A proposito di guide, viaggi ed altre evenienze

L’altro giorno leggevo il post “metafisica delle mie guide turistiche” di Scorfano e, a parte spaventarmi per il numero di guide turistiche che appaiono nella foto, ho pensato che il mio modo di viaggiare era esattamente il contrario.

Partiamo dalla destinazione che per me funziona con il metodo “punto il dito su di una cartina e mi oriento su di un continente”. Tutto ciò può avvenire assolutamente a caso, magari ho letto qualcosa d’interessante sul luogo, e può anche avvenire 7 giorni prima della partenza.

C’è da dire che non ho mai molto chiaro quando andrò in ferie e quanto sarà la durata delle ferie. Diciamo che io miro di solito a 15/16 giorni in periodi stravaganti tipo settembre o novembre (*), segue dibattito e, saputo che van bene durata e periodo, inizio a preparare il viaggio.

E’ il momento in cui inizio a vagliare siti di offerte di voli/alberghi o, se non ho voglia di sbattermi, a pensare di fiondarmi in agenzia di viaggio. Tutto ciò avendo in mente alcuni punti fissi ma ignorando totalmente dove io possa finire.

Se l’organizzazione è mia l’itinerario lo faranno gli hotel ed i voli che riesco a trovare, se l’organizzazione è agente-like l’itinerario lo farà cosa c’è di disponibile. Da queste parti si è partiti con l’idea di andare in Egitto e finire a Barcellona, oppure di andare a fare le terme e finire ad Istanbul.

Quest’anno sono ancora in fase di dibattito. Avendo una mezza idea di andare a est ho un presagio che potrei trovarmi a nord-ovest oppure a sud. Dipende.

In questa vaghezza le guide sono qualcosa che fa parte del last minute, di quando ho idea di dove andare e inizio a pensare che forse potrebbe servirmi averne una.

Da quando ho il PadrePiophone viaggio con guida cellularizzata, cosa fighissima nel senso di occupazione, peso, ecc. Un po’ meno figa quando ti trovi ad Istanbul e, mentre guardi la tua cellular-cartina, uno ti fa presente che hai in mano un oggetto che tende ad essere oggetto di furti.
A quel punto decidi che la cellular-cosa è carina ma nulla può sostituire una solida mappa in cartaceo, soprattutto sul piano della sicurezza visto che giro a piedi o coi mezzi.

Il secondo punto, oltre la sicurezza, è che le guide le compero, eccome se le compero. Però non le uso.
Lo scorso anno credo di avere saccheggiato in lungo e in largo Apple Store americano e di essere partita piena di interessantissime app su qualsiasi destinazione.

Credo di averle usate più o meno per sapere dove andare a mangiare e cercare di capire dove fossi (**). Fine del discorso perchè per il resto c’erano le guide locali, c’erano i depliant nei posti e c’erano migliaia di immagini cinematografiche che riempivano la mente.

La guida era un qualcosa di più, qualcosa che arrivava da un paese lontano e descriveva la superficie ma non entrava nel luogo, era un po’ di parole su cosa avessi davanti, parole incapaci di riflettere e ritornare la meraviglia di un altro mondo.

E a questo si aggiungeva la voglia di andare altrove, sempre in posti diversi da quelli che il mio itinerario m’imponeva, legato com’era a treni e prenotazioni.

E’ come quando sul Greyhound mi trovai al bivio tra Nashville e Memphis e più oltre a vedere le indicazioni per New Orleans. Avevo scelto io quelle tappe ma in quel momento avrei voluto cambiarle, avrei voluto quell’altrove che avevo scartato.

Anche se sapevo che c’era ben poco o in quel periodo il clima era mortale, era un altrove che non avrei mai visto. E nel caso di New Orleans c’è proprio un “mai più come allora”.

I miei viaggi sono pieni di quegli altrove che non ho visto e non so se vedrò mai o che non vedrò in quel viaggio. Che siano Baltimora, New Orleans o Efeso poco importa, sono quell’altrove che rimane nascosto sotto una coltre di “chissà com’è”.

Sono la collina oltre la quale non puoi andare o verso la quale vorresti tornare.

E quest’anno questi altrove potrebbero essere ovunque, a seconda di dove porterà il viaggio. E anche quest’anno ci saranno altrove che non vedrò, che rimarranno nel “forse”, nel sarebbe stato.

Perchè “The Road ever goes on” e “Where many paths and errands meet.And whither then? I cannot say.”

(*) Dipende da dove la cartina mi portato
(**) Meraviglie del gps

Pubblicato il 11 luglio, 2011 su Riflessioni, Viaggi. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 2 commenti.

  1. Ricordo qualche anno fa, sul mio tavolo, una decina di preventivi per il rifacimento del bagno di qua e una guida di Cambogia e Laos di là. Indovina come abbiamo investito i soldi quell’anno🙂

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