La bellezza di viaggiare in treno (o di come diventare sociopatici)

Stasera ho preso un treno per tornare dalla campagna e, per mia disgrazia, non si trattava di un treno qualsiasi ma del treno che arriva dalla Ligura.

Per qualche stravagante ragione i treni che collegano Torino alla Liguria, soprattutto quelli della domenica sera in fascia preserale, debbono essere studiati per far si che la memoria dei carri bestiame di tragica memoria venga conservata e che si possa allegramente rivivevere quella tragica esperienza (*)

Sempre su un piano culturale credo che siano treni che vengono utilizzati per capire come funzionasse la prova iniziatica degli sciamani siberiani.

O è così o non trovo spiegazioni logiche (**)

La cosa funziona nel seguente modo: il treno arriva e tu cerchi di salire. Sarebbe bello e civile se tu potessi salire e trovarti uno spazio che sia consono ad un essere umano ma, per tua disgrazia, si aprono le porte e ti trovi davanti un muro umano.

Se sei abbastanza forte e determinato forzerai il muro umano, incurante di cosa cacci nelle caviglie e stomaci altrui e tu installerai nell’ultimo spazio rimasto. E’ da notare che cotale spazio sarebbe adatto per un nano pesante 10 kg ma soprassediamo.

Ora sei in piedi, una borsa a sx e lo zaino a dx. Bilanciata sopra lo zaino c’è la gabbia del gatto.

Come nei migliori racconti di prove iniziatiche ti troverai ad affrontare personaggi e dovrai riuscire a resistere alla tentazioni di mollargli una zainata in testa.

Il primo personaggio sarà il “contatore spiritoso”. Il Contatore Spiritoso, detto anche CS, è uno che sta seduto comodo, senza intoppo di kg di bagagli, e che conta quanto manca all’arrivo. “Siamo a 40 minuti dall’arrivo”, “Siamo a 30 minuti dall’arrivo” e così via. Ogni tanto si ripete pur non vivendo in una distorsione spazio tempo.
Essendo spiritoso fa anche le battute. Per cui, mentre ti sposti per far spazio ad una persona salita, inizierà a dirti “Ah, la belva si avvicina ed è pure seduta comoda, beato lui”. La prima volta sorridi, la seconda lo ignori, la terza volta che ti ripete la stessa identica cosa ti parte dal profondo delle viscere un “Anche lei è seduto beato e comodo e non ha neppure pacchi”, tutto ciò mentre mediti se tirare fuori una delle mele che hai nello zaino ed infilargliela in bocca.
Non ho idea se ciò fosse particolarmente offensivo, so che è riuscito a farlo tacere per ben 15 minuti.

Passata la prima prova ti si presenta immediatamente la seconda: “la generazione cinica” ossa un gruppo di ventenni che stanno discutendo di un comune amico che “E’ figlio del primario di XX all’ospedale di XYK”. Una delle discutenti sostiene di non vederlo da un po’ poi si ferma e, dopo aver brevemente riflettuto, se ne esce dicendo “debbo risentirlo, se i suoi mi raccomandano posso trovare un posto all’ASL”.
La prova sta nel non sobbalzarare troppo vistosamente di fronte all’affermazione mentre pensi che ti trovi davanti una generazione a cui hanno imposto di diventare il tipico personaggiod i Sordi già a 20 anni, età in cui si penserebbe ad un minimo di idealismo in più-
Se la generazione dei 30-40enni è quella “perduta” quella dei 20enni parmi direttamente “la generazione sodomizzata”.

Nel frattempo la gente sale, scende, ti rende partecipe dei fatti suoi, ci si rende conto che molti ignorano doccia e deodorante.

Appare all’orizzonte un posto libero e ti fiondi con gatto, zaino e borsa. Disgraziatamente una signorina con meno pacchi è riuscita a prenderlo e si sta per sedere.
Cortesemente le chiedi se ti può lasciar sedere visto il carico.
Le avessi chiesto di cedermi il codice dle bancomat, la carta di credito ed il fidanzato avrebbe fatto una faccia meno indignata e sconvolta. E’ stato un momento in cui mi sono domandata “Quindi?” perchè la signorina non mi pareva nè particolarmente malata nè stanca. In compenso dopo ha assunto un’aria di una che si sta vergognando tantissimo e la domanda era “se ti senti così in colpa perchè non ti alzi?” ma ho passato la prova riuscendo a non esternare la cosa.
Fortunatamente si è alzato un ragazzo e sono riuscita ad installarmi con gatto sulle ginocchia e pacchi sui piedi.

Dopo un po’ il treno si è avvinato a Torino ed è iniziato uno dei riti dell’italiano in treno ossia “Alzarsi mezz’ora prima e prepararsi vicino all’uscita”.
Ora questa cosa assume aspetti vagamente grotteschi se fatta su un treno strapieno perchè è come se una massa scomposta di gente si alzasse e decidesse di muoversi, tutti assieme e in un spazio limitato.
E’ ancora più divertente quando lo fanno avvicinandosi alla stazione capolinea perchè si saranno alzati mezz’ora prima e dovranno attendere 10 minuti in posizione scomodissima prima di riuscire a scendere.

Il viaggio è finito, la sociopatia è al massimo e la prova iniziatica è stata passata.

E’ da dire che cotale meraviglia è stata pure gratuita perchè a Trenitaglia sono geni. Hanno tolto il treno da Saluzzo sostituendolo con un autobus.
La domenica il posto dove fai i biglietti è chiuso e sull’autobus non puoi fare il biglietto fino a Torino ma solo fino a Savigliano.
Nella tua condizione ci sono circa 10 persone e il tempo tra l’arrivo del bus e l’arrivo del treno è di circa 12 minuti.
Se ti trovi davanti una di quelle persone che scambiano la biglietteria per un social club e ci mettono 20 minuti per fare il biglietto non hai altra scelta che farlo sul treno.
Peccato che sul treno non passi alcun controllore perchè impedito fisicamente dal muro umano.
Ah le meraviglie di Trenitaglia!

(*) Lo stesso vale per il Frecciarossa To-Mi delle 7 del mattino
(**) Trattandosi di Trenitaglia è possibile non vi siano spiegazioni logiche

Pubblicato il 9 settembre, 2012, in Diaristica, Realta', Riflessioni con tag . Aggiungi il permalink ai segnalibri. 4 commenti.

  1. Mi pare che fare il biglietto sul treno solo perché la biglietteria è chiusa o simili inezie non esime dal pagamento della sanzione per “accesso ladresco su mezzo pubblico già pieno”.
    Salvo la ovvia contrattazione e/o gentilezza/cattiveria del controllore che può applicare o meno le rigide disposizioni della legge regionale e del regolamento.

  2. In realtà, se la biglietteria è chiusa E la biglietteria elettronica non funziona (come da tempo immemorabile nella mia città) E non è possibile acquistare il biglietto proprio da nessun’altra parte (bar, tabaccherie e via cantando della stazione) paghi solamente la tariffa normale.

  3. Oooh, ho guardato benebene e hai ragione IDIC2! L’allegato 7 parla chiaro: RILASCIO DI BIGLIETTI ED ALTRE OPERAZIONI IN TRENO SENZA APPLICAZIONE DI PENALITA’ E SOPRATTASSE A favore di viaggiatori in partenza da località durante il periodo in cui la biglietteria sia chiusa, a condizione che non siano presenti punti vendita alternativi o self-service o le stesse non siano funzionanti, è ammesso, previo avviso al personale di accompagnamento, il rilascio delle sotto elencate tipologie di biglietti: [blabla e con qualche esclusione, ma poche].

    Quindi la contrattazione riguarda solo il fatto che ci fosse un punto vendita aperto o una macchinetta funzionante!

    Che comodo! Che umano!

  4. Ma sì Bubbo, era solo una precisazione. Non sto difendendo Trenitaglia; già mi girano le scatole quando devi diventare scemo per, come si dice?, “convalidare” il bilglietto alle timbratrici e se per caso ti dimentichi ti fanno il multone! Ma cavolo, il biglietto l’hai pagato, no? Guarda, due anni fa ho fatto un biglietto online, poi non sono potuto partire. Volevo chiedere il rimborso, ma, arrivato alla biglietteria, mi hanno informato che non era possibile, perché il rimborso dei biglietti online devi chiederlo entro 3 ore dalla partenza del treno (che per inciso sarebbe partito alle 23). Le mie rimostranze sono state rintuzzate dicendomi che sul sito delle FFSS era tutto spiegato chiaramente (magari ti dovevi leggere 6 pagine di regolamento, eh!). Vabbé!

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