto, e gli assoli d’orchestra non mi sono affatto spiaciuti😛
    Anche se in effetti ogni tanto l’arrangiatore ha un po’ esagerato… ma meglio così di una cosa piatta come capita a volte in questi casi.
    Mi hanno lasciato più perplesso alcune delle animazioni, ma a Peter si possono anche perdonare.

    Il pubblico tedesco per me è un mistero, ci sono occasioni in cui si scatena ed altre in cui sembra mummificato, ad esempio ad un concerto degli Efterklang (o dei Bo Marley :D) non riesci a tenerli fermi neanche colla cintura di forza! E invece sabato nemmeno per Solsbury Hill si sono schiodati, mah..

    E vabè, Passion è praticamente inarrivabile!

    Ma scusa, ed i tipi che giravano con i calici di prosecco dove li mettiamo?
    E l’arena a misura di portabirra?😀

  5. Ah, ma anche, il biglietto coi trasporti pubblici inclusi non è magnifico? (considerato poi l’ingorgo che si era formato già così, non oso pensare altrimenti…)

  6. Il costo dei trasporti incluso nel biglietto è meraviglioso/miracoloso. considerato che a me copriva la distanza duss-colonia, circa 20 eurini di biglietto.

    Sui tizi con i calici tiriamo un velo pietoso, in più non essendoci porta calice sarebbe stato un casino😦

  7. Aggiungerei una cosa: se amate Passion cercate i Syriana, “Road to Damascus” in particolare

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