E quindi ? (di indignati e varie)

Debbo dire che, al contrario di Uriel, provo abbastanza simpatia per il movimento nato come “Occupy Wall Street” non foss’altro perchè è qualcosa di nuovo sulla scena politica americana.

Sono d’accordissimo sul fatto che gli americani sian vissuti per un decennio considerando normale coprirsi di debiti, mutui che coprivano il 120% del valore degli immobili e stupidaggini di vario genere (*).
Non sono d’accordo che tutti fossero convinti della giustezza della situazione: già una decina di anni fa ho conosciuto gente in rete che era perplessa dal modello e dall’avere il vicino di casa con 20 anni di restituzione del debito sulla carta.

Ora, come già detto prima OWS, presenta aspetti di novità che trovo positivi: la presa di coscienza di una situazione e l’introduzione di un nuovo soggetto nella politica americana.

Disgraziatamente, se cerco informazioni sulle motivazioni e le idee che stan dietro al corteo odierno di Roma trovo solo che c’è un grosso mischione di Notav, movimenti studenteschi, Cobas, antiberlusconiani e no-global vari.

Nulla di nuovo o particolarmente eccitante, same old story e same old scene.

Lasciamo perdere per un attimo le accuse di fighettismo (**) e lasciamo perdere anche il fatto che i notav mi provocano l’orticaria, la mia domanda è puramente politica: quali sono i programmi, le idee unificanti che stan dietro questa cosa ?

Detto come va detto “Un altro mondo è possibile” era un gran bello slogan, ma oggi il Brasile, che veniva visto come modello alternativo di sviluppo, è tra i BRICS mentre noi siamo tra i PIGS.

E’ chiaro che c’è un malessere diffuso sul grigiore economico che domina in occidente ma se vedo cartelli in cui si torna a parlare di comunismo come alternativa, rimango perplessa e non poco visto che si parla di un sistema politico fallito 30 anni fa.
Se vedo il cartello no-global, trovo riferimenti a un qualcosa attuale 10 anni fa ma che non ha prodotto grandi risultati.

Quindi? Figo, bello il corteo. Ma dopo il corteo dove si va e cosa si propone ?

Ed è questa la risposta che non riesco a trovare da nessuna parte. Nè nei racconti nè nelle discussioni.
Come se la stasi economica portasse anche ad una stasi delle idee, all’impossibilità di una visione che vada oltre il notav/no-berly/ecc.

Un’altra visione pare non essere possibile, l’unica visione è quella di un ritorno a modelli già sconfitti o al ripetere di ritornelli politici che son gli stessi da 20 anni.

Ed è questo ad indignarmi, questa mancanza totale di una visione politica e di sogni.

Cosa rimane sono solo slogan e la certezza che non esistono novità da queste parti.

(*) A NY un dog sitter quotato va sui 5 mila $ la settimana.
(**) Spero che non tutti stiano raccontando la loro indignazione contro il capitalismo da un cellulare che costa 700 euro o su un portatile che va dai 1.200 euro in su.

 

Pubblicato il 15 ottobre, 2011 su Italica, Politica, Realta', Riflessioni. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 3 commenti.

  1. Condivido parzialmente la disillusione su *questi* movimenti, ma il mondo non finisce là dove arrivano Repubblica e Corriere. Per fortuna ci sono movimenti migliori, e direi, per fortuna non se ne parla. La notorietà va gestita ed ora c’è ben altro da fare.
    Cmq un esempio, per dire in quella galassia che ora viene chiamata “noglobal” c’erano quelli che 10 anni fa ed oltre parlavano di tobin tax, che da allora è poi stata ripresa dai governi; c’era chi faceva notare che il PIL non fosse una grande misura di benessere e da allora stanno venendo studiati miglioramenti da vari governi (ovviamente non il nostro, per quanto l’Istat cerchi di darsi da fare); c’era chi parlava di rivedere il sistema brevettuale ed oggi l’europa sta provandoci (malamente, schifosamente, ma si muove); c’era chi parlava di limitare il consumo di territorio ed ora qualche stato si sta muovendo; c’era chi evidenziava i problemi dell’agricoltura ed ora sta venendo rivista… etcetc… insomma, non è poi vero che non esca nulla di concreto.
    E’ solo che Repubblica, Corriere, Santoro e 24ore non sanno distinguere un calendario per camionisti da una derrata di grano da una cartolarizzazione.
    Penso che dalla brotta prossima ventura se non uscirà la soluzione almeno una ventata di realismo si.

  2. Non scrivo sempre così male eh, giurin giurello🙂

  3. @Quartz (non ho capito cosa sia la brotta🙂 )

    Una ventata di realismo sarebbe qualcosa di innovativo. Unita a quel pizzico di utopismo, potrebbe scatenare un cambiamento reale
    E ciò è cosa buona!

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