Teoria del cane sdraiato e dell’umano movente

Would You like Gravy with that?

In questi giorni, a parte tentare di imparare a volare partendo da pietre bagnate, ho osservato i cani-crowdsourcing (*) ed i loro comportamenti.

Ne sono uscita con una serie di osservazio che si potrebbero sintetizzare in “il cane si sdraia sempre nel posto ove ha maggior possibilità di far inciampare l’umano”, tutto ciò dopo aver inciampato tre volte in uno dei cani e aver passato sia la parte “Ma metterti da un’altra parte no?” sia l’assoluto senso di colpa che il cane riesce a suscitarti quando gli pesti zampa/coda/ecc.

In sintesi ho osservato le seguenti cose:

  1. Dato un cane di taglia piccola, il cane tenderà a sdraiarsi nel posto di maggior passaggio ove è assolutamente certo che riuscità a far inciampare qualcuno o a farsi pestare
  2. Dato un cane di taglia piccola, nel caso decidesse di non sdraiarsi nel posto di maggior passaggio, tenderà a mettersi sulla vostra linea di camminamento, soprattutto se avete in mano qualcosa d’ingombrante che vi impedisce di vederlo.
  3. Dato un cane di qualsiasi taglia, partendo da quelli taglia microbo per arrivare agli irish wolfhound, egli o ella, pur essendo stato ripetutamente cazziato per il posizionamento detto “tra le palle”, tenderà ad assumere l’aria più languida e sofferente nel momento in cui lo pesterete provocando maree di sensi di colpa.

Per quanto prima abbia parlato di “cani di piccola taglia”, è da notare che anche i cani grossi tendono a mttersi in posizione “tra le palle” con la sola differenza che la mole li rende più visibili e meno soggetti a calpestamento o inciampo umano.
Esiste però una costante del cane di grossa taglia che difficilmente si riscontra in quelli di minor stazza: dato un caldo bestiale, il cane di grossa taglia tenderà a sdraiarsi sui vostri piedi o, nel caso ciò fosse possibile, direttamente addosso a voi.
La vicinanza sarà inversamente proporzionale alla massa del pelo presente sull’animale per cui si assume che il massimo dell’accaloramente da “cane in fase di affetto” lo si riscontrerà con un San Bernardo a pelo lungo.

Il mio pastore tedesco, pur non essendo dotato di eccessivo pelo, tendeva a compensare alitandoti direttamente in faccia (**).

Osservando al tempo stesso il gatto di casa, ho notato che una minore tendenza allo “sdraiarsi nel posto più trafficato” ma una decisa attenzione a trovare quello più polveroso e pieno di ragnatele.
Dato ciò, ho pertanto formulato la teoria del “gatto polveroso” ossia “Dato un posto ove vi sia presente della polvere ed un gatto, l’attrazione esercitata dal posto sul gatto sarà decisamente superiore a quella esercitata da qualsiasi altra cosa”.
Ciò, pur provocando il noto effetto “gatto starnutente e impolverato” tende però ad aiutarvi nella manutenzione della casa aiutandovi a scoprire qualsiasi angolo ove vi sian rimaste ragnatelo o polvere.

Naturalmente, mentre vi avvierete armati di stracci, troverete il cane sdraiato sulla vostra linea di camminamento e blah blah blah

(*) Alla faccia di qualsiasi discorso sulla lealtà canina, i cani dei vicini tendono a raccogliersi attorno a casa mia nel we. Anzi, a dirla tutta, tendono a passare il we a casa mia.
(**) 55 kg di cane addosso e alitata in faccia. Eran momenti in cui anche il più profondo degli affetti veniva messo alla prova

Pubblicato il 1 agosto, 2011, in Cazzeggiando, Realta' con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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