Cortili e musei

Stamattina il clima di Berlino era un tra l’infame ed il trucido, con quel tocco di “[interiezione a casa] che umido” che non guasta mai.
Per qualche motivo misterioso ed ignoto avevo deciso che doveva far caldo e mi ero vestita di conseguenza.
Morale sono uscita dall’albergo, ho provato il piacere di sapere quale sia il clima dove viveva Armaduk, con l’aggiunta di quel tocco di umido penetrante che non guasta, ma ho deciso che andava bene e DOVEVA diventare una bella giornata (*)

Così non sono tornata indietro a mettere una maglia più pensate nè un secondo paio di calzini ma, dura e pura, ho deciso di procedere verso Museeninsel all’urlo “Tanto sto al coperto”.

Ora sarebbe la terza volta che vedo quel posto, la prossima credo che i custodi s’informeranno sulla salute della mia famiglia e inizierò a dare nomiglioli alle statue. La curiosità mia era dovuta al voler andare a vedere come fosse finiti i restauri e vedere la nuova sistemazione che includeva un posto.
Arrivata sul loco, ho incocciato due novità: la nuova sistemazione e il nuovo modello di biglietteria che, per il Neues Museum, include il biglietto a slot: in pratica puoi entrare solo nella fascia oraria indicata.
Tutto questo stava su un cartello davanti ad una specie di camper-biglietteria sovrastato dall’altisonante slogan “Mai più code, fate prima il vostro biglietto”.
Davanti circa 30 persone in coda.

Visto che la cosa mi lasciava un po’ perplessa e il clima non invogliava a stare 30 minuti fermi ho deciso di volgere altrove lo sguardo e provare a cercare una biglietteria alternativa, nel caso fosse esistita, ed accattare la carta dei musei, mitico oggetto da 20 euro che permette di entrare ovunque per 3 giorni (**). Mi è corso anche il pensiero di “cercare un museo alternativo”.

Giro sui tacchi e mi avvio verso Bode/Pergamon surgelando il giusto.
Davanti a Pergamon la coda era di circa 100 persone, tempo stimato per entrare un’ora. In quel momento la biglietteria di Bode mi è parsa lontanuccia e ho deciso di girare sui tacchi tornando alla biglietteria mobile no-coda-ma-ci-sono-30-persone-qui
Arrivata di fronte al “no-code”, ho scoperto che quella roba non esistente era arrivata ad essere formata da circa 50 persone. Sono stati i 40 minuti più lunghi della mia vita recente: la Spree riusciva a tirar fuori un umido da frigo sbrinato ed il vento era da aaaargh.
Arrivata davanti alla signorina richiedo la mia bella carta e lei mi chiede da che museo voglio iniziare.
Io scema come una cutrettola rispondo “Alte” dimenticandomi totalmente che per entrare a Neues, ove si giace Nefertiti, rischiavo di rifarmi la coda
Ho fatto perciò Alte, ho ammirato le solite meravigliose parti posteriori delle statue greche e, per variare, pure le tartarughe

Verso le 13.30 ho iniziato a provare un po’ di languore ma nel museo la caffetteria appariva triste e vagamente priva di cibi.
Ho perciò deciso di provare quella di Neues mentre mi balenava la questione “arrgh il coso segnatempo”.
Avviatami coraggiosamente verso la meta ho notato un cartello non visto prima. Sul cartello si diceva quanto segue:

  1. Potevo fare il coso segnatempo in uno qualsiasi dei musei
  2. Ero pirla perchè mi ero ben surgelata per fare una coda inutile

ho pertanto deciso di iniziare ad usare la mia tesserina magica e sono entrata nel museo più soporifero della storia ossia Alte Nationalgalerie (***)
Sono entrata e avevo una persona davanti. Tempo 5 minuti avevo il mio segnatempo e stavo dandomi della cretina perchè avrei potuto fare tutto in fretta e senza gelarmi.

Neues Museum è bellissimo, le collezioni sono state disposte in maniera molto più sensata, le sale di Amarna sono sempre mozzafiato ed è stato inglobato anche il Museo della Preistoria che prima stava a Charlottemburg.
Ora quest’ultima parte include anche i reperti di Schliemann provenienti da Troia, perlomeno qualche cosa dei pezzi originali perchè il resto sta a Mosca, bottino di guerra.
Indignatissimi cartelli ricordano indignatissimi che la cosa è in violazione di trattati vari e che dovrebbero essere restituiti.

Ora stiamo parlando di oro proveniente dalla Turchia, in un museo che contiene capolavori esportati illegalmente dall’Egitto, vedi tutte le sculture di Amarna Nefertiti inclusa, vicino ad un altro museo dove vi sono città intere estirpate da un tot di nazioni.
Viene un po’ da ridere a leggere di indignazione nei confronti dei russi.

Comunque sia sul piano delle relazioni internazionali, quelle opere d’arte sono meravigliose.

Un po’ meno meravigliosi sono invece gli “antipasti egizi” presi alla caffetteria del Neues. Il tabuleh fatto con i cetrioli mi mancava e l’hummus sapeva decisamente di cartone. In compenso la zuppa di patate con wurstel era buonissima.

All’uscita dal museamento il clima si era girato al bello e sono partita in direzione di Oranieburgerstrasse ovvero degli Hackeschen Hofe ovvero di un posto meraviglioso pieno di negozzi interessantissimi, flagship store di Trippen incluso.
La mia carta di credito ha iniziato ad avere convulsioni ma siamo riusciti ad uscirne quasi indenne nonostante la presenza di questo negozio qui e di quest’altro, detto anche vestiti berlinesi, che presentava persin dei saldi.
Alla fine mi sono limitata ad una pochettina in stoffa da copertura di macchine da stampa (****) ad un prezzo basso. Dai vestiti berlinesi mi son salvata causa taglie modello barbie.

Al ritorno, visto che è sabato e non mi bastava avere fatto due musei e camminato un bel po’, ho deciso di tornare a mettere il naso a KaDeWe. Vedere KaDeWe ho scoperto dopo che era sostanzialmente inutile visto che è una sorta di Kaufhof potenziato all’ennesima.
L’unica cosa trovata molto interessante era la serie di creme/cremine con ingredienti bio o simili.
Per il resto le stesse cose che potevo trovare a Dusseldorf, nulla di più e nulla di meno.

Domani, visto che è domenica e ogni cosa è chiusa, altro paio di musei per tenersi in allenamento.
(*) Non c’era una spiegazione razionale a ciò, puro istinto de panza o “gut feeling” se vogliamo fighetteggiare. Il secondo punto è che ho rimpianto il clima di Dusseldorf ed è tutto dire
(**) La sola isola museale costa 16
(***) dal concetto di “noia mortale” sono esclusi gli impressionisti, Rodin, Mares e la Toteninseln. In tutto 2 sale su 30
(****) Non voglio pensare cosa verrà fuori nel futuro se siam passati dai teloni da camion a quesot

Pubblicato il 6 marzo, 2011 su Germania, Viaggi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Sono belli questi verbali. (Avrei detto che le caffetterie fossero spaziali. E come sono i gift-shop?)

  2. /me s’inchina e ringrazia lusingata per il complimento

    Per le caffetterie dipende molto dal museo. Io amo quella di Bode, molto minimalista e stile caffè. Quella di Neues è piccolina e strapiena.

    Per i gift shop: molto libri tematici. Il mio preferito è quello di K20 a Dusseldorf che ricorda più un negozio di design&gadget che lo shop di un museo d’arte

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: