Ritorno al paese reale

bose 7-giugno-2011

Nei giorni scorsi ero nel posto della foto: molto verde, armonia, cura, silenzio, il profumo dell’erba e del caprifoglio.
Praticamente l’Arcadia da qualche parte sulla Serra.

Un posto reale ma quanto più di distante vi possa essere dal paese reale.

Per arrivare puoi passare da Ivrea o da Biella, avere un primo contatto con realtà che non dovrebbero avere il degrado della periferia urbana.
O così perlomeno pensi sperando di fare un passaggio graduale verso la metropoli.

Ora la mia scelta è stata di passare da Ivrea e finchè si è trattato di essere sul bus era tutto ok, passaggio graduale, un po’ di capannoni ma nulla che inducesse pensieri tipo “ossignur il bronx”.
Ivrea ha una nuova stazione dei bus, posto collegato alla stazione FFSS via pensilina aerea.

Visto che avevo bagagli assortiti (*) ho pensato di prendere l’ascensore.
Quella meravigliosa struttura vuota avrà circa un anno e, ingenuamente, supponevo che non vi potessero essere parti soggette a degrado totale.

ERRORE: quando si è aperta la porta dell’ascensore è stato come trovarsi in un orinatoio sporco sull’autostrada. Dalla puzza asfissiante alle scritte con accenni a prestazioni sessuali non mancava nulla.
Per fortuna non eran richiesti più di 30 secondi di utilizzo altrimenti si rischiava l’asfissia.
Passata la passerella, stranamente indenne da scritte con descrizione di prestazioni varie, si arrivava al secondo ascensore.

Ammetto di avere avuto un attimo di terror-panico all’idea della puzza ma, pur rimanendo fissa la parte “scritte” nessuno aveva ancora avuto problemi di tenuta idrica.(**)
Finalmente la stazione FFSS.

E lì ho scoperto due cose: Ivrea non è più collegata direttamente a Torino e, per migliorare la cosa, il numero di treni è stato ridotto drasticamente.
Visto che il ridotto numero di treni comporta una attesa considerevole, Trenitaglia ha pensato bene di allietare i suoi passeggeri sparando musica a tutto volume.
Per cui sei lì e hai sta cosa ti rimbomba nelle orecchie, praticamente inevitabile anche se hai le cuffie stante il volume.

La ragione per cui il silenzio dovrebbe essere “male” e tutto quel frastuono “bene” mi sfugge e mi sfugge anche se vi siano stati criteri particolari di scelta di una radio rispetto ad altre.
So solo che era fastidiosa e che il passaggio la paese reale era abbastanza faticoso.

Per non chiamarlo col suo nome reale: traumatico.

(*) Discendere dall’Arcadia senza essersi ampiamenti riforniti di marmellate, candele, libri ecc è da ritenuto sconsiderato. I libri li trovi in giro, le marmellate no e stiamo parlando di cose che rientrano nella categoria “Estasi culinarie”
(**) Sfugge alla mia logica perchè uno debba inginocchiarsi o sdraiarsi per terra per scrivere “Tizia la da a Caio” in un ascensore

Pubblicato il 9 giugno, 2011 su Diaristica, Italica, Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. mannaggia a te annere’,
    da quando il blog non funzionava piu’ pensavo fossi sparita……

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