Destra/Sinistra (o della confusione italiana)

Nota: questo post nasce da una discussione avuta in giro su destra e sinistra.

Che la politica italiana sia disastrata credo sia un dato assodato, che siano disastrati pure i concetti della politica un po’ meno.

Oggi come oggi non paiono essere molto chiari i concetti di destra e sinistra perchè viene considerato sinistra tutto quanto non è legato a Berlusconi.
Non possiamo neppure parlare di bipolarismo, abbiamo semplicemente il concetto di non-berlusconiano/berlusconiano.

Succede così che passino per persone di sinistra Travaglio, Di Pietro e, risalendo indietro con gli anni, vengano resi di sinistra Montanelli, Sturzo, Gobetti, Einaudi.
Qualsiasi cosa sia stata simbolo di un’Italia civile viene forzatamente messa nello stesso calderone provocando dei danni mostruosi.

Perchè la continua, totale e perpetua demonizzazione di una parte non è sana, non porta a una crescita di pensiero politica.
Porta a sminuire la storia e a togliere forza al pensiero politico.

E a me sembra una delle basi della drammatica situazione della politica italiana. Avendo abolito l’anomalia, la diversità ed azzerato tutto sul pro/contro, abbiamo perso capacità dialettica e di pensiero politico.

Abbiamo perso l’idea di cosa siano destra e di cosa sia sinistra. Abbiamo solo preso e mischiato tutto.

Ci sono almeno due generazioni di italiani che non han mai sentito un discorso di sinistra classica (*) o di destra liberale e laica.
Han solo sentito parlare di pro/contro, tutto il resto è andato perso nel calderone.

Riusciremo a riprenderci? Forse con la scomparsa dalla scena di Berly, ottimo catalizzatore di tutto un sistema, potremo pensare di tornare ad una situazione di politica a livello europeo.

Perlomeno ad un livello in cui non ti capita di sentire in giro che La Stampa è di sinistra (**)

Fino ad allora abbiamo solo l’acqua di rose, il populismo o l’utopia. Di discorsi di Politica neppure l’ombra.

(*) non sto parlando di pezzi d’antiquariato stile Ferrano
(**) Ah i compagni Gramellini e Gambarotta

Pubblicato il 7 novembre, 2011, in Libri, Realta', Riflessioni con tag , , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 1 Commento.

  1. Forse c’è una spiegazione almeno per la prima parte delle tue considerazioni.

    Montanelli era di destra e non ha mai cambiato posizione, ma in un mondo che andava ancora più a destra si è ritrovato a sinistra.

    Analogamente Einaudi era liberista e antifascista ma in un mondo di neoliberisimo selvaggio e di riapertura delle fogne si è ritrovato ad essere uno strenuo democratico e un convinto sostenitore dell’intervento dello stato in economia per ovvi fini perequativi e contro la dissoluzione del tessuto sociale.

    Insomma se non sono i morti ad aver cambiato posizione (a parte rivoltarsi nella tomba) lo sono tutti gli altri…

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