Non capisco ma mi adeguo (o del decreto sviluppo)

Leggo sul Corriere a proposito del decreto sviluppo:

Oltre alle pagelle, anche i biglietti dei bus diventeranno elettronici: per «incentivare l’uso degli strumenti elettronici per migliorare i servizi ai cittadini nel settore del trasporto pubblico locale, riducendone i costi», le aziende di trasporto locale «adottano sistemi di bigliettazione elettronica e di pagamento interoperabili a livello nazionale».

Ora mi sfugge come si possano migliorare i trasporti usando una tessera magnetica e come, sul breve periodo, si possano ridurre i costi visto che che le tesserine elettroniche qualcuno dovrò produrle, dovranno implementare lettori e dismettere tutti i vecchi lettori e macchinette per i biglietti.

Suppongo che le aziende del settore elettronico gioiranno, sempre che gli appalti rimangano in codesto paese, ma dal punto di vista dell’utente e pagante mi chiedo quanto venga a costare questa botta d’innovazione e quale sia il risparmio reale.

Altra novità è quella di un mercato dei carburanti organizzato «all’ingrosso» nel quale i prodotti petroliferi saranno negoziati con listini «almeno settimanali». È quanto prevede la bozza del decreto sviluppo. A gestire la «borsa carburanti» sarà il Gestore dei mercati energetici e dei carburanti (Gmec).

In soldoni vuol dire che avremo un altro ente con personale, boiardi, responsabili ecc ecc. Anche qui mi chiedo quale possa essere l’impatto sullo sviluppo e quali siano i costi ma son domande oziose.

La perla la trovo però qui:
Addio alle pagelle: dal 2013 arriveranno solo via web insieme ai certificati. Lo stesso è previsto per iscrizioni e pagamenti delle tasse scolastiche. Lo si legge nella bozza del decreto sviluppo, che spiega come la misura riguardi «le istituzioni scolastiche pubbliche di ogni ordine e grado».

Ora io sarò tarda ed è tardi, non capisco come faccia a funzionare questa cosa considerato che in Italia esiste una cosa che si chiama “digital divide”.
Se non ho un pc dovrò andare dal vicino e, al posto del classico “prestami il sale”, dirgli “prestami internet”?
E, nel caso abbia bisogno di un certificato, se non possiedo una stampante o è rotta che faccio?

Mi paiono cose belle. Non capisco cosa c’entri lo sviluppo, salvo per l’impatto sul settore IT, ma suonan bene.
Anche se dubito che impattino molto, tranne che nel numero di discussioni ed altri che si porteranno dietro.

Pubblicato il 19 ottobre, 2011, in Italica, Realta', Riflessioni, Tennologie con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Nelle intenzioni, il vantaggio sarebbe di avere un biglietto unico nazionale. Il sistema di pagamento , cioe’, sara’ condiviso: compri una corsa, e puoi usarla sia a milano che a Roma. Nelle intenzioni e’ fantastico, perche’ puoi farti un abbonamento unico e prendere i mezzi ovunque tu sia.

    In pratica, le uniche aziende che hanno una tecnologia per fare pagamento e revenue distribuito sono le telco. Mi sa che sia un regalo a Telecom Italia. In ogni caso, se lo faranno, non e’ un male.

    Semmai preoccupa la storia del mutuo alle coppie garantito dallo stato. Significa che i mutui in sofferenza verranno chiusi: la banca minaccera’ le coppie in crisi, chiedendo di accendere un altro mutuo contestualmente alla chiusura di quello esistente, e il nuovo mutuo sara’ garantito dallo stato. Di fatto, questo permettera’ alle banche di scaricare le sofferenze sullo stato, ovvero sul contribuente.

    • Uriel, il biglietto unico nazionale sarebbe una figata, qualcosa di unico al mondo. C’è però un “ma”: in Italia i trasporti sono gestiti a livello municipale e la vedo dura nell’unificare tutte le trasmissione di dati, la ridistribuzione degli incassi ecc😦

      Cosa mi lascia anche perplessa è che in qualsiasi città mi venga in mente il biglietto può essere “tessera magnetica”, tipo la Oyster card a Londra, o cartaceo. Non credo che in nessun posto vadano unicamente di tesserina magnetica (ricaricabile o meno)

  2. SIAMO SICURI CHE SIA UN DECRETO SVILUPPO ????? MI PARE UNA GRAN PAGLIACCIATA (al solito).

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