Il ritorno dell'antico (e del coglione di sinistra)

Negli occhi ho questa foto apparsa su Repubblica

Ieri sera ho guardato l’Infedele. Si parlava di Fiat e di sindacati, si parlava di oggi e si è accennato al ieri, a quel ieri che si chiamò Marcia dei 40mila.
Ho conosciuto alcuni degli organizzatori, avevano la stessa faccia dell’uomo della foto. Stessa preoccupazione per il loro futuro, per quell’azienda che era il loro futuro, probabile stessa idea moderata.
Dall’altra parte, a capo della FIOM, c’era l’uomo che ha provocato la più disastrosa sconfitta della classe operaia in Italia: Fausto “Il Parolaio” Bertinotti. Non aveva ancora i cachemere, o forse li nascondeva, ma già aveva un ottimo naso per le sconfitte.
Trent’anni fa si son poste le basi per quello che succede oggi.

Oggi siamo nel pieno di un trip ideologico-sindalista massimalista e vai coi carri.
Non apprezzo particolarmente la linea di Marchionne su questo tema ma, ai vari sputanti, vorrei ricordare che senza Marchionne FIAT avrebbe chiuso 6 anni fa e non saremmo qui a parlare di accordi, fabbriche, ecc.
In più certi discorsi lasciano il tempo che trovanossoprattutto quello sulla differenza di stipendio perchè, ci sarebbe da chiedersi, com’è che l’operaio di Detroit o quello di Wurzburg quadagnano ben di più ed hanno un potere di trattativa ben maggiore ?

Ieri sera la spiegazione, uscita per caso ed inosservata, è stata “Perchè si è barattato il maggiore stipendio con dei diritti acquisiti”.
Quali di grazia ? Mi piacerebbe che qualche sindacalista mi venisse a spiegarli, venisse a spiegarmi perchè io, contratto metalmeccanico,guadagno il 35% in meno di un mio pari grado tedesco.
E sulla questione avrei una risposta veloce e sintetica: “AHAHAHAHAHHAHAHAHAH” visto che sti benedetti diritti sono del 1969, Statuto dei Lavoratori e dopo si è vissuti di rendita e si è vista solo perdita di valore dei salari.

Ma tornando a ieri sera, per me è stato come si ripresentasse la storia di un ieri non particolarmente bello: Landini come il Parolaio, una sconfitta destinata a ripetersi venerdì.

E attorno la sinistra massimalista che non sa bene se giustificare le varie stelle apparse (*), rimpiangere Peppone o crogiolarsi nel godimento masochistico della sconfitta prossima-ventura.
Quella sinistra che fino a ieri si tirava pippe su Iphone-Apple e vai coi carri, oggi riscopre la classe operaia con lo stesso entusiasmo con cui si getta sulle osterie SlowFood (**). Fino a ieri chiudevano fabbriche a raffica e manco un beh, adesso vai di lotta opevaia. Le fabbriche continuano a chiudere anche adesso ma vuoi mettere quanto fa chic prendersela con Marchionne ?

Tutto bello, tutto figo, tutto radical-chic ma tutto tragicamente e tristemente impratico. Perchè, mi sia concesso, escon tali cazzate che, alla fine, la proposta di Vendola della partecipazione azionaria appare tra le più sensate.

Ed è il dramma di questo paese, condannato a rivevere perennemente la sua storia nei momenti peggiori, incapace di evolversi, drammaticamente sclerotico.

(*) il coglione di sinistra è sempre vispo e lotta con noi. Soprattutto in questi momenti
(**) Cava, hai visto quell’opeiavo DOC che ci è appena passato vicino ?

Pubblicato il 11 gennaio, 2011, in Diaristica, Italica, Life, Universe and Everything, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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