Nuove professioni: il coltivatore diretto di barricate

Stavo leggendo gli aggiornamenti su cosa succede in Val Susa e sono finita su questo articolo di Repubblica ove il contestatore fulminatosi ieri si descrive:

sappiate che io abito da 10 anni in una borgata dell’alta valle Susa, nella casa dove nacque mio padre e dove hanno vissuto fino alla morte i miei nonni, sono coltivatore diretto da anni e vivo del reddito che mi fornisce la Terra tramite i suoi prodotti, faccio anche saltuari servizi di giardinaggio e il tempo che dedico (volentieri) alla lotta No Tav lo ritaglio tra il lavoro e le mille faccende della vita di campagna

Ora la Madre Terra è un pelino na stronza e ha la stravagante pretesa di essere coltivata 7 giorni su 7 perchè devi bagnare, raccogliere, pulire, potare e dar da mangiare alle bestie ogni santo giorno.

In più ci sono alcuni criteri piuttosto restrittivi per l’accesso, ho presente i casini dei miei vicini in campagna, e quelli che fan “lavori saltuari di giardinaggio” (*) sono molto saltuari.

Perchè fare il coltivatore diretto vuol dire lavorare 12/13 ore al giorno. Nei periodi migliori vanno dalle 6 del mattino alle 9 di sera.

In compenso non paghi ICI e hai altri benefit (o aiuti all’agricoltura che dir si voglia) inclusa, se ricordo bene, pensione anticipata rispetto agli altri.

Ora capisco che in ambiente fighett-radical-chic-alternativo fa un sacco figo dire che si vive dei prodotti della Terra (**)ma rimane il fatto che non è un tipo di occupazione che ti lascia molto tempo per andare a coltivare barricate e occupazioni di autostrade.

A meno che siamo di fronte ad una nuova figura: il coltivatore diretto di barricate. (***)

E allora, visto che un po’ di terra dai nonni ce l’ho pure io, un pensierino a fare il coltivatore diretto barricadiero viene pure a me.

Via ICI, meno stress, vita sana all’aria aperta. E non è neppure necessario salire su un traliccio.

Una professione estremamente innovativa e assolutamente chic.

Debbo pensarci mi sa.

(*) Nel mio caso ci taglian l’erba e potano gli alberi più grossi
(**)Faceva ancora più figo chiamarla Madre Terra
(***) Fossi un coltivatore diretto normale mi girerebbero le palle a nastro

Pubblicato il 28 febbraio, 2012, in Italica, Politica, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 3 commenti.

  1. Il mio spacciatore di carne bovina ed equina abia a circa settecento metri da casa mia ha circa un centinaio di bestie allevate a fieno od in campo. Inoltre va a potare od a tagliare gli alberi in giro, ha l’appalto per lo sgombero neve e quant’altro.
    T diro` una cosa che ti stupirá ancora di piú: un mio zio faceva il cantoniere e una volta finito di sistemare le strade coltivava una vigna per hobby, oltre ad un orto ed alberi da frutto.

    Detto questo se uno e` un contadino con la falce non puo` protestare? E se uno e` un operaio col martello nemmeno, suppongo.

    • Mike il problema non è l’essere contadino o che il contadino protesti.

      Qui siamo davanti ad un professionista della protesta e del casino che a tempo perso si occupa di agricoltura

  2. suppongo che lo spacciatore di cui sopra, con tutti i lavori che fa, si astenga dal bivaccare di fronte ai cancelli dei cantieri della zona…

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