Quei ragazzi di cui non si parla

Questo post fu pubblicato per la prima volta nel 2007. Mi è venuto in mente oggi leggendo il bailamme sul “ragazzo con i pantaloni rosa”.

Una notizia triste, tristissima anche se non sono chiare le motivazioni dietro al gesto

Sia come sia, un 15enne è morto e tra le cause potrebbe esserci l’omofobia.

Ma ogni anno molti adolescenti gay si tolgono la vita. Non ci sarà tutto il bailamme per loro, ci sarà il silenzio.
Altri moriranno e questo è un agghiacciante dato di fatto.

A loro, alle loro morti silenziose, a questo paese dove si passa sotto silenzio la bocciatura della legge contro l’omofobia e si sbraita quando l’onda lo richiede.

Alle tante morti silenziose va questo post.

 

 

Questo post e’ dedicato alle adolescenze dolorose di quegli amici che ho visto soffrire, con cui ho parlato nelle notti di cosa era stato essere adolescente gay e di cui ho visto la difficile battaglia per l’accettarsi.
Questo post non e’ politico, non e’ pro/contro, non e’ sui DICO. Questo post semplicemente si chiede perche’ fino ad adesso non se ne sia parlato.

Link da cui e’ presa la citazione

L’alto tasso di tentati suicidi tra giovani omosessuali è un problema affrontato recentemente anche da da Paolo Patanè, presidente del consiglio provinciale di Arcigay Catania che, intervistato dal portale universitario Unimagazine.it, spiega che «esistono ancora molte situazioni difficili in cui manca un’accettazione di sé, in cui ci sono problemi in famiglia. «I dati oggi dicono che la percentuale di tentati suicidi in ambito omosessuale è tre volte superiore. Ancora oggi ci sono problemi legati al bullismo.» Patanè aggiunge che «forte è per tanti la difficoltà di instaurare un dialogo in famiglia (e) il problema della discriminazione è un problema generale». Tutti fattori che possono spingere verso atti sconsiderati.

Premessa: non ho voglia di fare politica sul suicidio di un adolescente. Matteo e’ morto e non sappiamo se fosse o meno gay, sappiamo che quella era l’arma usata dai suoi persecutori. Come si puo’ leggere sopra, il numero di tentati suicidi tra gli adolescenti gay e’ di tre volte superiore a quello di un adolescente eterosessuale.
Normalmente nessuno se li caga di striscio eppure di storie come questa ce ne saranno a decine. Improvvisamente abbiamo un caso che viene discusso a 360 gradi e non si capisce perche’ c’e’ di mezzo la politica o per quale ragione.
Saro’ maliziosa e maligna ma ho il dubbio che se non ci fosse stata di mezzo la questione della parola “gay” unita al bullismo, temi che vanno per la maggiore sui quotidiani, anche di questa morte non se ne sarebbe parlato per nulla e di sicuro non se ne sarebbe data la notizia.
Perche’ il punto pare essere proprio questo: una notizia come questa, in prima pagina di quotidiani e TG, porta a conoscenza di un caso. Delle altre migliaia di casi simili mi pare che non se ne parli.
Eppure, come anche ha fatto notare l’Agedo, vi sono migliaia di ragazzi in quella situazione, ragazzi che lo sarebbero dico o meno, cc o meno. Perche’ il problema dell’omofobia e’ ben piu’ profondo di quanto si possa pensare in questi giorni, e’ ben piu’ legato alla situazione di accettazione dell’omosessualita’. Accettazione che non c’e’ per quanto si tenti di spacciare la questione per andata. Allo stesso modo ad ammazzare, a portare alla distruzione e’ il problema di essere gay in un gruppo di pari per cui il gay e’ da sopprimere e cacciare.
Il paese profondo continua ad essere quello dove il “Dagli al frocio” non e’ cosa rara neppure in quegli ambiti dove politically correctness o altro, vorrebbero che tutto fosse splendente. Un’amica faceva notare una frase in un film scritto da noti autori di sinistra: la provocazione che veniva lanciata era “Che Guevara era frocio”.
Adesso che il mondo si e’ accorto che i giovani omosessuali non sono di sicuro in una situazione facile ed allegra, non tanto perche’ c’e’ l’opposzione ai dico o per colpa di Rosy Bindi o la Binetti, ma perche’ ci sono in giro maree di teste di cazzo, qualcuno si muovera’ per fare qualcosa e aiutare le altre migliaia di ragazzi in quelal condizione ?
Oppure, come suppongo io, finita la buriana e la girata mediatica, tutto ritornera’ sotto silenzio come passa sotto silenzio la massa di suicidi di giovani omosessuali che ogni giorno avviene in tutta Europa ?
L’articolo da cui ho preso la citazione e’ del 2005. Altri articoli con le stesse notizie sono del 2003 o del 2000. Una semplice ricerca con google dara’ quei risultati.
Eppure solo stavolta abbiamo avuto una notizia e c’e’ stata una reazione (verbale aggiungerei io). Quanti altri Matteo debbono morire prima che si pensi di fare qualcosa non ho idea, so solo che questa storia e’ ben distante dall’agone politico ma fa parte di un filone di persecuzioni e morte ben radicato, ben conosciuto.
Matteo non l’hanno ammazzato le campagne anti-dico, Matte l’ha ammazzato una situazione ben incancrenita per cui nessuno sembra voler fare qualcosa e che continuerebbe ad esserci anche se questo paese divenisse pieno di seguaci di Oddifreddi. Perche’ finche’ il problema sara’ la non accettazione di famiglie e coetanei, i ragazzi continueranno a morire come morivano prima di oggi.
Conosciuto da tutti ma, apparentemente, fino ad oggi di ben poco interesse.

Pubblicato il 22 novembre, 2012 su Politica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . 1 Commento.

  1. L’on. volonte’ ha smesso di stupirmi da un bel po’ di tempo.Mi ripeto: secondo me tipi come lui dovrebbero essere presi a pernacchie ogni volte che aprono bocca e pontificano sui valori/fondamenti cristiani della societa’ italica. Nessuna minaccia, nessun insulto: solo pernacchie.Chissa quale e’ l’opinione dell’on. Volonte’ sullo stile di vita del suo fratello di fede e compagno di partito Pierferdinando Casini… che tu sappia, ha mai fatto una qualche dichiarazione pubblica in proposito?j.geeraerts

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