Guzzanti, la ricchezza e il mischione religioso

Via Rejna ho scoperto una perla di Guzzanti su “povertà come maledizione divina” che fa invidia agli articoli di Repubblica.

Ma andiamo con ordine e proviamo ad esaminarne alcuni pezzi.

Il nostro inizia e scrive: “Tutto è nato probabilmente da un rozzo errore di traduzione, perché kàmelos in greco vuol di­re sia cammello sia filo, sicché la celebre frase del Vangelo suona­va in origine così: «Entra più spe­ditamente il filo nella cruna dell’ ago che un ricco in paradiso»

Ora la Bibbia CEI, MT 19-24, dice: “Ve lo ripeto: è più facile che un cammello passi per la cruna di un ago, che un ricco entri nel regno dei cieli”. ” e la Bibbia di King James, parliamo di versione secentesca, a sua volta recita “And againe I say vnto you, It is easier for a camel to goe thorow the eye of a needle, then for a rich man to enter into the kingdome of God.”

Non ho voglia di cercare la Vulgata di San Girolamo ma i casi son tre:

  1. Guzzanti tira una boutade perchè non sapeva come iniziare
  2. Guzzanti ignora che ogni traduzione biblica è basata confrontando versioni in ebraico, greco, latino e discutendo parola per parola
  3. Guzzanti è Don Brown sotto mentite spoglie e possiede i testi originali che eran nascosti all’interno dei Manoscritti del Mar Morto

Portiamoci avanti perchè, dopo questo inizio folgorante, ci troviamo questa asserzione: “Come dire: non tutte le ricchez­ze e no­n tutti i ricchi sono in rego­la con la morale e qualcuno sten­ta a passare.
No, no, no.  A meno che la tua versione prima fosse “un’errore di traduzione pur essa” perchè hai detto “un ricco” e il linguaggio evangelico-biblico sarà simbolico finchè si vuole ma quando parla di “ricco” parla proprio di uno con beni e quando parla di “ricchezza” scrive proprio ricchezza.

E invece, secondo lui: “Mentre la ridicola versione secondo cui un ricco ha meno probabilità di entrare in paradiso di quante ne abbia un cammello di passare attraverso la cruna d’ago, significa che nessun ricco e nessuna ricchezza sono moralmente accettabili. Mai e in nessun caso.

Visto che si parla di citazione evangeliche suppongo che anche quella sul non poter servire Dio e Mammona (Mt 6,24) o  “Se dunque non siete stati fedeli nella iniqua ricchezza, chi vi affiderà quella vera?” (Lc, 16-10) sian ridicole e derivino da qualche stordito monaco medioevale che non sapeva tradurre.
Ah, quei comici dei 4 evangelisti e quel rintronato di San Gerolamo.

Proseguiamo ed esce Calvino, Giovanni non Italo, che non poteva di sicuro mancare in un pezzo ove si parla di povertà come maledizione divina.
Ma di fronte a questo pezzo “E c’è voluta la rivoluzione religiosa di Calvino per riabilitare la ricchezza benedetta da Dio che ne fa il marchio di fabbrica: Iddio arricchisce i suoi prescelti.”
C’è un piccolo, piccolissimo problemi e lo metterei in evidenza citando Max Weber “With the consciousness of standing in the fullness of God’s grace and being visibly blessed by Him, the bourgeois business man,as long as he remained within the bounds of formal correctness,as long as his moral conduct was spotless and the use to which heput his wealth was not objectionable, could follow his pecuniary interests as he would and feel that he was fulfilling a duty in doing so.” (The Protestant Ethic and the Spirit of Capitalism)

moral+conduct+spotless sono le parole centrali. No BungaBunga buddy, puoi essere ricco ma devi pure essere un pelino puritano. La vita è dura, Madre Natura è un po’ stronza e tu non hai capito un piffero del capitalismo di stampo calvinista.

Ancora meglio è la frase seguente: “Ma un tale criterio è conosciuto da noi in Italia, dove il calvinismo non è mai approdato e dove la saldatura micidiale fra comunismo pauperista e cattolicesimo anabattista ha ghettizzato la ricchezza nel lager «sterco del diavolo»

O porca miseria, quel comunista di Francesco d’Assisi. Stai a vedere che la versione originale de “Il Cantico de le Creature” diceva “Laudato sii mi Signore per nostra sora falce e nostro frate martello”. Poi si sa come finisce, il solito monaco mediovale che si perde un pezzo et voilà.

Taglio sul pezzo sulle persecuzioni agli ebrei perchè non c’entra un piffero, senza contare che gli ebrei subivano persecuzioni pure nei paesi dove poi sorse il capitalismo calvinista, ma si vede che anche qui qualcuno ha sbagliato a tradurre i testi che Guzzanti non dove aver letto.

Salto pezzi di fegato ed arrivo ai due punti cruciali: “Nelle civiltà cresciute nel calvinismo, chiunque faccia denaro illegalmente va in galera, ma chi lo fa secondo le regole è più vicino a Dio e questo principio è alla base del famoso saggio di Max Weber sull’etica protestante e lo spirito del capitalismo.

Ora Max Weber l’ho citato prima e l’unica cosa che mi viene in mente è che Guzzanti l’abbia letto nella versione “narrata ai piccoli” perchè, proprio nel pezzo citato, Max Web parla di condotta “spotless” ed è la condotta ascetica a portarlo vicino a Dio, non la ricchezza.

E poi la frase ad effetto: ” In quelle società, al povero si dovrebbe chiedere: che cosa hai fatto dunque di male se Dio ti punisce con il sudiciume della povertà, anziché con l’ordinato lindore del benessere?

Cuore sintetizzava con “Siete poveri? Cazzi vostri” ma il povero, a questo punto, inizierebbe forse ad avere qualche dubbio di fede visto che da una parte gli si dice che se è povero è a causa di qualche maledizione divina ma, quello stesso Dio, altrove dice “Beati i poveri”.
Secondo, proprio per questioni di base di cristianesimo, la punizione hic&nunc non è presa in considerazione. Per cui avremmo il nostro povero che non solo è bastonato ma pure si deve porre domande che sono tipiche del paganesimo antico e rabbonire una divinità arrabbiata con lui. Come lo sa solo lui visto il mischione di religioni.

Almeno i fondamentalisti protestanti, quando tirano in ballo le punizioni divine sotto forma di terremoti, lo fanno alludendo a condotte licenziose. Un minimo di chiarezza e poca possibilità di incomprensioni dovute a cattive traduzioni

Salto un ulteriore tot di pezzi dove il nostro rovescia il fegato sul monitor ed arrivo a questo pezzo qui: “In una società fragile che ha nel suo Dna Masaniello e Cola di Rienzo, Savonarola e l’assalto ai forni, gli untori e la colonna infame, è un gioco da ragazzi far credere sempre che le difficoltà, le crisi, le pestilenze e i crolli in borsa, siano opera della losca confraternita dei borghesi produttori di profitto

Ora tralasciando il fatto che la vedo dura pensare che una pestilenza sia colpa del capitalismo borghese classico e che storicamente veniva scaricata su streghe-ebrei-eretici, ho vaga memoria di un nome che erano i Medici e che casualmente eran i banchieri che finanziavano mezza Europa. Eran pure italiani e credo abbian governato per circa 350 anni in un posto chiamato Firenze.

Seconda cosa nutro  fieri dubbi che un crollo di borsa sia opera di una losca confraternita di muratori che speculano sui futures.

A questo punto avrei alcuni conigli per Guzzanti:

  1. Si legga Max Weber, possibilmente in versione integrale e cercando di capire cosa scrive
  2. Eviti di parlare di storia a meno di avere consultato un testo sul tema ed averne letto almeno l’indice
  3. Mi chiedo però come la mettiate dalle parti del PDL  con il “cattolicesimo come collante della società italiana” ed il contestuale attacco alla dottrina sociale della Chiesa
  4. Ho riso molto, mi spiace solo che qualcuno scambierà questo splendido pezzo di cabaret per un articolo serio

Pubblicato il 12 agosto, 2011, in Italica, Politica, Realta', Riflessioni con tag , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 6 commenti.

  1. io sapevo che l’errore di traduzione c’era ma nell’originale al posto del cammello ci sarebbe una gomena, quindi qualcosa che comunque non passerebbe per la cruna dell’ago.

  2. Ricordo vagamente qualcosa del genere. Peraltro la gomena rende la frase più logica senza modificarne il senso🙂

  3. infatti, il fraintedimento non riguardava certo un “filo” ma una corda spessa, tipo di canapa. Altrimenti tra gli autori della Bibbia dovremmo annoverare anche un antenato di Lapalisse🙂

    per il resto, mi stupisco che ci sia ancora gente che legge Guzzanti (e quindi gente che lo fa scrivere). La sua credibilità dovrebbe ormai essere un numero n a scelta sotto zero anche per chi legge il Giornale.

  4. @marcella: il Giornale, come ormai ogni altro quotidiano italiano, campa di sovvenzioni statali e rimborsi per il macero. Virtualmente può far scrivere chiunque per quel che vale.

    Per il resto, tutto molto gustoso, ma mi resta un tarlo: il cattolicesimo anabattista è qualcosa di esistente o esistito? Se uno è anabattista, mica è cattolico…

  5. Ho controllato sulla mia Merck/Barbaglio (Edizione critica del nuovo Testamento con testo greco a fronte) e la dizione è cammello, non è presente nessuna altra “lectio”

  6. Vedi, una lingua dove una parola significa sia “cammello” che “filo” , che genere di roba puo’ produrre? Cioe’, questi scrivono di una tizia che si chiama Europa che si fa rapire da un toro bianco e poi si tromba con un cigno, e alla fine scopri che “toro bianco” poteva anche voler dire , che so io, “macellaio del brenta” e che “cigno bianco” e’ un altro modo per dire “Arturo”.

    La mia personale opinione e’ che la Bibbia racconti una partita di calcio assiro. Solo che poi , sai, scrivendo in lingue di merda dove la stessa parola significa sia “cammello” che “filo”, sarcazzo cosa salta fuori….. magari ci fondi una religione.

    Mi auguro che nessuno trovi mai una copia della settimana enigmistica di Sparta.

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