Io volevo un libro "onesto"

E, per una volta, ho pensato che sarebbe stato interessante vedere come si comprava un ebook su piattaforma diversa da Amazon.

Perchè io son sempre stata una che spendeva capitali in libri e non ho mai usato fotocopie di romanzi/saggi od altro.
Andavo per l’originale e ho finito per riempirmi al casa (*).
Ancora adesso che ci sono un ipad ed un Sony in casa, davanti a me ci sono una ventina di libri.

Così pensavo che volevo un libro originale, ben formattato e tutto a posto sul Sony. Bello come uno di quelli che avevo preso su Amazon.

Ci ho provato ed è stato terrore: software da installare, DRM, orde di norme che ti dicevano cose cosa fare e non fare.

E prezzi altissimi in rapporto a cosa realmente sia il costo di produzione di quel libro. Perchè posso capire i 20$ di un volume fighetto con la copertina rigida, posso capire i 6$ del tascabile.
Ma i 13 euro di un ebook vs 10 formato cartaceo (Amazon) da dove accidenti mi escono ?
E i 14 euro circa di Waterstones a cosa son dovuti ?

Onestamente non lo so, non trovo giustificazioni ai costi.

Già mi irrita che i libri presi su Amazon sian surgelati in un formato tutto loro, visibili solo in un modo siano essi nuovi o ultracentenari.
Esattamente come mi irrita che qualsiasi libro preso su Istore sia esso di provenienza Gutemberg o nuovo sia protetto e leggibile solo come Apple comanda.

Mi irritano con la loro pretesa di dirmi come e quanto debbo leggere, nel pretendere di essere i padroni anche dopo aver ricevuto il pagamento.
Ci sono stati fino ad ora 6 libri presi, libri imprigionati in un formato e in uno standard nonostante sian stati pagati.

Esattamente come la pretesa di chiudere il libro in un paese e non lasciare che venga usufruito da paesi diversi.
Non posso fare a meno di ridere pensando che il volume X mi può essere spedito a casa da Amazon ma non può essere scaricato sul device.
Per qualche bizzarra e stravagante ragione diventa “non fruibile nel tuo paese” non appena passiamo su formato elettronico, stesso volume spedibile in cartaceo.

Un mondo di libri prigionieri non solo di drm e formati ma anche della geografia e, suppongo, di qualche contratto editoriale.

Alla fine ho preso un libro libero, un libro che posso leggere come, dove e quanto voglio io.
Non è perfettamente impaginato, la copertina è un po’ storta e non tutte le entrature dell’indice funzionano.

Ma è libero, fruibile e godibile.

Perchè prima ancora dei conti della spesa sui 10 euro, la questione è quella del volere che il diritto fondamentale del lettore a “rileggere quante accidenti di volte vuole” sia salvaguardato.
Esattamente come sia esso leggibile attraverso il device che scelgo io.

Prima o poi riuscirò a liberare anche i miei volumi di Amazon, per adesso io continuo a scegliere libri liberi.

Tutti i vostri walled garden e drm sono riusciti fino ad ora a convertire il compratore forte in qualcuno che usufruisce in maniera diversa.
Ci andranno mesi/anni prima che capiate l’antifona come già fu con la musica.

Per adesso io mi godo i libri sghembi ma liberi, in attesa che voi capiate l’antifona.

(*) 1800 volumi o giù di li’, gli ultimi comprati in un Barnes&Noble di Washington

Pubblicato il 8 novembre, 2010, in Cazzeggiando, Diaristica, Libri, Realta', Riflessioni, Tennologie con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Faccio parte degli addetti ai lavori e posso comprendere (e personalmente lo condivido) il tuo stato d’animo nei confronti degli ebooks.
    Solo una spiegazione sui prezzi. La differenza che c’è tra il libro novità (quello fighetto con la copertina rigida) e il tascabile, non è solo frutto di un prodotto fisicamente più o meno prezioso, quanto dall’aver già ammortizzato o meno i costi redazionali. Questo è il motivo per cui in libro digitale costa un po’ meno di un libro novità, ma se questo passa poi in tascabile anche il prezzo dell’ebook viene abbattuto di conseguenza.
    Buone letture libere e oneste

  2. Sìsì, anch’io preferisco gli ebook liberi e non mi importa se sono anche gratuiti: come insegnano i remainders e il bookcrossing il valore di un testo non è rappresentato per nulla dal prezzo di acquisto.

    Che senso ha l’evoluzione tecnologica se non ho il diritto di prestare liberamente un libro che mi è piaciuto ad un amico o se non posso leggerlo come e dove voglio? O se non posso conservarlo per tutto il tempo che mi pare?

    Peccato che il superamento degli antichi modelli di business della musica non sia stato così rapido da insegnare qualcosa agli editori prima che iniziassero a bastonare gli utenti paganti con licenze d’uso assurde e ad accusare tutti di essere dei ladri.

    Ma, da buon ottimista, sono certo che per quando avrò finito di leggere tutto quello che vale la pena di essere letto anche i modelli di business saranno allineati alla tecnologia del momento.

  1. Pingback: la morte dell’editoria « Bestiario di Zampagna

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