K21 e non sai cosa vedi

Con K21 da queste parti s’intende Kunstsammlung o raccolta d’arte del XXI secolo.
Stiamo parlando di uno dei maggiori musei europei di arte contemporanei.

Avevo sempre rimandato la visita, un po’ perchè a me la madonna di Loreto giallo fosforescente diceva poco, un po’ perchè finivo sempre per far altro.
Oggi ci sono stata con un’amica.

Siamo dalle parti di cose oscure, concettuali, strane, colme di istanze. Siamo dalle parti delle grandi installazioni, quelle che richiedono operai ed elettricisti.

In partole povere siamo nel regno del “che cosa vuol dire?”

La risposta è di solito contenuta in un poderoso saggio dove con molte parole si dice che l’opera/installazione esprime “blah blah blah bla”
Nella maggior parte dei casi senza il blah blah ci capisci veramente nulla, con il blah blah arrivi a supporre cose tipo “Mi pigli per i fondelli?”

Prendiamo ad esempio l’opera di tizio. Tu entri nella stanza e c’è un igloo rosso con due manichini. Sopra scritte politiche. Vai avanti ed entri nella seconda stanza e ci sono foto di pezzi di cadaveri e tante tette.
Ora io non ho chiaro cosa c’entrino le tette con i cadaveri, so che entrambi sono presenti in proporzione di 3 tette per un pezzo di cadavere.
Tutto ciò si pensa, almeno stando alle descrizioni, che abbia un profondo valore artistico-politico ed esprima il disagio per l’intervento americano in Afghanistan/Iraq.
Si pensa e si legge sulle cartoline. A me è venuta una faccia da procione pasquale vedendola quelle cose ma io non sono una ifne mente intellettuale.

La stessa faccia, in versione da ornitorinco primaverile, mi è sorta quando ho visto una sorta di cartone animato, vietato ai minori, dove una sorta di personaggio con tette enormi e attrezzo girava ignudo per lo schermo.
Ad un certo punto una scimmia iniziava ad uscirgli dall’ano.
Quale fosse il significato di codesta scimmia e di tutto l’insieme non lo so, so che era affascinante nel suo essere orrenda.
Di sicuro non era porno e neanche oscene. Era solo brutto.

Ci sono state cose che ho apprezzato perchè mi han divertito e, in un caso, perchè mi ha colpito.

Di sicuro pochissimo che avrei voluto in casa mia.

Ho capito quel’era il senso recondibito e simbolico di cosa vedevo ? Boh, mah, forse
Mi sono divertita: si, tantissimo

Rimane il fatto che faccio fatica a considerare il tutto, salvo minime parti, arti.
Lo considero esibizione, show, uno spettacolo tra il frack e lo strano.

il resto sono blah blah blah blah blah

Pubblicato il 27 febbraio, 2011, in Cazzeggiando, Diaristica, Germania, Life, Universe and Everything, Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Eh, sì, ci mancano i tempi del sano realismo socialista…

  2. Fratello, dopo un po’ di arte contemporanea ti vien nostalgia anche del peggio pompier o di Teomondo Scrofani

  3. Due considerazioni: quando uno guarda una complessa equazione matematica si pone il problema di studiare per capirla. Con l’arte capita lo stesso, anche con quella antica che è più accessibile solo a livello superficiale, però sembra scontato non dover studiare.

    L’arte ha abbandonato l’idea di dover essere “bella”. Questo concetto è passato a guidare la progettazione dei telefonini, mp3, pc, pad e simili, fino al punto che qualcuno si chiede se non siano questi gli oggetti d’ate contemporanea. Ma credo che molti ignorino che ci sono presentazioni .ppt, relazioni e bilanci che sono dei veri pezzi d’arte, altro che le scimmie dal cul*!

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