Voglia di tenerezza

Non è un periodo facile. E’ stato un anno strano, un anno di cose che si rompevano, di cose che dovevi cambiare.

Un anno di calcoli per capire quale cosa cambiare, come-fare-per.

Adesso avrei voglia di silenzio e di tenerezza.

Voglia di ammettere le debolezze, voglia di qualcuno per cui contare un po’ di più (*), voglia di sincerità e chiarezza e non di parole-parole-parole e balletti barocchi.

Sto seguendo la storia di una ragazza scomparsa dopo aver lasciato messaggi disperati. Ci penso, sono vicina a lei.

Poi mi richiudo nel mio silenzio, nella mia voglia di tenerezza.

Non è il momento dei tagli e dei cambiamenti ma è un momento in cui qualcosa d’altro si sta rompendo, qualcosa si è incrinato.

Mi sono incrinata io, come un motore che si sia inceppato e faccia fatica a tenere i giri.

E non è stanchezza fisica o mentale, è come avere una cappa nera davanti agli occhi. E’ una rabbia profonda, astiosa che hai paura ad esprimere perchè distruggerebbe, farebbe terra bruciata di cosa incontra.

E’ la frustrazione di trovarti davanti indifferenza, mezze verità e la prepotenza di chi pensa che il suo comodo sia l’unica cosa che conti.

Sono le migliaia di parole, di urla strozzate

“custos quod de noctis”? La notte passerà, le scelte saranno compiute, si ritornerà a vivere.

Non adesso perchè adesso debbo pensare a stringere i denti e passare la notte.

Per adesso rimane la profonda tristezza e il profondo bisogno di tenerezza.

(*) Si rimane un po’ amereggiati quando in alcuni casi si ha la sensazione di avere una priorità talmente bassa da sfiorare lo zero kelvin

Pubblicato il 27 dicembre, 2012 su Diaristica. Aggiungi ai preferiti il collegamento . Commenti disabilitati su Voglia di tenerezza.

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