Il Kindle come rappresentazione del se

kindle

Leggevo questo posto su Friendfeed e mi è lampeggiata una cosa in testa, una cosa mia un po’ strampalata forse o non so: non amo dare il Kindle in mano ad altri, soprattutto se non li conosco più che bene.

E’ come se dessi una parte di me privata, a volte oscura o frivola.
Una parte rappresentata dal libro che sta lì.

Sul Kindle posso avere “Teologia del politeismo” come “Assassinio al budino di prugne” , titoli che di per se stesso voglion dire poco, ma che messi assieme rappresentano due parti di me, di cosa sia che m’interessa in quel momento o mi rilassa.

Qualcosa di un po’ diverso dalla libreria Anobii/Goodreads. Qualcosa più affine a ad avere qualcuno davanti alla tua libreria di casa.

Non so se sia solo una stranezza mai o qualcosa che succede anche ad altri.

So che faccio veramente fatica, che in quei casi cerco di guidare chi guarda attraverso percorsi guidati, su scelte neutre.

Una mia fisima ed una mia paranoia, riconosco, ma anche un disagio che è reale e concreto.

Pubblicato il 12 marzo, 2011 su Diaristica, Riflessioni, Tennologie. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Lascia un commento.

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