Disinformazione reintermediata e supercazzole 2.0

n questi giorni è tutto un gran tromboneggiare in rete. Un trombonismo che non si vedeva da tempi, perlomeno dai supremi discorsi sulla rinascita dei blog.

Che cosa è successo? Praticamente una signorina esperta in selezione di tweet e loro retweet ha deciso di fare il grande salto e di dedicarsi alla produzione diretta di contenuti d’attualità.

Il tema che ha deciso di affrontare è quanto di più “Things White People Like” ossia “Occupy Chicago”. Per far ciò ha lanciato una colletta per finanziare la trasferta, richiesta di 10 euro a capoccia a chiunque fosse interessato a finanziare.

In parole semplici e senza tanti giri di frase questa è la sintesi e questa è anche la descrizione del progetto.

In supercazzola fuffa 2.0 la cosa è stata chiamata “Reintermediare l’informazione disintermediata”, qualcosa che sembra uscito da un generatore di frasi stravaganti 2.0 e si è tromboneggiato quanto bastava a far sembrare un pezzo di Benny Goodman(*) un quintetto di Schubert.

Sul tema l’italica rete si è divisa come segue:

  1. Trombonisti a cui non pareva vero mettere una dietro l’altra un po’ di frasi altisonanti che non vogliono dir niente
  2. Idealisti affascinati dal tema e dalla promessa di Qualcosa-di-totalmente-nuovo
  3. Coloro che ci debbono essere soprattutto se la cosa è esaltata dai trombonisti
  4. Dubbiosi che non riescono a capire in cosa consista il progetto, la novità e che benefici ne escano per tutti
  5. Jene che hanno allegramente provveduto a fare a pezzi il tutto, diciamo che si son letti alcuni dei migliori sfottò di questi tempi

Qual’è la mia posizione ?

Fatto salvo il sacrosanto principio a far cosa si voglia dei propri soldi e a proporre cosa si voglia purchè non leda gli altri e sia nei limiti di legge, le mie posizioni di non donatore e dubbioso sono le seguenti:

  1. L’unica cosa che ho capito di tutto quel bailamme di blah blah è si dovrebbero mollare 10 euro per finanziare una tizia che va a Chicago. A far cosa non si capisce
  2. Quale sia l’esperienza della signorina in questione nel produrre contentuti video, articoli o altro non si sa. Per quel che ne so non ha mai neppure provveduto a fare live blogging dalla Sacra della Porchetta di Ariccia
  3. Sempre parlando di skill ed esperienze, a semplice lettura del business plan, si  potrebbe dedurne che degli USA non c’è molta conoscenza Parlare di “500 euro” per 20 notti in albergo a Chicago parmi un pelino azzardato visto che con quella cifra minimo ti trovi a dormire ai confini con il Minnesota e di macchine nel plan non ne vedo.
  4. Per un progetto simile, o perlomeno con simili presupposti, si suppone che una sappia l’inglese come l’Avemaria perchè, in caso contrario, al massimo mi disintermedi la lettura del menù di Mac Donald’s
  5. OccupyChicago è stato approvato non più di 2/3 giorni fa e le linee guida sono uscite oggi (**). Di cosa stiamo parlando e cosa si vuole narrare ?
  6. Dove stanno la novità e l’innovazione ? Mi risulta che da lungo ci sia stata gente che raccoglieva soldi per andare a far qualcosa e poi raccontarlo. Più o meno dai tempi di Livingstone a metà del XIX secolo.

Ora io avrei anche voglia di porre queste domande direttamente ma, da quel che ho visto, non si trovano risposte. Si trovano tanti blah-blah o crucifige ma discussioni sensate pochissime.

L’unico effetto fino ad adesso ottenuto è che il feed su #occupychicago è pieno di noise prodotto da retweet trombonistici.

Pare che siamo al 90% di quote prenotate

Auguro ogni bene al progetto(***) pur continuando a non vederne nè la parte innovativa nè il particolare interesse.

Mi pare la supercazzola 2.0 più importante di questo inizio 2012 e, se tanto mi da tanto, una delle più importanti degli ultimi anni.

(*) Direttore di una delle più famose Big Band degli anni ’40, band composte essenzialmente di fiati
(**) Dove per linee guida s’intende le linee guida ideologiche. Tutto il resto tipo “cosa succederà” o “cosa faranno” è conoscibile solo per effetto metafisico
(***) A OccupyOakland li han corcati di mazzate e, perlomeno leggendo le nius sul futuro OccupyChicago, non si aspettan nulla di diverso

Pubblicato il 13 febbraio, 2012, in Blogging, Cazzeggiando, Fuffa 2.0, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. eh eh, in realta’ rilanci seri e argomentati sul tutto ci sono, se non proprio “risposte”, eccome, eccone uno (col mio zampone): http://www.lsdi.it/2012/perche-non-e-il-caso-di-mandare-qualcuno-a-chicago/

    la realta’ pero’, e in questo hai ragione, e’ che in italia sembra impossibile ragionare un attimo sulle cose, si va di corsa, si cinguetta di qua e di la’, si accetta tutto acriticamente senza informarsi, e poi…chissenefrega, giusto?

    ora in questo storia siamo al caffe’, tra #twitterstar e tigella-star, neppure un briciolo di ragionevolezza e’ rimasto…peccato!

  1. Pingback: “Il giornalismo è morto, viva il giornalismo” #1 or #occupyChicago « IfratelliKaramazov

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