Di corsi ed università ‘mericane

In un attimo di follia mi sono iscritta al corso online di Sociologia dell’università di Princeton (*).

Dico di follia perchè mi son trovata a studiare, seguire lezioni e prendere appunti esattamente come se stessi seguendo un corso universitario tradizionale.
Debbo dire che l’esperienza è abbastanza affascinante un po’ perchè permette di vedere come funzioni l’università degli altri, in particolare un’università famosa e quotata, un po’ perchè ti obbliga a rimetterti in gioco.

Visto che fan le cose serie, domani ho il midterm exam con tanto di paper e peer review. Dubito che il professore metterà mano agli scritti non fosse altro perchè ci sono 70 mila iscritti e sarebbe un pochino impegnativo.

Nonostante non mi sposti di una virgola, sono nervosa proprio come si è agitati prima di un esame.
So di avere 3 ore di tempo, so che una volta iniziato debbo finire ma so poco altro.

Dopo altre 3 lezioni e poi, zoot, fine del corso e paper finale.

E un po’ mi spiace perchè era affascinante sentire parlare di quali fossero i meccanismi che formano la mente del giovin americano di modo che possa arrivare alle alte sfere e accedere alle migliori università.

Paradossale se si pensa che venivano analizzati i meccanismi stessi che portano la gente ad accedere a quello stessa università che quel corso impartiva. E triste scoprire che lì entri se sei stato preparato ad arrivarci perchè il merito accademico non basta occorre anche avere tutta una serie di parametri tipo “soft skill” e “capacità sportive”.

Non c’è nulla di casuale, non c’è il puro merito accademico: c’è dietro un lungo lavoro che inizia quando il giovin americano nasce e che dura fino che la sua domanda per la prestigiosa università non viene accettata.

Arrivi ad accedere al meglio sul piano accademico perchè ti hanno preparato ad arrivarci

(*) Tutte le principali università americane si stanno attrezzando per tenere corsi online. La motivazione pare sia il voler recuperare chi non sia riuscito ad entrare per questioni economiche o dovute agli svariati paramentri. Stessa cosa per quelle inglesi, lì però si paga.

Pubblicato il 2 luglio, 2012, in Diaristica, Realta', Riflessioni con tag , . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 2 commenti.

  1. Io mi sono iscritta a “A History of the World since 1300” sempre a Princeton. Inizia a settembre e intanto sto leggendo il libro consigliato. Non vedo l’ora!

  2. Sociologia è un’ottima facoltà…

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