Libri: A Discovery of Witches

A Discovery of Witches è un libro strano, non che sia qualcosa di sperimantale o altro.
E’ strano un po’ perchè scritto da un’accademica e si sente, un po’ per alcuni particolari tipo i protagonisti che pucci-pucciano citandosi pezzi di Giordano Bruno (*).

Siamo dalle parte dell’urban fantasy incrociato con “il nome della Rosa”, il tutto condito da una romanticissima storia d’amore proibito.

Sullo sfondo un manoscritto alchemico smarrito, discussioni sull’evoluzione delle specie e storia della scienza.

Qualcosa che poteva finire nel settore “cagata pazzesca”, un nome su tutti: “Il codice Da Vinci”,  ed è invece riuscito nell’intento di essere affascinante, coinvolgente e divertente.
Non un capolavoro, non qualcosa che faccia urlare a “Questo è il libro della mia vita” ma qualcosa che gioca decisamente in un’altra categoria rispetto al classico paranormal romance dove lui è fighissimo-machissimo e lei o gira con 4 pistole ed è cintura nera di arti marziali, vedi Anita Blake, o ha il livello cerebrale di un’ameba, vedi un sacco di roba.

Senza raccontare la trama si può dire che ci sono di mezzo un antico manoscritto alchemico andato smarrito, un vampiro, una strega e una storia che è intrigo, presa di coscienza e romance puro; a mettere assieme il tutto un assunto molto simile a quello di Butcher: il paranormale esiste ma l’uomo tende a ignorarlo o negarlo per paura.
A differenza di molti libri americani non contiene noiosissime scene di sesso (**) e ciò, dopo aver dormito abbondantemente sull’ardeur della Hamilton, è da giudicarsi estremamente positivo.

I punti negativi:

  1. E’ lungo 808 pagine sul Kindle (569 su carta), in alcuni punti la tira piuttosto per le lunghe
  2. In alcuni punti la sospensione della credulità deve essere assoluta per evitare l’effetto ridicolo
  3. As usual non è tradotto in italiano come succede coi buona parte della urban fantasy contemporanea e arrampicarsi sulla storia dell’alchimia in inglese è a volte un po’ arduo.

Vale la pena di leggerlo? Si se amate la fantasy e non vi scocciate da morire a leggere storie romantiche. No se amate l’epic fantasy e l’azione

(*) E’ bizzarramente rinfrescante sentir parlare di Giordano Bruno in veste di pensatore e scrittore al posto del trito-e-ritrito citarlo come icona dell’anticlericalismo italico.
(**) L’erotismo del romanzo medio americano è inesistente tanto è meccanico e ripetitivo

Pubblicato il 17 luglio, 2011, in Libri con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

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