Io non ho paura (o non posso averne)

Da queste parti la notizia d’apertura del TG non è su escort, dimissione di ministre, crisi a capocchia.

Da queste parti la notizia del giorno è sull’allarme attentati, un allarme che coinvolge USA, UK, Spagna e Germania.
Come ha detto oggi la Merkel c’è un pericolo reale ma non c’è b nessuna ragione per isterie sul tema.

Un pericolo che però non è lontano da me, molto più vicino di quanto abbia visto vicino un “rischio attentati”. Ieri, vista la presenza di una valigia abbandonata su un treno ad alta velocità, hanno bloccato il treno ed evacuato la stazione di Dusseldorf.
L’allarme è alto negli aereoporti e la cosa sta sulla prima pagina di telegiornali e giornali.

Non sta da nessuna parte sui giornali italia che sicuramente non vogliono distrarsi dal classico passera-content per cui preferisocno Carfagna e gnoccaggine varia.

Su altri fronti su può solo dire che la cosa impatta chi come me viaggia e si deve muovere.
Impatta perchè si parla di aumentati controlli di sicurezza e ciò, stante i già severi controlli, più o meno signifca che gireremo in mutande per l’aereoporto.

Impatta perchè cerchi di non pensarci ma la parola bomba l’avran già detta 10 volte dall’inizio del tg di ZDF

Impatta perchè ci può fare proprio nulla e allora puoi solo dire “Io non ho paura” e sapere che non puoi averne.
E ti tocca davvero non avere paura perchè ci puoi proprio fare un piffero.

Posso provare a fare anch’io lo sciopero della fame (*), quaclosa tipo “IO SCIOPERO PERCHE’ I TERRORISTI SON KATTIVI” ma, a parte che è sabato sera, dubito che raccoglierebbe molto successo essendo, sostenessi anche il diritto costituzionale a non avere le palle metafisicamente non tritate dai controlli di sicurezza e le chiappe non metaforicamente sotto tiro da parte degli integralisti.
In più da me si chiamerebbe dieta e son cose che non fanno effetto nè raccolgono molto.

Rimane solo da fare una cosa: non avere paura o convincersi di non averne. Come in molte altre cose nella vita.

(*) Ogni allusione a casi recenti è voluta. A me la storia pareva l’incrocio tra una minchiata e il battere i piedi come i bambini. Peccato per l’occasione persa di parlare “seriamente” e approfonditamentedi un tema drammatico come il precariato, le discussioni lette si possono definire tutto meno che “serie” trovandosi a metà strata tra il tifo da stadio e la discussione da bar sport.

Pubblicato il 21 novembre, 2010, in Diaristica, Germania, Realta', Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Eh ma non capisci che i giornali italiani sono avanti, così saggiamente evitano pericolosi allarmismi, poi la gente potrebbe accalcarsi in preda al panico e ci scapperebbe il morto, e poi il pessimismo deprime l’economia… E poi anche tu viziata con questa mania infantile per la realtà, ma quanto sei indietro, e banale😀

    Qui si vede proprio che ha ragione mia sorella: “Precauzioni? Ma non essere pessimista, se deve succedere qualcosa succede comunque!”

    Vabè, in compenso vista la situazione sono quasi contento di esser rimasto bloccato in italia ieri…

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