Coming out letterari (di autori, serie tv e fantasy)

Premessa: il post mi è venuto in mente leggendo questo post di Buonipresagi

Per qualche bizzarra ragione non amo particolarmente George Martin. Ho letto “A Game of Throne” e “A Clash of Kings” ma non riesco a farmici prendere più di tanto.
Ogni tanto ci riprovicchio ma rimane lì, nel limbo di quelli di cui percepisci la bravura ma non riesci a farti prendere fino in fondo.
Un bravissimo autore di Epic Fantasy(*) che però non mi emoziona.

Per me il grande autore di Heroic ed Epic rimane David Gemmel ed il suo ciclo dei Drenai.

Ed i massimi nel settore rimangono Tolkien, Leiber (*) e Pratchett, sempre a mio umilissimo parere. (***).

Cosa mi ha colpito è come Martin, pur scrivendo da più di un decennio, fosse calcolato pochissimo dal lettore mainstream.
Poi è arrivata la serie tv e – ZOOOT – un sacco di esperti di fantasy sono usciti fuori discettando di elfi e nani e scambiando brutalmente Shannara con LOTR (Lord of the Ring, fa figo usare la serie).

Ora io ho una piccola, minuscola speranza che Martin possa fare da traino ad altri. Possa portare un po’ di gente a rendersi conto che la fantasy è un genere letterario piuttosto complesso, vasto, che può andare dagli incroci con lo steam punk fino alle favolette più blande.
Può essere riflessione sull’uomo, creazione di universi paralleli, fantasia.

E può essere una marea di autori che fino ad oggi o sono tradotti a pene di segugio, prendi Pratchett, o sono non proprio pubblicati sul suolo tricolore, vedi Butcher.
Oppure sono stati trattati in maniera barbara, come il ciclo di Jordan interrotto al settimo libro (sarebbero 13).

Ho invece il terrore di vedere “American Gods” divenire una serie tv. Un po’ perchè, come ha scritto Gaiman stesso, è difficilissimo trasferire qualcosa con diverse chiavi di lettura, in formato televisivo.
Un po’ perchè tremo all’idea di alcune discussioni che trasformerebbero una storia che è anche di cambiamenti, di crescita e di presa di coscienza nella versione tv di una soap-opera.(****)

Sullo sfondo rimane la tragica situazione del genere in Italia. Genere visto unicamente come intrattenimento, privo dell’allure intellettuale della science-fiction.

Possiamo avere speranza ma, per adesso, si sa solo che una serie tv è riuscita a far successo e a portare un po’ di gente a scoprire un nuovo autore.

La speranza profonda sarebbe invece il contrario: la scoperta di nuovi autori perchè è nato interesse per il genere.

Per puro pragmatismo, visto come gira il fumo, suggerire ai signori della tv di iniziare anche qualche cicletto su Lankhmanr, Drenaie, sempre non sia di troppo fastidio, tradurre in italiano i cartoon e film tratti da Pratchett.

Sia mai che …

(*) Io lo vedo più sul genere Heroic ma non ho voglia discettare sulle sottili differenze tra un genere e l’altro.
(**) Tolkien va oltre i genere e, per la carità, smettetela di tirar in ballo nani ed elfi. Leggetevi il Silmarillion e ci trovate non solo l’epica e la fantasy ma un’intera cosmogonia. Leiber, un altro grandissimo, è un caso a parte visto che mischia generi tra l’horror e la fantasy.
(***) Jim Butcher per la urban fantasy ma siamo ancora in un universo diverso.
(****) Penso potrei flammare nel leggere cose tipo “se leggo il libro spoilero la serie”

Pubblicato il 11 settembre, 2011, in Libri con tag , , , , , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. Lascia un commento.

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