Io sto coi lupi (di assessori, lupi e conti che non tornano)

Lupo assonnato

In Piemonte, regione di cui si parla un sacco a proposito di questioni ambientali, son tornati i lupi. (*)

Non che ce ne siano branchi enormi o altro, semplicemente succede che i lupi siano carnivori e, secondo tradizione, mangino le pecore.

E succede anche che i lupi siano una specie protetta.

Fin qui siamo nel normale corso delle cose naturali: un carnivoro che mangia un erbivoro, un lupo che mangia una pecora.
Qualcosa che succede da qualche millennio e che di solito scatenava la caccia al carnivoro.

Si supponeva che nell’anno di grazia 2011 le cose fossero un po’ diverse, si pensasse a modalità diverse di gestire il problema.
Ed invece no, noi qui abbiamo gli “amanti delle tradizioni” (**) in verde per cui ci si ritrova davanti  ad asserzioni come questa o questa:

” Sono 82 in pochi giorni le pecore e le capre uccise dai branchi tra le montagne del Cuneese, e l’assessore regionale all’agricoltura, Claudio Sacchetto, chiede al ministero di procedere a un abbattimento programmato. ”E’ ora di intervenire”, dice, senza nascondere le critiche a certe ”strutture ministeriali”. ”Basta – afferma – con le cieche componenti ideologiche: questa e’ una problematica oggettiva”

Ora io ho qualche preclusione ideologica, più sui leghisti che altro, ma ho anche la stravagante idea di stare dalla parte dei lupi, in quanto specie protetta, e ho un serio problema a capire perché sapendo che di solito sono dalle parti dell’Argentera, scopro che c’è un problema legato a loro ad Oncino (Valle Po), circa 50 km più a nord.

Capisco che la tradizione voglia che il problema con in lupo si risolva con lo schioppo ma penso anche non tutte le tradizioni debbano essere rispettate. Per esempio da quelle parti la tradizione vuole che alcune diatribe si risolvano a colpi di tridente ma ho il vago sospetto che la legge non sarebbe d’accordo.

Allo stesso modo non capisco come mai i giornali locali del saluzzese parlino di branchi di cani randagi ed il nostro assessore parli di lupi.

Secondo me è tutta questione di tradizioni, lupo mangia pecora vuolsi, e “cane randagio mangia pecora” è innovativo e probabilmente gli suona come un problema ideologico.

Rimane il fatto che i lupi sono circa 50, leggi C-I-N-Q-U-A-N-T-A, e faccio fatica a capire che ci facciano con tutti quei capi nel giro di pochi giorni. Sarà la tradizionale fame da lupo suppongo.

Rimane il fatto che io sto dalla parte loro, perchè sono specie protetta e perchè ci saran ben modi più intelligenti che affidarsi allo schioppo.

E rimane l’amarezza che di fronte ad un pesante attacco all’ambiente la notizia passi suscitando pochissime reazioni.

Forse perchè è una pura, purissima  notizia di attacco all’ambiente e non è un evento politico.

Ma è probabile che io abbia qualche preclusione ideologica

(*) Pare anche la lince ma è un altro discorso
(**) Quelli in verde, quelli che vanno a cercare il Graal in Cornovaglia peccato fosse a Glastonbury secondo la leggenda. Son solo 150 km più ad est

Pubblicato il 20 luglio, 2011, in Italica, Politica, Realta' con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. Ma esistono ancora pecore transumanti durante la notte?

    No, perche’ io un attacco diurno di lupi in presenza di un pastore non ne riesco ad immaginare. Dovrebbe succedere che le pecore siano fuori e senza pastore di notte…

    Uriel

    • Saprei risponderti per i bovini, esistono e pascolano liberi e belli senza pastore, ma non per la parte ovina. Suppongo che di notte li faccian rientrare e il pastore non sia a 80 km di distanza, non foss’altro che gliele portano via.

      Nei giorni gloriosi in cui il mio cane decideva che era un ottimo target da far correre so che era senza pastore e allegato cane; non eravamo però ai 2 mila ma non lontano dalle cascine

      In realtà i giornali locali parlano di cani inselvatichiti il che rende tutto molto più plausibile

  2. lupi comunisti!

    (il “cane-mangia-pecora” come problema ideologico mi ha fatto ridere assai. Per non parlare della fame da lupo😉

  3. 1) Ottantadue capi ucciso non ritengo sia un numero reale, tanto per (non) cambiare c’è qualcuno che ci fà la cresta.
    2)Nel corso del tempo i lupi hanno perso parte del loro corredo genetico, incrociandosi con i cani randagi, il che forse spiega l’incertezza degli amministratori e/o osservatori nella definizione del “canide”.
    3) Di solito chi denuncia l’uccisione di un capo da parte della fauna selvatica predatrice chiede anche (e gli viene solitamente accordato) un lauto compenso, superiore al valore di mercato (il che spiega l’esagerazione ritenuta al punto 1)
    4) Solitamente per la fauna selvatica d.o.c. (non cani ed altri, cosiddetti randagi), in ispecie ad i predatori, si applicano radiosegnalatori/gps per tracciarne gli spostamenti e sapere con certezza se e dove si trovano o trovavano; non so se tale usanza vi sia anche in italy.
    5) cinque
    Grazie e buone cose.

  4. Il lupo nella tradizione popolare italiana è sempre stato carico di simboli negativi e visto come animale minaccioso contro il quale combattere.Nel paese di mia nonna, un paesino sulla via Flaminia, chi aveva la fortuna di uccidere un lupo lo poteva esporre la domenica appeso a testa in giu’ nella piazza principale, accreditandosi cosi’ stima e merito presso gli abitanti. Poi insorgeva la folla a fare man bassa e ridurre a bastonate il povero animale fino a renderlo irriconoscibile.

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